• Fake Tav

    L’analisi “costi vs benefici” della Tav ci racconta tanto della politica quanto dei media. Hanno torreggiato per un paio di giorni i titoli diffusi a caldo da tv e giornali: «Otto miliardi di euro di perdita secca». L’immediato risultato è stato di confortare l’autostima e le convinzioni di chi quel dato sospettava/desiderava. Quelli come noi, non particolarmente schierati, cercavano qualche lume, ma non lo trovavano. Anche perché nei sottotitoli si faceva appena scorgere un paradosso talmente enorme da farci temere le traveggole. C’è voluto qualche giorno per verificare, nonostante le intemerate di Travaglio, che quell’enorme «perdita» era essenzialmente il venir meno di ricavi pubblici e privati (accise sulla benzina e pedaggi autostradali) eliminati dal […]

  • La sinistra è altro dal clientelismo populista

    Come si elabora oggi una proposta di politica economica e industriale all’altezza del compito di far crescere l’economia e distribuire equamente i frutti della crescita? Del compito cioè di coniugare sviluppo e solidarietà sociale nel nostro paese? Attorno a questa domanda dovrebbe svilupparsi un dibattito serio tra le file dei progressisti. Si assiste invece a un dibattito contorto e perplesso, perché c’è chi pensa davvero che la manovra del governo italiano contenga effetti redistributivi che vanno nella giusta direzione, con la conseguenza che la timida contrarietà si concentra sulle modalità o sulle soluzioni attuative. Come a dire: noi abbiamo sbagliato a non farlo ma voi non siete capaci di farlo bene. In Italia i […]

  • L’eccezione spagnola

    In uno scenario europeo di divaricazione politica e di indici economici rallentati, la Spagna cresce ancora e vive un momento di cauto ottimismo con il nuovo ciclo politico del governo socialista di Pedro Sánchez. Un’asincronia storica con il resto dei paesi europei che ha un’origine lontana, nei ritardi strutturali accumulati dal franchismo e nella necessaria rapidità modernizzatrice dei governi di Felipe González. Urgenza d’azione, quella del socialista González, ispirata però da un autorevole pensiero riformista radicale. Una politica persistente, che ancora oggi permette di scegliere regole di sviluppo delle infrastrutture e dell’economia fondate sul riequilibrio sociale e culturale. Per comprendere quanto quella visione espansiva sia ancora oggi viva, quanto sia sopravvissuta a cicli politici […]

  • Giuseppe Conte, specchio degli italiani

    È giusto discutere senza pregiudizi delle linee di politica interna e internazionale illustrate dal nostro presidente del Consiglio, nel video di Piazza Pulita che ce lo mostra mentre incalza a testa alta la cancelliera Merkel, con un maschio «Angela, non ti preoccupare, sono molto determinato», scandito a chiare lettere davanti a un succo di frutta. È giusto e perfino ragionevole discutere, alla luce di questo intervento, se sia da condividere il parere di tanti autorevoli osservatori, i quali negli ultimi mesi hanno ravvisato in Giuseppe Conte un altro e più sicuro piglio, un’accresciuta consapevolezza dei propri mezzi, peraltro non disgiunta da una sensibile crescita di standing, nazionale e internazionale. Ed è pertanto ragionevolissimo che […]

  • L’emergenza immaginaria del caso Sea Watch

    Dopo tredici giorni in mare ieri sono sbarcate le 47 persone salvate dalla nave della ong tedesca Sea Watch. La vicenda è stata l’ennesima pagina nera per il nostro paese. Sono stata l’altro giorno a Siracusa con la staffetta del Pd e la sensazione più forte è stata quella della vergogna. Vergogna perché il governo gialloverde ha come prima priorità quella di impedire alle ong di poter pattugliare il Mediterraneo per salvare delle vite. Vergogna perché non esistevano motivazioni chiare per impedire a quelle persone di sbarcare. Vergogna perché i racconti che arrivavano dalla nave su quanto avviene nei lager libici non possono far sentire nessuno assolto. Vergogna perché alla fine chi teneva quelle […]

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Cosa dicevamo il
10 Luglio 2006
cosa dicevamo

Il trionfo del neo-difensivismo italiano

Italia mondiale per la quarta volta. Difficile discettare e fare accademia, quando ci si sente nel mainstream della storia (e il Mondiale ha questo potere, ancora oggi). Torniamo col pensiero a Gianni Brera che ventiquattro anni fa, all’indomani del terzo successo, così si rivolse alla squadra: “Hai strabiliato solo coloro che non te ne ritenevano degna, non certo coloro che sanno strologare a tempo e luogo sul mistero agonistico del calcio”. Oggi le sue parole conservano tutto il loro significato. Allora egli inneggiò a “san catenaccio”, elogiando l’arte del difendersi con il coltello tra i denti. Finita l’era della marcatura a uomo, il termine è decaduto. Persino i nostri calciatori e il nostro tecnico […]