• Perché il distacco è l’essenza della giustizia

    Tra l’esprimere soddisfazione istituzionale (moderata, piena, secondo tutte le possibili coloriture) per l’arresto di un latitante e l’augurarsi che marcisca in galera fino alla morte ci sono almeno trecento anni di civiltà, che non riguardano solo le persone di sinistra, ma dovrebbero riguardare tutti. La giustizia è un fatto umano, popolare e spietato: la piazza e la sua soddisfazione sono sempre state coinvolte nei giudizi e nelle esecuzioni. L’evoluzione della nostra idea di giustizia in una comunità civile ha avuto una certa linearità nel corso dei secoli, procedendo lentamente – a volte con qualche rimbalzo – verso la sua progressiva sottrazione dalle mani di chi la pretende agitando i forconi. La giustizia è un […]

  • La smania referendaria non è la cura, è il male

    Un referendum per dire sì alla Tav, un referendum per dire no al reddito di cittadinanza, un referendum per dire addio al decreto sicurezza: la strada dell’opposizione al governo è lastricata di consultazioni referendarie. Una strada su cui sembrano tutti ansiosi e felicissimi di convergere: da Giuliano Ferrara, che ha lanciato l’idea del referendum sul reddito di cittadinanza, allo stesso Matteo Salvini, che sembra molto tentato dalla consultazione sulla Tav. Quanto al referendum sul disumano, insensato e controproducente decreto sicurezza, proposto da Maurizio Martina, chi mai, almeno tra coloro che si oppongono a questo governo, potrebbe essere contrario? Dispiace guastare una così bella atmosfera, ma temo che il riflesso condizionato che fa gridare «referendum!» […]

  • Post Factum: la Repubblica delle donne

    Contraddizioni in seno al populismo televisivo

    La Fat (Free Air Television), come Rai, Mediaset o La7, si rivolge a tutti, fabbrica visibilità e ne trae ricavi pubblicitari e notorietà (variamente spendibile tra carriere politiche, social, etc). Ed è ovvio che un medium di questo tipo sia come la bicicletta, sempre esposta al rischio del terra terra populista se chi la monta non pedala, specie in salita. È mancata la pedalata, ad esempio, nei vari anni della questione banche dove si è, ben che andasse, organizzato il vociare e non la discussione e l’analisi, col bel risultato di raccontare la favola della contrapposizione del popolo nei confronti delle banche, anziché dei banchieri colti a svaligiarle. E ai più pareva gran peccato stanziare […]

  • Il Vaso di fiori e l’arte della diplomazia

    La settimana scorsa il direttore delle Gallerie degli Uffizi, il tedesco Heike Schimdt, ha esposto nella Sala dei Putti di Palazzo Pitti una riproduzione in bianco e nero del celebre Vaso di fiori del pittore olandese Jan van Huysum, trafugato dai nazisti durante la seconda guerra mondiale. La copia del dipinto è corredata da cartelli con la scritta «rubato» in tre lingue, italiano, inglese e tedesco, e da una didascalia che ricorda che a sottrarla al museo furono i soldati della Wehrmacht nel 1944 e che ora si trova in una collezione privata tedesca. Il direttore degli Uffizi chiede che il governo tedesco si adoperi per la restituzione del quadro – che è attualmente detenuto […]

  • Le serie tv ai tempi del videoregistratore

    C’è stato un tempo in cui le serie si guardavano in tv, nel senso che dovevano essere trasmesse da qualche canale televisivo italiano per far sì che potessimo vederle. Era cioè un tempo in cui bisognava aspettare che qualcuno (ai piani alti di qualche rete televisiva) decidesse di metterle in palinsesto, a una certa ora di un determinato giorno, e a quell’ora bisognava essere presenti, o perlomeno pronti con il videoregistratore. Sembra un ricordo lontano come quei vecchi racconti di nonna, ma in quel tempo noi c’eravamo, e già scrivevamo su questa rivista. Era un tempo in cui anche solo dell’esistenza di West Wing era a conoscenza appena un ristrettissimo gruppo di iniziati, il […]

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2 Agosto 2010
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Calippo e rivoluzione

Tanto allarme e tanto moralismo per nulla, intorno alle due ragazze romane del tormentone sul “calippo” e la “bira”. Specialmente da commentatori progressisti, sconvolti dal fatto che due adolescenti intervistate da un giornalista televisivo, sulla spiaggia di Ostia, si esprimano in dialetto. Se ognuno facesse un carotaggio storico della propria famiglia lungo il XX secolo, prima di parlare, forse sentiremmo meno scemenze. Fino a cinquant’anni fa le classi popolari non solo parlavano (esclusivamente) il dialetto, ma erano anche analfabete, a favore della pena di morte, pensavano che la verginità prima del matrimonio fosse un dovere della donna e che andare a puttane fosse la naturale vita sessuale dell’uomo. Eccetera. Mia nonna Ines (nata nel […]