• Fake.

    Il problema delle fake news non è una bufala

    In questi giorni impazza il dibattito sulle fake news, o bufale, per usare un termine Dop. Il dibattito però impazza all’italiana, quindi non su chi ci lavora, quale sia il suo obbiettivo, quali siano i finanziatori, ma se sia il caso o meno di parlare di notizie false messe in giro ad arte per creare un clima di odio e insofferenza, quando i problemi degli italiani sono ben altri. Questa impostazione, a mio parere, nasconde due enormi errori di valutazione: il primo, e ovvio, è che porre un problema non vuol dire rinunciare a tutto il resto; parlare di bufale non vuol dire non proporre soluzioni sul lavoro o non parlare della nostra visione del […]

  • foto-lw-media

    Anniversario

    Il decimo anniversario del Partito democratico, la cui fondazione viene convenzionalmente fatta risalire alle primarie del 14 ottobre 2007, ha coinciso quest’anno con il centenario di un altro e più celebre ottobre rivoluzionario. Un centenario che ci ricorda quanto la politica sia effettivamente, come diceva qualcuno, storia in atto, e abbia dunque in sé il potere di cambiare il destino di miliardi di persone. Nel bene e nel male. A dieci anni dalla fondazione del Pd, dopo che anche l’ultima evoluzione del postcomunismo è definitivamente confluita in un partito dalla tradizione più larga, tanto da comprendere quella stessa Democrazia cristiana che del Pci fu la principale antagonista, dovrebbe essere finalmente possibile, anche per noi, una più serena riflessione sul legame […]

  • Ingranaggio.

    Il vero problema dietro il modello Amazon

    Dopo aver gridato «al lupo, al lupo» per trent’anni, il lupo alla fine è arrivato. Nessuno in verità sembra molto contento, però bisogna guardare con favore al fatto che almeno la coscienza dell’arrivo del lupo si è diffusa con una velocità incredibile. Come ha ricordato Raffaele Ventura, pure la stampa di orientamento liberale, di fronte allo sciopero dei lavoratori di Amazon, non ha trovato il coraggio di tirare fuori la solita artiglieria di luoghi comuni su riforme strutturali mancate, scarsa flessibilità e ostacoli frapposti dai carristi del sindacato sovietico al naturale funzionamento del mercato. Eppure solo dieci anni fa anche i più progressisti erano in prima fila a spellarsi le mani ascoltando il Censis […]

  • post-factum

    Bufale siamesi

    I racconti fasulli sono sempre esistiti, al punto che tutta la cultura può esserne considerato un unico ammasso, dove – ma è il suo bello – teorie e visioni si avvicendano smentendosi a catena. E se questo vale per le scienze e le filosofie, ancor più si verifica con il sorgere dei mass media, che fin dalle origini non si rivolgono affatto a “tutti”, ma ai “loro” (lettori, spettatori, audience), cioè ai segmenti del corpo sociale che ne condividano a priori l’impostazione. In sostanza, le fake news sono state sempre cibo per le varie fake views. Basti osservare come si guatano all’edicola due avventori che chiedano l’uno il Foglio e l’altro la Verità di […]

  • amazon

    Esiste un’alternativa al modello Amazon?

    Il sostegno al recente sciopero dei dipendenti di Amazon è stato così trasversale che l’altro giorno persino il Foglio, in prima pagina, se ne felicitava; mentre un altro covo di liberali come Linkiesta pubblicava un articolo a favore della regolamentazione di Uber. Addirittura il Corriere della sera, online, auspicava che le grandi aziende potessero procedere a una più equa redistribuzione dell’utile tra i lavoratori. È forse la prova che i danni provocati dai vagiti della quarta rivoluzione industriale (per non parlare dello stato pietoso del mercato del lavoro in Italia) sono ormai diventati un tema di discussione pure fuori dai circoletti bolscevichi. Ma l’entusiasmo per questo sussulto di dignità del lavoro contro il capitale rischia di occultare […]

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Cosa dicevamo il
12 dicembre 2005
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Perché i Ds offrono il collo al nemico

In queste settimane mi dolgo di non essere iscritto ai Ds. Perché sull’assalto mediatico portato a Giovanni Consorte e a Unipol vorrei capire meglio – cosa che si può fare solo dal “di dentro” – che cosa diavolo spinga mezzo partito o giù di lì a offrire il collo agli avversari. Avversari che stanno nella stessa coalizione e che hanno loro uomini alla testa di banche italiane senza che nessuno meni scandalo (sto chiaramente parlando della Margherita). E che sono poi sulla poltrona di comando di grandi e grandissimi giornali che si pretendono anch’essi “di sinistra”. L’avversione per D’Alema non può davvero giustificare una così cieca e talora persino complice acquiescenza a uno scempio […]