• post-factum1

    Frutti di stagione

    La Tv dei Ragazzi, ovvero Propaganda Live, raro esempio di programma dai protagonisti rigorosamente maschi anche se non (forse) maschilisti, è il successo di stagione. È partita in autunno con mezzo milione di spettatori e ha terminato ben oltre il doppio, in parte trascinando gli affezionati del fu Gazebo di Rai Tre, in parte disputandosi i telecomandi con Crozza, in molta parte convincendo gli ultra cinquantenni che stanno più a lungo la sera davanti alla tv e dunque pesano maggiormente nelle sorti statistiche dell’audience. Al buon esito dell’impresa hanno contribuito, a parere nostro, due fattori: la scrittura e le elezioni. La scrittura ha progressivamente dismesso i narcisismi dell’esordio, dove loro ridevano molto, e noi a […]

  • Relitti.

    Guerra alle Ong, un passo verso Visegrad

    Considerare le organizzazioni non governative che operano nel Mediterraneo alla stregua di trafficanti di esseri umani è una follia. Pensare che, eliminando le navi delle Ong, i viaggi verso l’Europa si fermeranno è un’illusione. Nonostante la loro evidente infondatezza, queste posizioni sono percolate dagli angoli remoti delle teorie complottiste, dove si straparla di piano Kalergi e sostituzione etnica, alle trasmissioni di prima serata e, ancora peggio, al governo del paese. Nella settimana in cui le navi delle Ong non hanno effettuato salvataggi in mare, a causa dell’incidente della Aquarius e della politica adottata dal nostro governo, sono state recuperate circa duemila persone provenienti dal Nord Africa da parte di navi militari, mezzi della Guardia […]

  • post-factum1

    Palla lunga e pedalare

    L’attuale governo nasce dall’incontro fra una cosa antica, la Vandea della Nazione, e un fenomeno recente ancora da decifrare, i cinquestelle. Una sua Vandea non c’è Paese che non l’abbia. Quella italiana nel dopoguerra è stata contenuta dalla forza della chiesa cattolica e dai vincoli internazionali, sicché se ne stava immersa e ammansita nella Dc. Con l’affievolirsi dell’egemonia cattolica, a partire dagli anni sessanta, e lo sgretolamento, negli anni ottanta, del Muro di Berlino, quella Vandea ha riconquistato bandiera e proscenio co-fondando il centrodestra di Silvio Berlusconi e, con Salvini, arrivando a dominarlo. Una Vandea dalle lunghe radici, fondata (pensiamo al Veneto) sugli avi contadini che sgobbavano sui campi e ne difendevano il frutto […]

  • post-factum1

    Il populismo tra politica e tv

    Ieri, mentre da molte parti, anche a Roma, si votava, percorrevamo via Enea, l’ombrosa traversa che dall’Appia conduce alla Tuscolana. Quartieri medi, certo non alti. Quand’ecco che sfioriamo una coppia di maschi adulti impegnati in fitta chiacchiera circa il senso dello spread. E, non bastasse, dopo pochi passi si fa incontro la signora che profferisce “Sì, Conte! Ma che non se li fanno i conti loro?” al marito che la segue gravato dalle borse della spesa. E alla svolta della Tuscolana uno che al telefonino sghignazzava “Conte, il Presidente, ah ah, che tutti ci invidiano” e subito ci ha uncinato con un: “che, non è d’accordo?”. Ne è seguito un rapido scambio dal quale […]

  • Mobilitazione.

    Una mobilitazione contro la flat tax

    Nella presentazione del suo governo al Senato il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha formalmente ribadito l’impegno, già contenuto nel «contratto di governo» tra Movimento 5 Stelle e Lega, a introdurre la flat tax con «aliquote fisse» e «un sistema di deduzioni che possa garantire la progressività dell’imposta». A nostro avviso si tratta di un grande imbroglio. È sufficiente, infatti, visualizzare su una carta geografica i paesi che adottano un sistema fiscale di tipo progressivo e quelli dove è in vigore la flat tax, per comprendere come le due formule siano antitetiche e che l’adozione in Italia della flat tax renderebbe il nostro paese più ingiusto e più povero, allontanandolo dalla cerchia di nazioni […]

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Cosa dicevamo il
26 marzo 2007
cosa dicevamo

Il talento di Mr. Woodcock

In questo paese nessuno fa mai il proprio lavoro. I settimanali non pubblicano le foto di cui sono in possesso. I fotografi non fanno (veri) scoop. I giornalisti si guardano bene dal prendere iniziative, tanto intercettazioni e indiscrezioni arrivano ogni mattina in redazione, gentilmente confezionati in pacchetto regalo. I produttori si fanno passare i nomi delle soubrette da piazzare nei loro programmi dai Lele Mora di turno, e soprattutto da Lele Mora in persona. I politici si preoccupano dell’uso improprio delle intercettazioni solo quando il problema li tocca da vicino (e anche allora diciamo che ci mettono un po’ a recepire, e diciamo pure che ci mettono il tempo necessario a farsi venire il […]