• post-factum

    Il falò della comunicazione

    Amici meno sprovveduti di noi ci avevano preannunciato che Renzi&C, auspicando la non conferma di Visco a governatore di Banca d’Italia, cercavano guai. Già arrivati sul piano mediatico col rinfocolamento dei roghi Etruria anti-Boschi (padre e figlia) in sostituzione di quelli Consip anti-Renzi (padre e figlio),  estinti dalla dimostrata fellonia di alcuni inquirenti&giornalisti. Dal che si deduce che se vuoi fare politica, oltre a eliminare i familiari in vita, deve saperti autolimitare. Puoi riformare i diritti (fine vitae, eccetera) che al peggio rabbuiano qualche vescovo retrò, ma devi tenerti alla larga dall’intreccio editoria-finanza, popolato da odi reciproci ma unito contro i parvenu (amarcord il caso Unipol-Bnl del 2005, «abbiamo una banca»…) e, ancor di più, […]

  • 22037606_4976bb3456_z

    Se due anni non sono abbastanza

    Sento da più parti considerazioni contrarie al taglio del limite del contratto a tempo determinato da 36 a 24 mesi. Alcuni sono decisamente contrari, perché di questa flessibilità eccessiva usufruiscono in maniera larga e proficua. È il caso di Confindustria, della cui contrarietà non ci stupiamo. Altri invece, pur con profili diversi, lamentano che questo taglio causerebbe addirittura un aumento della precarietà, perché toglierebbe a molti lavoratori la possibilità di lavorare tre anni di seguito. I dati ci dicono che questa considerazione è fuori dalla realtà. La durata media dei contratti a termine è inferiore ai sei mesi, e le proroghe vengono utilizzate per tenere i lavoratori nel limbo all’infinito (anche di queste stiamo […]

  • Fake.

    Il problema delle fake news non è una bufala

    In questi giorni impazza il dibattito sulle fake news, o bufale, per usare un termine Dop. Il dibattito però impazza all’italiana, quindi non su chi ci lavora, quale sia il suo obbiettivo, quali siano i finanziatori, ma se sia il caso o meno di parlare di notizie false messe in giro ad arte per creare un clima di odio e insofferenza, quando i problemi degli italiani sono ben altri. Questa impostazione, a mio parere, nasconde due enormi errori di valutazione: il primo, e ovvio, è che porre un problema non vuol dire rinunciare a tutto il resto; parlare di bufale non vuol dire non proporre soluzioni sul lavoro o non parlare della nostra visione del […]

  • foto-lw-media

    Anniversario

    Il decimo anniversario del Partito democratico, la cui fondazione viene convenzionalmente fatta risalire alle primarie del 14 ottobre 2007, ha coinciso quest’anno con il centenario di un altro e più celebre ottobre rivoluzionario. Un centenario che ci ricorda quanto la politica sia effettivamente, come diceva qualcuno, storia in atto, e abbia dunque in sé il potere di cambiare il destino di miliardi di persone. Nel bene e nel male. A dieci anni dalla fondazione del Pd, dopo che anche l’ultima evoluzione del postcomunismo è definitivamente confluita in un partito dalla tradizione più larga, tanto da comprendere quella stessa Democrazia cristiana che del Pci fu la principale antagonista, dovrebbe essere finalmente possibile, anche per noi, una più serena riflessione sul legame […]

  • Ingranaggio.

    Il vero problema dietro il modello Amazon

    Dopo aver gridato «al lupo, al lupo» per trent’anni, il lupo alla fine è arrivato. Nessuno in verità sembra molto contento, però bisogna guardare con favore al fatto che almeno la coscienza dell’arrivo del lupo si è diffusa con una velocità incredibile. Come ha ricordato Raffaele Ventura, pure la stampa di orientamento liberale, di fronte allo sciopero dei lavoratori di Amazon, non ha trovato il coraggio di tirare fuori la solita artiglieria di luoghi comuni su riforme strutturali mancate, scarsa flessibilità e ostacoli frapposti dai carristi del sindacato sovietico al naturale funzionamento del mercato. Eppure solo dieci anni fa anche i più progressisti erano in prima fila a spellarsi le mani ascoltando il Censis […]

Seguici su Telegram

Cosa dicevamo il
16 settembre 2007
cosa dicevamo

Grillo, Stella e Brambilla

Il dibattito politico italiano di questi ultimi mesi ha tre indiscussi protagonisti: Gian Antonio Stella, Michela Vittoria Brambilla, Beppe Vaffa Grillo. La loro ascesa è stata vista ora come la cupa premonizione di una crisi di sistema imminente, dunque come un segnale da prendere molto sul serio e di cui tenere conto, ora come una barzelletta di dubbio gusto, da accogliere al massimo con un’amara risata. E in effetti questa storia comincia proprio come una barzelletta: ci sono un giornalista, un’imprenditrice e un comico. Ma non c’è niente da ridere. Persino i loro nomi, messi in fila, somigliano a una filastrocca per bambini: Grillo, Stella e Brambilla. Sembra una conta. Tipo: ponte ponente ponte […]