• teatro senza pubblico

    Per rilanciare la cultura serve il pubblico

    La crisi causata dalla pandemia di Covid-19 sta mettendo in ginocchio la produzione artistica italiana, le istituzioni, le aziende che si occupano di spettacolo, cultura e creatività. Tanti lavoratori dello spettacolo e della cultura non stanno lavorando già da un po’ e non si capisce quando potranno ricominciare: stagioni cancellate, festival chiusi, produzioni rinviate, gallerie serrate e mostre annullate. Tutto questo significa mancanza di lavoro per mesi e mesi. La conseguenza è la morte di numerose iniziative e manifestazioni, che in diversi casi costringeranno tanti a cercare altri modi di sopravvivere. La produzione culturale in ogni ambito si è sviluppata quando è stata in grado di remunerare gli operatori, fossero attori, musicisti, cantanti, tecnici […]

  • Coronavirus a Milano

    Il virus e la crisi del modello Milano

    La Milano ansiosa, quella che guarda ossessivamente i numeri sanitari ed economici, è in allarme anche per le prime crepe nell’autoritratto che si era concessa, per scricchiolii sociali che potrebbero annunciare il crollo dell’immagine di città della modernità e dell’innovazione. La Milano della Digital Week si accorge solo dopo molte settimane che per troppi bambini è impossibile accedere alla didattica digitale. Il lockdown delle scuole ha fatto emergere disuguaglianze digitali tra cittadini, coerenti con le disuguaglianze sociali, il divario culturale nell’uso delle risorse e nell’accesso agli strumenti. È soprattutto nelle famiglie con figli nelle classi elementari e medie che questa diversità è evidente: necessaria la presenza di un genitore informatizzato che aiuti i bambini nell’uso […]

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Cosa dicevamo il
10 Luglio 2006
cosa dicevamo

Il trionfo del neo-difensivismo italiano

Italia mondiale per la quarta volta. Difficile discettare e fare accademia, quando ci si sente nel mainstream della storia (e il Mondiale ha questo potere, ancora oggi). Torniamo col pensiero a Gianni Brera che ventiquattro anni fa, all’indomani del terzo successo, così si rivolse alla squadra: “Hai strabiliato solo coloro che non te ne ritenevano degna, non certo coloro che sanno strologare a tempo e luogo sul mistero agonistico del calcio”. Oggi le sue parole conservano tutto il loro significato. Allora egli inneggiò a “san catenaccio”, elogiando l’arte del difendersi con il coltello tra i denti. Finita l’era della marcatura a uomo, il termine è decaduto. Persino i nostri calciatori e il nostro tecnico […]