• In galera.

    La giustizia secondo i cinquestelle

    La legge è uguale per tutti, la giustizia è amministrata in nome del popolo; ma quando il popolo si appresta a votare, è nelle proposte sulla giustizia che i partiti rivelano molto della loro identità. E questo vale a maggior ragione per il Movimento 5 Stelle: se la tua promessa è quella di smantellare un sistema interamente corrotto, l’apriscatole non basta, e ti devi attrezzare con un sistema repressivo che funzioni. La mente ha bisogno di un braccio efficiente. Così sono andato a leggere il Programma Giustizia del Movimento 5 Stelle («una parte» del programma, viene precisato), elaborato con il solito metodo dei consigli degli esperti e della consultazione collettiva attraverso la piattaforma Rousseau. Le […]

  • post-factum

    Insoddisfatti e sognatori

    Don Matteo e C’è posta per te, due fra le più imponenti presenze nella tv italiana, sono tornati fra noi: da una parte, al giovedì su Rai uno, le avventure di provincia in salsa di Frassica, dall’altra, di sabato su Canale 5, lacrime a dirotto tutt’altro che asciugate da Maria De Filippi. Folle di spettatori che solo Montalbano, Sanremo e la Nazionale possono emulare. Il successone dell’eterno ritorno del sempre uguale. Nel frattempo nel mondo esterno è successo di tutto: Berlusconi ha governato ed è andato e tornato dai servizi sociali; i tecnici ci hanno salvato da un abisso e noi ve li abbiamo spinti; la sofferenza unita alla speranza – e cioè la sinistra […]

  • Prima pagina.

    Cosa sta succedendo al Corriere della sera

    Il Corriere della Sera ha cambiato profondamente identità e funzione nel panorama giornalistico nazionale. Tale mutamento ha a che fare con la crisi dei giornali assai meno di quanto possa apparire. I conti del quotidiano sono stati mantenuti entro una soglia di sicurezza, mentre la crisi ha riguardato la casa editrice di libri e periodici. Cos’è accaduto quindi? Alcuni gravi errori nella gestione dell’azienda, in un quadro di mercato repentinamente mutato, hanno trascinato Rcs in un sostanziale fallimento, da cui si è usciti con la scelta, da parte dei soci, di un editore che predilige, nella sostanza, una linea politico-editoriale del Corriere che scommette sull’elettorato del movimento cinquestelle, o comunque ritiene quel ribellismo e quelle pulsioni propizie alle […]

  • post-factum

    Indietro tutta

    Noi, d’istinto, saremmo per limitare le presenze dei politici, specie in campagna elettorale, a una apposita trasmissione denominata Tribuna Politica, con uno o due giornalisti a fare le domande e uno o più concorrenti elettorali a dare le risposte e a darsele l’un l’altro. Ovviamente la nostra è una posizione retrò, che manca di apprezzare il forte contributo culturale e sociale fornito dai talk show alla missione di “umanizzare la politica”, esibendone gli esponenti un tanto al kilo, stritolandoli fra obblighi di scaletta, niagara di applausi del pubblico di scena, intervalli pubblicitari che finanziano la baracca. Va da sé che questo meccanismo narrativo ha selezionato il battutista rissoso rispetto allo schermidore dialettico, i lessici aggressivi […]

  • post-factum

    La prima settimana della Rai

    È solo la prima di 52 settimane, e quindi potrà essere smentita da tutte quelle che seguiranno, però la situazione degli ascolti rispetto agli anni passati è decisamente interessante. Il primo dato è che la bolla d’ascolto della tv lineare, generata dalla crisi economica che costringeva la gente a stare in casa per evitare spese, è stata riassorbita poiché la massa del pubblico è ormai al di sotto dei minimi precedenti la crisi, fatto salvo l’ascolto nel day time, dal mattino presto fino all’inizio dei tg serali, che fa storia a sé perché deriva dal pubblico (anziani e casalinghe) più anziano e dunque abitudinario, crisi o non crisi. Il secondo dato è il guadagno di […]

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Cosa dicevamo il
25 ottobre 2010
cosa dicevamo

Leggi elettorali e modelli di capitalismo

La Seconda Repubblica può essere giudicata da diversi punti di vista, ma non c’è dubbio che il tentativo di innescare una dinamica competitiva attraverso l’introduzione di una legge elettorale maggioritaria rappresenti un elemento essenziale del progetto che ne sta alla base. Un progetto che ha trovato realizzazione prima nei referendum contro il proporzionale, quindi nella pratica dei principali soggetti politici, per culminare nell’interpretazione bipartitica della vocazione maggioritaria del 2008. Nelle intenzioni, la competizione tra due forze politiche ben identificabili avrebbe dovuto restituire potere di scelta ai cittadini, contendibilità delle posizioni politiche e quindi responsabilizzazione dei governi. Corollario più o meno dichiarato di questo progetto la marginalizzazione delle forze estreme a favore di una convergenza al […]