• Essere antisistema a Sanremo

    Diversi anni fa mi capitò di ascoltare un famoso notaio romano che spiegava ad un drappello di giovani artisti che avevano occupato un teatro romano, riunendosi poi in una associazione regolarmente registrata e dotata di uno statuto vidimato, che “la rivoluzione non si può fare dal notaio: o si va dal notaio, o si fa la rivoluzione”. A questo pensavo nei giorni scorsi mentre leggevo dell’ennesima bufera calata su Festival di Sanremo e che ha coinvolto il rapper romano Junior Cally: se non si può fare la rivoluzione dal notaio, si può rivendicare di essere antisistema a Sanremo? Non conoscevo l’opera di questo giovane uomo ma ho letto i testi di alcune sue canzoni […]

  • In Italia il diritto è sempre in minoranza

    A trent’anni dalla morte di Leonardo Sciascia ho riletto alcuni suoi scritti tornando ad apprezzare, tra l’altro, l’ossessione – come egli stesso la definiva – per il diritto e la giustizia. In altre parole, l’ossessione per il valore culturale dello Stato di diritto. Una tale tensione era sicuramente dovuta alla sua adesione alla tradizione illuministica, ma scaturiva, in ogni caso, da una profonda comprensione filosofica della portata morale dello Stato di diritto. Lo Stato di diritto è infatti quella forma di organizzazione istituzionale nella quale l’esercizio del potere è sottoposto al primato, e dunque al controllo, della legge. In particolare, della legge che incorpora i diritti inalienabili dell’uomo rendendoli fondamentali e indiscutibili nell’ambito degli […]

  • La mano dell’uomo

    Cara Left Wing, qualche settimana fa mi trovavo a Londra e avendo un paio d’ore a disposizione prima di andare a prendere l’aereo di ritorno ho pensato di fare una puntata al British Museum dove, in tanti anni di viaggi da quelle parti, non ero mai stato (lo so, due ore non sono nulla, ma da qualche parte ho letto che si tratta della durata media della visita al Louvre: non ne vado orgoglioso, ma so di essere in vasta anche se non così buona compagnia). Non starò a tediarti con la meraviglia dei bassorilievi di Ninive o della Stele di Rosetta o dei marmi del Partenone né con le giravolte morali che portano […]

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Cosa dicevamo il
16 Gennaio 2006
cosa dicevamo

Consorte, Musil e il regolo di Merlo

Tra le penne più brillanti e prestigiose della stampa italiana c’è sicuramente quella di Francesco Merlo. E’ un giudizio che non vorremmo venisse minimamente oscurato da quanto segue. Lo scorso 11 gennaio è apparso su Repubblica un articolo a sua firma, dal suggestivo titolo: “Mister Coop e il regolo di Musil”. Mister Coop: Giovanni Consorte. Ora, non sono molti i giornalisti che possono permettersi di leggere la vicenda Consorte-Unipol scomodando Robert Musil e il suo Uomo senza qualità. Merlo lo può. Il guaio è che questa volta, nonostante lo sfavillìo della prosa, non ne imbrocca una. L’uomo senza qualità, che si chiama Ulrich ed è un matematico, si vede infatti assegnata da Merlo la […]