• Gli insoliti fascisti

    Il pericolo fascista forse non esiste, se per “pericolo fascista” intendiamo la riproposizione del fascismo storico come lo abbiamo conosciuto: un movimento politico che conquista il potere instaurando un regime dittatoriale e lo mantiene per vent’anni attraverso una violenza generalizzata, la repressione del dissenso, l’omicidio politico, la discriminazione razziale, la costruzione di una società asservita a un’ideologia, un apparato simbolico e rituale, le camicie nere, i fasci da combattimento, un disastro politico e umanitario che ha portato il nostro paese nello sprofondo della storia. Può darsi, ma è sbagliato pensare che l’unico pericolo concreto per le democrazie sia rappresentato da una rievocazione storica del ventennio. Se pensiamo alle idee e ai metodi che il […]

  • Un’altra idea di casa

    Nella città postindustriale, a Milano, Londra o Parigi, le case popolari, da strumenti di inclusione abitativa e sociale si sono spesso trasformate in pericolose trappole di disperazione. Intonaco scrostato, porte sfondate, ascensori bloccati e cumuli di spazzatura sulle scale. Gli interventi sociali di sostegno faticano a incorporarsi in una strategia continuativa e risolutiva. Architetti e urbanisti guardano da un’altra parte, incapaci di rivivere quella passione sperimentale spentasi nella dismissione ideologica. Si sta però affermando anche una visione alternativa che affronta con determinazione la questione. In questi giorni il premio internazionale BCN-NYC Affordable Housing Challenge, organizzato dai Comuni di Barcellona e New York, è stato assegnato ai progetti congiunti Sistema di costruzione di edilizia popolare […]

  • Quale Avvenire

    Cara Left Wing, non so se anche la tua bolla, il termine à la page che oggi descrive il microcosmo che ci troviamo in qualche modo ad abitare e frequentare e sul quale basiamo normalmente la nostra idea di mondo, si comporta allo stesso modo: nella mia, da qualche tempo si assiste al fenomeno della (ri)valutazione e dell’apprezzamento dell’Avvenire, il quotidiano cattolico emanazione della conferenza dei vescovi italiani. Apprezzamento che viene in larghissima misura da chi con la Chiesa dei territori, quella delle parrocchie di ogni ordine e grado, quella delle chiese sgarrupate, dei centri d’ascolto traballanti, degli oratori nei quali non nascono più i campioni di calcio essendo diventati un necessario sostituto delle […]

  • L’algoritmo dell’antipolitica

    All’origine del populismo c’è la sfiducia. Sfiducia nelle istituzioni e in tutto ciò che vi assomigli: ieri i partiti e la politica, oggi anche la stampa e i mezzi di comunicazione, la scienza, gli intellettuali, la chiesa, le ong e il mondo del volontariato. Mai avremmo immaginato un’Italia in cui si viene incriminati per aver salvato delle vite umane, in cui i bambini nelle scuole sono discriminati perché figli di poveri, in cui chi porta del pane a chi non ne ha viene aggredito, in cui persino ai parroci si impone di rinnegare il Vangelo e rifiutare la carità a chi è individuato come diverso, come non appartenente al popolo, secondo un criterio puramente […]

  • La guerra dei dati

    Il 2019 sarà ricordato anche come l’anno in cui qualcosa è definitivamente cambiato a proposito del discorso pubblico sulle big tech, i giganti della rete che primeggiano non solo nelle quotazioni alla borsa di New York, ma anche nelle nostre vite di utenti del web, dei social, di un crescente numero di servizi digitali e digitalizzati. Solo qualche anno fa, internet, il web, le nuove piattaforme digitali erano tutti concetti cui veniva associato il volto della globalizzazione buona e democratica, l’incontro “disintermediato”, dal basso, di persone che parlavano liberamente ad altre persone. L’11 febbraio del 2011, un messaggio lanciato su Twitter dall’Egitto, con le immagini di piazza Tahrir in festa, annunciava: «Il mondo intero […]

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Cosa dicevamo il
23 Ottobre 2006
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L’eredità di Ruini

Il convegno della Chiesa italiana di Verona ha mantenuto almeno due previsioni della vigilia. Da un lato, la sensazione che l’occasione sarebbe stata colta dall’ala più critica della leadership di Camillo Ruini per lanciare un primo attacco, il primo tentativo di voltare pagina: così è stato con il discorso di apertura del cardinale Tettamanzi. Dall’altro, la certezza che un ventennio così pesante come quello dominato dal cardinale di Sassuolo non poteva essere archiviato con un colpo di mano, con una settimana di lavoro e neppure con la semplice sostituzione alla guida dell’episcopato. Ruini è in scadenza, la transizione è cominciata, ma a dettarne i tempi e i modi sarà sempre lui, il presidente della […]