Zuppa di funghi

Hai sentito anche tu? Batte piano ma è pioggia che dura”
“Speriamo che duri tutta la notte”
“Tu hai freddo? Io solo un po’ ”
“Stringiti a me, cresciamo meglio così vicini, e non avere paura”
“Io non ho paura, lo sai, sono nato con te da quella prima pioggia, ricordi?”
“Quella sì che era una pioggia. Sentivo l’urlo del vento e l’acqua che fendeva la terra come lame di coltelli. Mettevano i brividi”
“Quella volta sì che abbiamo avuto paura e ci siamo abbracciati così forte da rimanere legati l’uno all’altro per sempre”
“Ci troveranno così, freschi, felici e sorridenti”
“Non ho nessuna intenzione di nascondermi, ci colga il migliore, questo sì”
“Tu credi sia arrivato il grande momento?”
“Lo spero. Non vedi come siamo belli, le teste ricurve a far ombra al busto.. lo so che non si dice così ma mi piace vederci come due belle signore a braccetto con i larghi cappelli a nascondere una finta timidezza”
“Sei sempre stato un poeta tu. Mi ricordo quando nelle notti insonni mi raccontavi dei suoni e fruscii che si alzavano dal bosco, e gli uccelli che si risvegliavano al primo respiro dell’alba”
“Basta, ti prego, così mi rendi difficile abbandonare il passato. Ora andiamo. Non guardiamoci indietro, lasciamo perdere le nostre radici”
“Hai sentito delle voci, tu?”
“Ci siamo…”
“Ma non ci separeranno, vero?”
“Ma come potrebbero, saremo il loro trofeo”
“Qualunque cosa purché non ci separino”
“Non essere sciocco, questo non accadrà perché… eccoli! Ci hanno visti”
“Sono simpatici, quello grande e grosso ha qualcosa che gli copre la faccia”
“Credo si chiami barba. Sono più sensibili, più spontanei, perché la barba nasconde le emozioni”
“L’altro è un bambino, ha ancora sonno”
“Hai sentito cosa ha detto quello grande e grosso? Da anni non vedeva due porcini così.”
“Dio come sono felice nel sentirmi amato da quegli occhi pieni di luce!”
“Quello sguardo si chiama ingordigia e provoca una irrefrenabile acquolina in bocca!”
“E tu come fai a saperlo?”
“E’ scritto nel nostro codice genetico. Ora comincia la sfida”
“E le armi? Dove prendiamo le armi?”
“Hai in te un’arma invisibile: il profumo”
“Il profumo?”
“Il profumo. Ma non ti distrarre adesso. Concentrati… vedi l’alloro come ci guarda? E’ sospettoso”
“E cosa gli abbiamo fatto?”
“Nulla, ma sa che non può competere, è un profumo di rincalzo, come la cipolla e le fette sottili di pancetta affumicata e il prezzemolo e l’aglio schiacciato”
“Perché dobbiamo stare tutti insieme a rosolare nell’olio?”
“Perché la loro presenza serve a stabilire ancora di più la nostra supremazia”
“Per fare cosa?”
“Per raggiungere le più alte vette del sapore… di una straordinaria e irripetibile zuppa di funghi”
“Cosa succede adesso. Piove anche qui?”
“No, è brodo, rilassati. Ci avviciniamo al traguardo finale…”
“Dobbiamo dirci addio?”
“Assolutamente no, io credo nella reinfungazione. Ecco il momento più bello: il parmigiano sbattuto nell’uovo che scivola nel fondo del piatto sulle fette di pane abbrustolite…”
“E noi che galleggiamo sopra, superbi e leggeri come cigni su un lago…”
“Ma non ero io il poeta?”

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