Maoisti

Lula è stato fischiato dai no global di Porto Alegre e la cosa ci dispiace, sebbene, come ci spiegava qualche giorno fa un contrito articolo del Manifesto, a contestarlo siano stati i soli brasiliani. In particolare alcuni gruppi trotzkisti e maoisti. Il problema però non è la sua politica classicamente socialdemocratica che pure, per chi lo incoronò idolo di un altro mondo possibile e se l’è visto andare al governo in questo, è stata una bella delusione. Non è lo stallo del programma fame zero, su cui il presidente si è impegnato e ha fatto quanto in suo potere. E non è nemmeno il via libera agli ogm, giacché l’alternativa avrebbe comportato parecchia fame in più e nessuno poteva davvero pretendere tanto. Il problema è che dopo una lunga e gloriosa stagione di opposizione radicale, il campione dell’alternativa ha vinto le elezioni, traendone le debite conseguenze. E al festival della partecipazione, l’importante è non vincere.

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