La crisi dell’identità

Nell’antichità, circolava un enigma filosofico sulla reidentificazione della nave di Teseo alla quale negli anni erano state sostituite tutte le parti: era ancora la stessa? Lo stesso enigma ci è familiare grazie a Eraclito, a proposito del fiume in cui non ci si può immergere per due volte, poiché la sua materia si rinnova continuamente. E a questo proposito, il Ralph di oggi è lo stesso che falciava l’erba otto anni fa, se, come si suol dire, la nostra materia corporea si rinnova interamente nel corso di sette anni? Sei veramente ancora tu, dopo tutto questo tempo?
Questi tre enigmi – che in realtà ammontano a uno solo – sono erroneamente considerati “crisi dell’identità”, ma essi non dipendono dalla natura dell’identità, bensì da ciò che si decide di considerare un battello, un fiume, una persona. Le parole sono strumenti, e la loro vaghezza è tollerata finché non pregiudica il loro uso.
(W. V. O. Quine, Quiddities. An Intermittently Philosphical Dictionary)

a cura di Massimo Adinolfi

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