Polli

Intervistato da Repubblica, il rutelliano Paolo Gentiloni ha accolto con soddisfazione la proposta lanciata da Veltroni di una nuova Internazionale dei democratici e dei socialisti guidata da Bill Clinton. Proponendo di togliere i socialisti e lasciare solo i democratici (nel nome, s’intende). E spiegando come proprio il no alla lista unitaria abbia dischiuso finalmente la prospettiva di un partito democratico italiano. Sulla scia della famosa battuta di Rutelli a proposito della socialdemocrazia da rottamare, Gentiloni infatti osserva acutamente: “Che ricette ci dà il socialismo del Novecento sul tifone Katrina, sul virus dei polli, sulla fecondazione artificiale?”. La domanda non è banale. Tralasciando la fecondazione artifiale, su cui un capzioso difensore delle antiche ideologie potrebbe tirar fuori il libero arbitrio e l’autodeterminazione, ci appare indiscutibile che sul tifone Katrina e sul virus dei polli (per non parlare del problema delle doppie punte) né l’intero Capitale di Marx né alcuna affermazione di Willy Brandt o di Olof Palme offrano lo straccio di una ricetta. Né vale replicare domandando quale ricetta offrano al riguardo il liberalismo o il neocentrismo del duemila, limitandosi a ributtare la palla dall’altra parte. E poi noi siamo certi che Gentiloni, almeno sul virus dei polli, una precisa ricetta ce l’ha. A prima vista, però, ha lo stesso difetto di tante ricette della Margherita: sa un po’ di cura omeopatica.

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