Le incognite del basket

Il campionato italiano di basket è ripartito da qualche settimana con molti punti interrogativi. La Serie A si è presentata ai nastri di partenza impoverita di parecchi nomi illustri: due colonne della Nazionale come Gianluca Basile e Denis Marconato emigrate a Barcellona, un allenatore vincente come Ettore Messina sulla panchina del CSKA Mosca (che sta alla pallacanestro come il Chelsea di Abramovich sta al calcio), Gianmarco Pozzecco perso nelle steppe dell’Asia centrale al Khimky. A fronte di queste defezioni, dopo la magra figura rimediata agli Europei di settembre, ci si attende l’ascesa di volti nuovi che possano sia elevare il tasso tecnico del torneo sia entrare in un nuovo corso azzurro: i vari Mancinelli, Belinelli, Bargnani e Gigli sono chiamati a confermare le ottime cose fatte vedere l’anno passato.
Nonostante queste incognite, la corsa allo scudetto si preannunciava incerta e interessante come poche altre volte: le prime cinque giornate hanno confermato questo equilibrio. La squadra che è partita più forte è senz’altro la Montepaschi Siena: il peso sotto canestro di Chiacig, la forza offensiva di Pecile e Kaukenas, il carisma in panchina di Charlie Recalcati fanno dei toscani, dopo l’inattesa eliminazione nei quarti dei playoff della scorsa stagione, dei seri candidati a succedere nell’albo d’oro alla Fortitudo Bologna. Quest’ultima, dopo decenni di subalternità alla Virtus, è ormai diventata la sponda vincente della città felsinea e coach Repesa punta deciso alla riconferma del titolo. E per una bandiera come Basile che va (lasciando i tifosi sedotti, abbandonati e inferociti), c’è un Sani Becirovic che arriva. Per la vittoria finale bisognerà però fare i conti anche con i vicecampioni dell’Armani Jeans Milano, che sembra finalmente tornata ai fasti dell’Olimpia che fu: nella scorsa stagione il rinnovato impegno di imprenditori e istituzioni e il grande supporto del pubblico hanno portato le “scarpette rosse” a cedere soltanto all’ultimo tiro di gara-4 della finale scudetto (praticamente, una zona Cesarini al cubo). L’ultima campagna acquisti, dove spiccano i nomi di Galanda e Bulleri, è stata importante. Sarà proprio il Bullo la chiave di volta della stagione: se riuscirà a trovare la continuità che gli è sempre mancata sia a Treviso sia in maglia azzurra, sarà difficile che Milano venga fermata un’altra volta da un tiro a fil di sirena. Dietro a queste tre squadre, molte sono le mine vaganti del torneo: la Lottomatica Roma di Dejan Bodiroga e del funambolico allenatore Pesic, le nobili lombarde Cantù e Varese, la rivoluzionata Treviso. E quella che, finora, è la vera rivelazione del torneo: la neopromossa Caffè Maxim Bologna. Le “V nere”, dopo la discussa cancellazione di due anni fa, stanno ottenendo ottimi risultati, trascinate da un Bluthenthal che viaggia a oltre venti punti di media a partita. Ma se dovessimo indicare la sorpresa più gradita, non potremmo che citare il grande ritorno televisivo di Dan Peterson. L’allenatore pluriscudettato con Milano (nonché ex commentatore delle gesta di Hulk Hogan) è diventato opinionista di SI Basket, tutte le sere alle 19 su SportItalia. Mamma, butta la pasta.

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