Verso Torino 2006

Il prossimo 10 febbraio, il braciere olimpico arderà nuovamente sul suolo italiano dopo quarantasei anni. Nel disinteresse generale: la torcia potrebbe anche essere stata trafugata da un commando di terroristi baschi e non se ne sarebbe accorto nessuno. La marcia di avvicinamento a Torino 2006 non ha offerto spunti degni di nota: potevamo aspettarci il solito italico ritardo nella realizzazione degli impianti e invece i lavori sono stati terminati senza intoppi (a partire dallo splendido rifacimento dello stadio Comunale di Torino); potevamo immaginare le consuete diatribe fra organizzatori e invece, fatti salvi alcuni problemi di budget, nel complesso il TOROC ha svolto con successo il suo compito. L’unico sussulto si è avuto un paio di mesi fa, alla nomina del portabandiera della squadra azzurra: la scelta non è caduta su un professionista navigato, ma sulla giovane vedette del pattinaggio artistico Carolina Kostner, con conseguente coro di lamentazioni da parte dei senatori delle nevi che aspiravano alla prestigiosa posizione. Ma il pubblico, come prevedibile, sembra più interessato ai Mondiali di calcio del prossimo giugno. A quali protagonisti dovrà affidarsi la rassegna a cinque cerchi per tenere attaccati al teleschermo gli spettatori (almeno, i pochi che non saranno al lavoro durante le gare)?
La disciplina regina sarà ovviamente lo sci, ed è qui che possiamo giocarci la carta migliore: Giorgio Rocca. A dispetto dell’errore nello slalom di ieri a Kitzbühel, il trentenne di Livigno rimane l’indiscusso dominatore della stagione slalomistica, con le sue cinque vittorie nelle prime cinque gare stagionali. Vittorie ottenute in tutte le maniere: dominando dall’inizio alla fine come ad Adelboden o rimontando dopo una prima manche perfettibile come a Wengen. In ogni caso esprimendo sempre la padronanza tecnica e la pulizia stilistica che già da alcuni anni lo avevano indicato come erede designato di Alberto Tomba. Oltre al valtellinese, è attesa al varco anche la banda dei gigantisti: Blardone e Simoncelli non brillano per continuità ma nella gara singola possono trovare la giornata di grazia. Anche nelle discipline veloci possiamo dire la nostra: oltre al sempiterno Kristian Ghedina, che cercherà di dare l’ultima zampata della carriera all’alba dei 37 anni, abbiamo anche un Peter Fill che inizia a dimostrare tutto il suo talento. Il ventitreenne di Castelrotto ha centrato venerdì scorso un incredibile secondo posto nel micidiale SuperG sulla Streif di Kitzbühel, battuto per una manciata di centesimi dall’indistruttibile Hermann Maier.
Il settore femminile sembra invece alla ricerca di se stesso. Dopo l’improvviso ritiro causa maternità di Isolde Kostner (che, a onor del vero, non si era mai ripresa del tutto dopo il grave infortunio di Lake Louise nel 2002), si fatica a trovare una leader: Karen Putzer si sta faticosamente riprendendo da un’operazione all’anca, le giovani sorelle Fanchini, dopo gli exploit dei Mondiali 2005 e un buon inizio di stagione, sembrano essersi smarrite. I piazzamenti isolati di alcune nuove leve come Chiara Costazza e Daniela Merighetti lasciano ben sperare per il medio termine ma non danno troppo affidamento per le imminenti gare olimpiche.
Per quanto riguarda le altre discipline, abbiamo un poker di speranze. Possiamo contare su Christian Zorzi e Pietro Piller Cottrer a rinverdire la nostra storica tradizione nello sci di fondo, oltre alla campionessa uscente nella 30 chilometri a tecnica classica, Gabriella Paruzzi. Il carabiniere altoatesino Armin Zöggeler cercherà di difendere l’oro nello slittino di Salt Lake City 2002, motivato dalla conquista della sua quinta Coppa del Mondo. Nello short track, il pattinaggio di velocità in pista corta dove gli atleti passano quasi tutto il tempo in curva, Fabio Carta e la staffetta puntano a confermare i grandi risultati ottenuti dal 1994 in avanti. La già citata Carolina Kostner, reduce dal recente bronzo agli Europei, e il binomio Barbara Fusar Poli-Maurizio Margaglio potranno infine darci soddisfazioni nel pattinaggio artistico. Ci sono tutti gli ingredienti per due settimane di emozioni. La speranza è che non vengano offuscate dall’abissale bruttezza delle due mascotte, Neve e Gliz.

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