Le promesse di medici e casalinghe

La seconda stagione di Desperate Housewives è appena iniziata su FoxLife e da questa settimana parte – sempre con la sua seconda stagione – anche Grey’s Anatomy. Il lunedì si riforma così, anche da noi, lo stesso splendido duetto che ogni domenica negli Stati Uniti fa grandi ascolti sulla Abc. Il momento è dunque delicato. Perché la seconda stagione di una serie è un po’ come il secondo appuntamento. Non è detto che mantenga le promesse. Allo stesso tempo, sarebbe bello aggiungere il piacere di qualcosa di nuovo, seppur non totalmente differente, ché altrimenti si rischia di confondere l’elettorato. Insomma, la sfida impegnativa è convincere i palati più difficili, mentre per tutti gli altri – innamorati al primo sguardo – andrà bene qualunque cosa che abbia, anche solo vagamente, il sapore del primo appuntamento (e della prima stagione). E’ evidente che il compito più arduo era quello delle casalinghe disperate: non c’è niente di più difficile che avere un successo clamoroso ed essere costretti a bissarlo. Le nostre ragazze non hanno deluso, la seconda stagione sembra uguale alla prima, ma solo apparentemente. Eventi provvidenziali hanno alterato molti equilibri nella vita delle protagoniste, quel tanto da regalare agli sceneggiatori tutta una gamma di nuove opportunità, senza però stravolgere i personaggi. Lynette, per esempio, tornerà a essere una donna in carriera, mentre Bree, divenuta vedova, dovrà affrontare una lunga serie di situazioni inaspettate. Gabrielle incinta cercherà perfino di diventare una moglie devota. Susan sarà, infine, sempre uguale a se stessa. E se possibile, ancor più insopportabile. L’unico, grande difetto di un quadro che altrimenti ci sarebbe sembrato perfetto.
Grey’s Anatomy, invece, lo scorso anno ha giocato il ruolo del giovane telefilm di belle speranze. Partito in sordina fin dalle scelte di produzione, con una prima stagione di soli nove episodi, è poi cresciuto pian piano nella considerazione del pubblico americano (ma anche di quello italiano, che lo ha scoperto solo alla messa in onda in chiaro su Italia1) fino a meritare per il suo secondo anno le canoniche ventidue puntate. Gli sceneggiatori non si sono fatti scappare l’occasione e hanno saputo creare un crescendo di situazioni ed emozioni che ha portato la serie a grandissimi ascolti in America. Tutto riprende da dove avevamo lasciato i protagonisti: un attimo dopo aver scoperto che il dottor Derek Shepherd è irrimediabilmente sposato. Chissà perché tutti i dottori dei nostri sogni – in effetti sembra esserci un dottore dei nostri sogni in ogni serie che conta – si dimostrano sempre sentimentalmente inaffidabili.

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