Le radici storiche del reality show

Non ci sono più i reality show di una volta. A questo siamo arrivati, a rimpiangere Taricone. Il Grande Fratello di quest’anno infatti è la dimostrazione di come, pur avendo tutti gli ingredienti giusti, si possa ugualmente mandare in pezzi la perfetta riuscita di una trasmissione. E’ la negazione di tutto quello che abbiamo sempre pensato, ossia che per fare un buon reality fosse sufficiente scegliere i giusti protagonisti. Ma è anche la limpida esemplificazione del nuovo e più deprecabile trend televisivo, secondo il quale non ci si limita più a osservare la realtà – o quel che per essa si definisce – ma è necessario stimolarla, provocarla continuamente. E’ l’ascolto ottenuto per saturazione degli accadimenti (le “sorprese” direbbero al GF). Aggiungere variazioni al tema è una tendenza consolidata quando gli anni di una trasmissione cominciano a farsi sentire. Per i reality poi non è solo un naturale antidoto alla vecchiaia, fa parte integrante del format. Ogni anno, proprio come in un videogame, si passa al livello superiore. Ma forse adesso si sta esagerando: il reality tende ormai all’ “over-reality”. Quando ogni cosa diventa un evento, niente è più un evento. A questo meccanismo non è sfuggito praticamente nessun reality show: Amici di Maria De Filippi, L’isola dei famosi e naturalmente il Grande Fratello. Qui infatti, pur avendo scelto una buona conduttrice e un ottimo cast (un emulo di Taricone, l’ennesimo romano simpatico, una cinese che sembrava un giocattolo, un paio di ragazze stavolta davvero belle), hanno voluto strafare puntando a tutti i costi sulla spettacolarizzazione del giovedì sera. Nelle primissime settimane, quando si forma lo zoccolo duro della trasmissione, hanno fatto entrare e uscire concorrenti come fosse un gioco a premi. Hanno fatto e disfatto le regole a loro piacimento. Hanno perfino creato due case parallele (la casa dei nababbi e la casa dei tapini) trascinando in continuazione i protagonisti da una parte all’altra, come fossero migrazioni stagionali di volatili. Lo sradicamento catodico del telespettatore è stato a quel punto inevitabile. Tutti conoscono il Grande Fratello, ma a nessuno importa più del Grande Fratello. Cosa succede dentro la Casa è solo una nota a margine degli annunci in diretta, delle entrate a sorpresa, delle rivelazioni inaspettate, delle visite dei parenti. La vera essenza del reality show è irrimediabilmente persa, scomparsa dietro una lunga lista di avvenimenti creati ad hoc per il serale. Quel che fanno (e che sono), nel bene e nel male, durante il resto della settimana non interessa più a nessuno. Giovedì scorso ne abbiamo avuto l’ultima e definitiva conferma. Perché il reality show che ha fatto vincere Floriana, non avrebbe mai eliminato Man Lo.

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