La solitudine del manager

Non leggete questo articolo, a meno che non abbiate tempo da perdere. Andate direttamente su www.giovanniconsorte.it (se nel momento in cui leggete non dovesse ancora essere attivo, segnatevi l’indirizzo e tornateci più tardi). Fatelo, almeno, se volete sapere qualcosa del paese in cui vivete. Perché tutto il resto, compreso questo articolo, sono chiacchiere.
Giovanni Consorte si è fatto dunque il suo sito internet, come Previti. Ci sembra già di sentirli, i tanti che a sinistra hanno partecipato alla gogna organizzata contro l’allora capo di Unipol, che così torneranno ad additarlo alla pubblica esecrazione. Ma può anche darsi che preferiscano ignorarlo, come hanno fatto tutti i grandi quotidiani dal giorno in cui le notizie sul suo caso hanno cominciato a mutare di segno. A mano a mano che dalle semplici accuse si passava alla ricerca dei riscontri. A mano a mano che i capi di imputazione cadevano, i procedimenti avviati finivano in nulla e i pm dovevano ritirare le accuse o chiedere un allungamento dei tempi, per potere mettere insieme qualcosa di concreto a sostegno delle loro ipotesi. A mano a mano che le notizie sulla vicenda di Giovanni Consorte passavano dalla prima alla trentaseiesima pagina, fino a sparire del tutto, costringendolo prima a pagare di tasca sua intere pagine pubblicitarie per darne conto, quindi a costruirsi un sito internet allo stesso scopo.
Se da questa pagina cliccate sulla scritta “ricerca”, in alto a destra, inserendo nella stringa la parola “Consorte”, troverete quasi una trentina di articoli. Una manciata appena saranno quelli in cui si parla della “consorte” di tizio o di caio, la maggior parte parlano proprio di lui. E della sinistra. E dell’Italia.
Non potevamo dunque dimenticarci proprio adesso di Giovanni Consorte – e della sinistra, e dell’Italia – nei giorni in cui finalmente sembra prendere forma quel partito democratico, riformista o dell’Ulivo che dir si voglia, che è la bandiera che abbiamo scelto sin dalla nostra nascita, quasi tre anni fa. Nei giorni in cui finalmente si decide quale idea di sinistra e quale visione dell’Italia animeranno il nuovo partito, proprio mentre Francesco Rutelli annuncia un nuovo convegno di Frascati (e per i nostri giudizi sul precedente, rimandiamo agli articoli di cui sopra). Nei giorni in cui si torna dunque a parlare dei valori e dell’identità della sinistra italiana, e a parlarne sono tanti di quegli illustri dirigenti che nell’indimenticabile estate del 2005, sotto il fuoco delle batterie nemiche, dimenticarono di alzarsi a difenderne l’onore.

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