Alle origini del diritto d’espressione

Se nessuno può rinunziare alla libertà di pensare e di giudicare secondo il proprio criterio, e se ciascuno per insopprimibile diritto di natura è padrone dei propri pensieri, ne viene che, in una comunità politica, avrà un esito sempre disastroso il tentativo di costringere uomini che hanno diversi e contrastanti pareri a formular giudizi e ad esprimersi in conformità con quanto è stato prescritto dall’autorità sovrana.
D’altro canto, gli uomini non sanno tacere: non sanno farlo i più provveduti e prudenti, tanto meno poi la gente comune. Confidare agli altri i propri disegni e le proprie opinioni, quando pur sarebbe necessario tacere, è una sorta di debolezza molto diffusa. Sarà dunque quanto mai oppressivo quel governo che vorrà sopprimere la libertà di esprimere e di esporre esaurientemente il proprio pensiero, mentre darà prova di misura quello che riconosce a chiunque tale libertà.
(Baruch Spinoza, Trattato teologico-politico)

a cura di Massimo Adinolfi

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