Cara Marta, eccoti le mie scuse

Caro Direttore – E’ molto malvolentieri, e solo per non lasciarle l’ultima parola, che rispondo alle lamentazioni della mia fidanzata la quale, non rendendosi conto di quanto una relazione a distanza sia non già difficile e dolorosa, bensì quanto di più simile all’ideale romantico – che è la solitudine, insegnano i poeti – mi rimprovera alcune frasi di apprezzamento da me pronunciate all’indirizzo di alcune soubrette viste in televisione. Non avrei ovviamente nessuna intenzione di scusarmi, né in privato né in pubblico. Di ben altro potrebbe e dovrebbe lagnarsi la mia fidanzata, se solo avessi più tempo libero, più colleghe attraenti e soprattutto se fossi meno insopportabile a chi mi sta intorno. Tuttavia, poiché non sono né giocoso né orgoglioso, nella speranza che ciò possa tacitarla per qualche giorno, ecco le mie scuse. D’altra parte, per usare le parole di Richard Fish, uno dei maggiori intellettuali del nostro tempo: “Personal questions don’t bother me. I just lie”. Con viva cordialità
Paolo Luti

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