E a me niente?

Egregio Direttore – Con difficoltà vinco l’accidia che ha contraddistinto la mia vita negli ultimi trentatré anni. Ora scrivo per esprimere il mio contrito disappunto in seguito al comportamento del coinquilino a me promesso. In questi giorni difficili per la democrazia e per l’economia domestica, egli rifiuta di compiere quel piccolo ma significativo gesto che ci consentirebbe di affrontare con serenità ed equilibrio anche la settimana prossima. Egli rifiuta, Direttore mio, di porgermi pubbliche scuse. Tutte le mie amiche hanno già ricevuto le loro e tra poco sarà San Valentino. Questa linea di condotta – converrà – è lesiva della mia dignità di donna e svilisce la mia naturale eleganza. E anche quella di mia figlia. RingraziandoLa per avermi consentito attraverso questo spazio di esprimere il mio pensiero, La saluto cordialmente
Serena La Rosa

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