L’opposto della libertà

L’ opposto della libertà non è la costrizione. Infatti anzitutto il decorso degli eventi secondo la teleologia di una legalità organica non può definirsi costrizione, per l’assenza, appena sottolineata, di una tendenza contraria intrinseca. Inoltre, solo l’essere in qualche modo libero può essere costretto; e dire che le cose naturali, governate dalle leggi di natura, sono costrette a comportarsi in questo o quel modo è un’espressione antropomorfica senza senso. Il loro comportamento non è che assolutamente reale; e il fatto che oltre a ciò sia anche necessario, nel senso di una costrizione qualsiasi, introduce in esse un principio o una possibilità di resistenza che è tipicamente umana. L’opposto della libertà è piuttosto la teleologia. La libertà non è qualcosa di negativo, non è l’assenza di costrizione, ma è la categoria completamente nuova cui perviene l’evoluzione dell’uomo non appena abbia abbandonato il livello del finalismo, legato alla sua physis intrinseca, e la sua mera prosecuzione nell’agire. La libertà non è la liberazione dal terminus a quo, bensì dal terminus ad quem. Di qui l’impressione di libertà nell’arte, nella scienza, nella morale, nella vera religiosità, di qui anche la sua piena compatibilità con il principio di causalità.
(Georg Simmel, L’intuizione della vita)

a cura di Massimo Adinolfi

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