Il Marine One made in Varese

What is a socialist country and a socialist company going to teach us about competition?”. Queste parole, secondo quanto riportato da Flight International, le ha dette Nick Lappos, un dirigente della Sikorsky, il colosso americano degli elicotteri. Il “socialist country” di cui sta parlando non è Cuba o la Corea del Nord, è l’Italia.
La ragione di tanta preoccupazione da parte di Sikorsky è il programma VXX, noto anche come “Marine One”, ovvero il nuovo elicottero del Presidente degli Stati Uniti. Ad essere scelto per questa prestigiosa commessa potrebbe non essere il VH-92, prodotto dalla casa di Stratford nel Connecticut, ma l’US-101, realizzato da una joint venture tra Lockheed-Martin, Bell Helicopters e, orrore, Agusta-Westland.
A dire la verità l’US-101 è un po’ più di questo. Si tratta infatti di una versione per il mercato Usa di un progetto, l’EH-101, che Agusta-Westland ha sviluppato e prodotto autonomamente nella vecchia Europa.
Sikorsky ha immediatamente preso di mira l’origine straniera del concorrente come il suo principale punto debole. Se Lockheed-Martin, che funge da prime contractor, afferma che l’US-101 sarà realizzato in America per il 65%, in accordo con le norme del Buy American Act, da Stratford rispondono che il loro velivolo sarà americano al 100%, e per dimostrarlo hanno sostituito tutti i fornitori esteri dell’S-92 (l’elicottero standard da cui deriva il VH-92) con degli omologhi americani per il programma VXX.
Sikorsky ha anche espresso timori sia per la sicurezza del Presidente, messa a repentaglio dal fatto che paesi stranieri siano coinvolti in un progetto così importante, sia per possibili interferenze politiche nella scelta da parte di Italia e Regno Unito (Agusta-Westland, come si intuisce dal nome, è nata dalla fusione della varesina Agusta e della britannica Westland, ma è oggi controllata totalmente da Finmeccanica). La risposta del team dell’US-101 è che preferiscono avere l’apparecchio migliore piuttosto che il “più americano”, e che le preoccupazioni sulla sicurezza sono del tutto infondate.
Un raffronto preciso dei due elicotteri è difficile, perché la specifica di missione che la Marina Usa ha diramato è segreta, tuttavia l’US-101 ha alcuni vantaggi, primo fra tutti la dimensione della cabina, maggiore di circa un quarto rispetto al concorrente, e un motore in più. Da parte sua il VH-92 può vantare un progetto più recente (ma per questo meno collaudato) e una maggiore autonomia dichiarata. La decisione finale della marina è attesa per gennaio, ma ha già subito più di un rinvio. Questo può significare che i due candidati sono molto vicini nelle prestazioni, ma anche che i lobbisti delle due compagnie passeranno il Natale lontano da casa.
Qualunque sia il velivolo scelto, per Agusta si tratterà comunque di una vittoria, tenuto conto che fino a molto tempo fa era l’azienda varesina a costruire su licenza in Italia apparecchi Sikorsky (e del fatto che sul mercato l’EH/US-101 sembra avere un maggiore gradimento del concorrente).
Certo però che vedere il Presidente degli Stati Uniti decollare su un “elicottero socialista” sarebbe davvero uno spettacolo interessante.

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