Iraniani

Circondati ormai da ogni parte dalle truppe americane stanziate nei paesi confinanti, dall’Iraq all’Afghanistan, gli iraniani hanno votato per il candidato ultraconservatore Ahmedinejad, che ha già rilasciato dichiarazioni tali da non lasciare dubbi circa le sue intenzioni. Al momento la situazione in Iraq non è certo delle migliori, senza contare la pressione sulla comunità sciita e sulle residue speranze di evitare una guerra civile determinata dal voto in Iran. La primavera democratica mediorientale, salutata da tutti i giornali all’indomani delle elezioni irachene, sembra essere già sfiorita. Nei paesi della regione la democrazia assume sempre più un volto confessionale, etnico, tribale. A volte apertamente fondamentalista, spesso non privo di legami con il terrorismo internazionale assai più solidi e documentati di quelli del vecchio Saddam. Qualcuno ci spieghi come tutto questo porterà a un’espansione della libertà e dei diritti umani, garantendo la sicurezza dell’Occidente come avrebbe dovuto fare il nuovo grande Medio Oriente profetizzato dai neoconservatori. Siamo sinceri democratici, sia chiaro, non certo come quei pochi milioni di elettori iraniani duramente redarguiti da Washington per non aver seguito l’esempio di grandi paesi quali l’Afghanistan e l’Iraq. Lo chiediamo dunque per un autentico desiderio di conoscenza e senza nessun intento polemico, ci spieghino. Attendiamo fiduciosi.

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