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    Omini coi baffi in tv

    In questi tempi di populismi il pensiero corre a Hitler, tant’è che National Geographic offre da qualche mese su piattaforma Sky una serie davvero notevole di repertori sul nazismo e connessi stupori per le grandi battaglie, le incredibili fortezze, le immaginifiche coreografie. Nazismo in cinemascope. Santoro invece (con M di giovedì 22, che si concluderà la sera del 29) ha cercato di scavare nelle analogie fra l’allora e l’oggi e di usare il microscopio per cogliere i dettagli politici e biografici del collasso della democrazia in uno dei paesi guida del mondo. Volendo capire quanto conta il contesto storico, economico e sociale e quanto la persona, omino coi baffi o in felpa che sia. Cosa […]

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    Regole di ingaggio

    Caro Ministro Minniti, siamo totalmente favorevoli alla sua politica di accoglienza che ci pare sia ferma sia attiva, nonché alla concessione dello ius soli nei termini, per il poco che ne capiamo, previsti dalla legge che si sta facendo strada al Senato. Detto questo, siamo anche completamente d’accordo con il Giuliano Ferrara che ieri lamentava la zuccherosità della comunicazione “a favore”. Perché, anche se detestiamo le maschere pubbliche di Salvini e Grillo, non pensiamo che attorno allo ius soli sia in corso il derby fra buoni e cattivi, ma che piuttosto abbiamo a che fare con problemi grossi ai quali ognuno reagisce come sa e come può. E quello zucchero non tempera affatto l’allarme […]

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    La guerra dei socialbot

    Gran parte della nostra esistenza quotidiana sarà presto mediata dai robot: automobili a guida automatica, elettrodomestici che spolverano, frullatori che vorticano la frutta in poltiglia, ma prima avviano le bucce al sacchetto dell’umido (da lì in poi dovrebbe pensarci la Raggi). Così guadagneremo – se non smarriamo le password – più tempo per l’attività cui, per istinto di branco, principalmente aneliamo: comunicare. Comunicazione sentimentale (tipo amori, affetti); comunicazione dialogica, per incrociare, come i cervi le corna, le opinioni correnti circa Iddio, il Ragù, il Medio Oriente, Montalbano, la Casta e Barbara d’Urso. E qui, dove comanda l’opinione, si sa che ciascuno è il robot di se stesso perché rifrigge la “cultura” che gli fa da […]

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    Se si sgonfia la bolla della rabbia

    Le amministrative di ieri, al di là di tante analisi, suggeriscono l’idea che si sia abbassato il fuoco sotto il pentolone della società italiana. Ed è probabile che ciò stia avvenendo per modifiche nei fattori strutturali, essenzialmente economici, che quel fuoco avevano fatto divampare. A partire dalla crisi Lehman Brothers con conseguente disoccupazione, oscuramento delle prospettive di individui e famiglie, blocco dell’ascensore sociale, trascinamento in basso del ceto medio. A supporlo siamo indotti – prima che dalle statistiche dell’Istat, che pure mostrano da qualche tempo indicatori occupazionali e di fatturato di segno positivo – dal ritorno della platea televisiva alle dimensioni del 2009, cioè prima della crisi, dopo il rigonfiamento di circa il 10% che […]

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    Il cane da guardia del maggioritario

    La vicenda della legge elettorale evidenzia nodi di rilevo circa il ruolo del Potere di Informare e del Potere Politico in Italia. I giornali, cioè i gruppi editoriali di appartenenza (Repubblica, Corriere, Fatto), sono ostili a ogni architettura, al di là della difettosità di qualsiasi modello. E sì che stavolta la grossa novità, dopo sessantotto anni, è che la legge sembra concordata dall’85% delle forze in campo. Si pensi, per contro, ai precedenti: la baraonda del 1953 col varo, di forza, della legge che si guadagnò (immeritatamente) l’epiteto di «legge truffa»; l’approvazione a stretta maggioranza del Mattarellum nel 1993; il mezzo golpe del Porcellum nel 2005; il drammone delle fiducie sull’Italicum nel 2016, vero motore […]

La quinta festa di Left Wing

Cosa dicevamo il
20 dicembre 2004
cosa dicevamo

La morte di Pretty Woman

Pretty Woman è morta. Questo almeno ci è capitato di pensare vedendo Closer, il nuovo film di Mike Nichols. Ma il sospetto che non se la passasse tanto bene ci era venuto già da un po’ di tempo, più o meno da quando ci eravamo resi conto che l’amore fiabesco, di cui la liaison tra la prostituta Julia Roberts e l’uomo d’affari Richard Gere è il simbolo, stava poco a poco scomparendo dal cinema, per essere sostituito da storie in cui la passione è sinomino di sofferenza più che di felicità. Di questa ridefinizione della concezione dell’amore, Closer rischia seriamente di divenire il manifesto. E proprio grazie a Julia Roberts, costretta qui a smettere […]