• Ricordi.

    Non si liquida una politica industriale

    La vicenda Alitalia impone alcune riflessioni. Non c’è dubbio che la legittima scelta dei lavoratori abbia prodotto un’accelerazione drammatica alla crisi. Il piano rigettato era sicuramente doloroso, ma consentiva di tenere aperta una prospettiva di vita per la compagnia. Oggi il rischio di fallimento e liquidazione è concreto. Ma sarebbe sbagliato considerarlo un esito ineluttabile e prima di accettarlo occorre verificare con attenzione ogni possibile alternativa. Anche perché la vicenda Alitalia qualcosa da insegnare al paese ce l’ha. E soprattutto a chi – per riflesso ideologico – è solito riproporre in modo automatico analisi e presunte soluzioni ripetutamente bocciate dalla storia. Sorrido quando in Italia sento parlare di privatizzazioni come strumento per rendere più efficienti […]

  • 8811422505_aa779f46f4_z

    L’Italia liberata

    Da sempre, nella sinistra italiana, ci sono due modi di considerare e quindi di celebrare la Liberazione. Il primo è il modo di chi pensa che la vittoria dell’antifascismo sia stata piena e definitiva, perché non è stata semplicemente militare, ma storica e politica. È il modo di chi vede nella costruzione della Repubblica democratica e nei successivi settant’anni di pace, libertà e benessere la prova che quella battaglia è finita una volta per tutte, ed è finita nel modo migliore. L’altro è il modo di chi, al contrario, ha considerato sin dall’inizio la vittoria dell’antifascismo come parziale, incerta e sempre reversibile, se non addirittura come mutilata. È il modo di chi, proprio nella […]

  • post-factum

    Delenda Rai?

    In questo momento sulla Rai, sarà che siamo in piena campagna elettorale, se ne sentono sparare di grosse, al punto che l’azienda pubblica, cioè di tutti, sembra figlia di nessuno. Le polemiche di fonte politica traggono ovviamente occasione da talk show e inchieste, col relativo affollarsi di candidati al martirio, immaginario o immaginato, con tanto di difensori d’occasione distinguibili fra opportunisti, incompetenti relativi e analfabeti assoluti (quelli col ritornello della privatizzazione). Se c’è qualcosa che oggi indebolisce la Rai è, come ci è capitato di dire e ridire, il fatto che i vertici, quand’erano – autunno 2015 – ancora nuovi e politicamente pimpanti, commisero l’errore di accantonare la riorganizzazione dell’informazione. Sembrava prudenza e invece […]

  • populisti

    Fermiamo l’epidemia antiscientifica

    È in corso un’operazione di ridefinizione dell’immagine del Movimento 5 Stelle in vista delle prossime elezioni politiche, da ultimo con l’intervista di Beppe Grillo all’Avvenire. A domanda sul Movimento, Beppe risponde così: «Per noi conta il ripristino della democrazia in Italia che oggi è sospesa, conta il rientro dei cittadini nelle istituzioni e assistere alla costruzione di una idea di futuro. Cosa vogliamo diventare? Come saremo?». La questione sinceramente interessa anche me, viste le polemiche sollevate in questi giorni dalle posizioni anti-scientifiche del M5S. Accuse rispedite in modo stizzito al mittente da Grillo e dai suoi «meravigliosi ragazzi». Immaginate quindi il mio stupore quando ho sentito Grillo parlare a favore della cura Di Bella […]

  • post-factum

    Un Report a rovescio

    Da qualche giorno, a dar retta ai titoloni, in politica ci si lamenta dei media e nei media ci si prepara al martirio. Ma di martiri veri della libertà di comunicazione nei decenni trascorsi ne abbiamo conosciuti solo tre, Santoro, Luttazzi e Biagi, quando Berlusconi ne pretese la esclusione dal video, appoggiato, a dire il vero, da quella metà del Paese che non li sopportava mentre l’altra li adorava. Dopodiché, Biagi ci ha lasciato, Santoro è stato rimesso in video da un giudice e Luttazzi ha inguaiato Campo Dall’Orto quando questi, un po’ kamikaze, provò a ridarlo al pubblico della sua La7 di anni fa. Dopo d’allora stop, anche perché nel frattempo è arrivata […]

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Cosa dicevamo il
25 ottobre 2010
cosa dicevamo

Leggi elettorali e modelli di capitalismo

La Seconda Repubblica può essere giudicata da diversi punti di vista, ma non c’è dubbio che il tentativo di innescare una dinamica competitiva attraverso l’introduzione di una legge elettorale maggioritaria rappresenti un elemento essenziale del progetto che ne sta alla base. Un progetto che ha trovato realizzazione prima nei referendum contro il proporzionale, quindi nella pratica dei principali soggetti politici, per culminare nell’interpretazione bipartitica della vocazione maggioritaria del 2008. Nelle intenzioni, la competizione tra due forze politiche ben identificabili avrebbe dovuto restituire potere di scelta ai cittadini, contendibilità delle posizioni politiche e quindi responsabilizzazione dei governi. Corollario più o meno dichiarato di questo progetto la marginalizzazione delle forze estreme a favore di una convergenza al […]