• carro

    Vaffa Days

    Per molti anni il potere romano ha avuto il volto di Giulio Andreotti. Era un potere che poggiava su un’antica abitudine alla dissimulazione ironica, al sorriso beffardo, a un’apparenza di cinico fatalismo dietro cui si nascondeva la sfida all’invincibile cinismo del destino. Un gioco di specchi che si rifletteva nei modi e nel corpo stesso del suo principe: quanto di più lontano fosse possibile immaginare dal modello del condottiero classico – o se si preferisce del duce – virile espressione dei più alti valori della romanità. Non può stupire, pertanto, che il ritratto migliore di quel mondo ci venga dalla commedia all’italiana: nella maggior parte dei personaggi dei Mostri, nella nobiltà (anche fisicamente) decadente […]

  • Un passo dopo l'altro.

    La via greca alla crisi bancaria

    Se la crisi della Grecia nell’estate del 2011 fu la replica di quanto visto soltanto tre anni prima con il fallimento di Lehman Brothers, le apparenti difficoltà del Monte dei Paschi di Siena rischiano di diventare il terzo atto di questa tragedia. Più passa il tempo più diventa evidente che, nonostante la dura lezione che gli eventi del recente passato hanno dato a studiosi e responsabili di politiche pubbliche, continua a dominare il dibattito una visione distorta del funzionamento dei sistemi finanziari moderni. Eppure se c’è una cosa che la crisi finanziaria ci ha insegnato è che i sistemi finanziari sono istituzioni estremamente complesse e interconnesse tra di loro. Con il tracollo di Lehman Brothers questi molteplici (ma a volte invisibili) legami tra istituti di credito, […]

  • Il partito della passione

    Il partito della passione

    Tutti coloro che contestano da sinistra il governo Renzi dovrebbero rispondere a una domanda: esiste una combinazione alternativa di politica economica, riforme istituzionali, posizionamento nel rapporto con l’Europa e con il mondo che possa realisticamente offrire migliori risultati all’Italia, a lavoratori e disoccupati, a giovani e anziani, in termini di maggior reddito e minori diseguaglianze, garanzie sociali e diritti civili? Non si tratta di una domanda retorica, ma di un invito alla discussione, alla valutazione razionale di costi e benefici delle possibili alternative. Se si ritiene che una diversa combinazione di quegli elementi permetterebbe di ottenere, ad esempio, più ampi margini di flessibilità sui conti, maggiori o più rapidi investimenti europei sul modello del […]

  • Silenzio.

    La città invisibile

    Anticipiamo l’editoriale che aprirà il nuovo numero di Left Wing, «Città». Tutto sommato non è passato molto tempo da quando autorevoli pensatori profetizzavano la fine delle città. Grazie alla rivoluzione digitale, con la globalizzazione che accorciava le distanze e connetteva tutti, ci spiegavano, ognuno avrebbe potuto vivere, lavorare, socializzare, senza muoversi dalla sua tenda nel deserto o dal suo sperduto eremo in montagna. E forse non avremmo più nemmeno sentito il bisogno di viaggiare, frequentando quotidianamente, attraverso internet, le persone e i luoghi più lontani, con il semplice ausilio di una webcam e di un microfono. La storia è andata in un’altra direzione. E non solo perché un cittadino romano e un aborigeno australiano, […]

  • Ave Marco

    Il politico come avanguardia artistica

    È morto Marco Pannella, l’uomo che aveva fatto della politica un’opera d’arte, del partito un’installazione itinerante, della sua iniziativa un flash mob permanente. Una performance sempre nuova e in fondo sempre uguale a se stessa, perché incentrata sempre sullo stesso soggetto: lui, con il suo corpo e la sua personalità, le sue passioni e le sue idiosincrasie, i suoi monologhi e i suoi travestimenti. Se Roberto Casaleggio ha rappresentato in qualche misura la via timida al pannellismo, possiamo dire che Marco Pannella ha rappresentato la via sofisticata al grillismo. Più che un politico è stato un performer, un poeta, un artista postmoderno. Non è stato un politico di avanguardia, ma un’avanguardia artistica che ha […]

Cosa dicevamo il
18 dicembre 2006
cosa dicevamo

Billionaire 451

Le cose migliori succedono quando sono via. Ero all’estero quando Lapo Elkann si spinse ai limiti clinici della maschile propensione a far di tutto pur di farsi lasciare da una donna, anche tramite comunicato stampa. Ero a seimila chilometri quando Salvatore Sottile fece le prove generali della rappresentazione teatrale che aspettavamo da sempre, quella in cui Ettore Scola adatta all’Italia Noel Coward: “Ore undici…”, “Chi ci trombiamo?”. Sono in un altro continente in questo dicembre in cui i giornalisti scoprono che, in stanze in cui non erano archiviati i loro articoli mai scritti sulla vita privata dei calciatori, c’erano cassetti di foto delle chiappe dei terzini scattate ma mai pubblicate; che, forse, dietro al […]