• garbage_eu

    Le conseguenze dell’Austerity

    Si intitola L’austerità all’indomani della Grande Recessione ma forse il titolo più adatto avrebbe potuto essere Le conseguenze economiche delle politiche di austerità. Si tratta di un articolo recentemente pubblicato dal National Bureau of Economic Research che va ad aggiungersi all’ormai sconfinata letteratura sui disastri prodotti dalle politiche fiscali restrittive in Europa negli anni scorsi. A impressionare sono innanzitutto gli effetti sul pil e sui conti pubblici dei paesi che l’hanno applicata. Prescritta come la cura per rilanciare la crescita e ridurre il debito pubblico di Grecia, Italia, Portogallo, Spagna e Irlanda, l’austerità ha prodotto esattamente l’opposto: il pil si è inabissato di ben 18 punti percentuali e il debito è salito di 16 punti. Se […]

  • Tennis.

    Tennis, tv, trigonometria, scissione

    Cara Left Wing, non so se il nome di Michael Joyce ti dice qualcosa. Se sì, ci sono due soli possibili motivi: conosci piuttosto bene David Foster Wallace oppure ami il tennis a livello di (quasi) fanatismo (se possiedi entrambi i requisiti ho un paio di numeri di telefono da passarti, gente brava con tariffe accettabili). Michael Joyce fu una grande promessa del tennis americano tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta. Campione nazionale juniores nel circuito universitario, uno che, per intenderci, a sedici, diciassette anni se la giocava abbastanza alla pari con Andre Agassi e Pete Sampras. Per motivi imperscrutabili fu lui, e non uno degli altri grandi nomi della […]

  • dove

    Me lo aveva detto mio padre

    Dove sia la vittoria non saprei, ma la lettura del dibattito che sotto questo bizzarro titolo si è sviluppato su Left Wing mi spinge a portare, come si dice in questi casi, una testimonianza personale. Una testimonianza che può forse essere utile, se non a recuperare la fiducia perduta, almeno ad allargare un po’ il quadro. Vedete, io vengo da un’educazione cattolica e da un imprinting politico centrista, sviluppatosi poi in lievi spostamenti verso destra e sinistra a seconda dell’emergere di posizioni e programmi che mi parevano di volta in volta particolarmente interessanti e condivisibili. Crescere cattolico e centrista – e, aggiungerei, figlio di figli della Bassa padana – significa, in poche parole, avere […]

  • dove

    Tradizione e rottamazione

    Francesco Cundari ritiene che la fase positiva di Renzi, culminata col 40%, peraltro alle europee, fosse legata all’aver tenuto insieme rottamazione e tradizione (la spinta della prima e buona parte del radicamento della seconda), fino alla piena adesione al Pse. In effetti, se non ricordiamo male, fu solo dopo quel 40%, che Renzi premier si inoltrò in terreni (lavoro e scuola) dove nella tradizione era fatale che inciampasse. È stato con quelle riforme che il blocco socialdemocratico ha cominciato a differenziarsi fra beneficiari e danneggiati dalle riforme strutturali che in effetti, dopo ultradecennali vade retro, venivano avviate. Il problema è che se da un lato, diciamo quello sinistro segnato dal conservatorismo dei deboli, era […]

  • hypnotic

    Non lasciamoci ipnotizzare dallo streaming

    Ieri non sono riuscita a scendere a Roma per la direzione nazionale, in questi giorni avevo alcuni incontri con gli iscritti a Modena, però come molti l’ho seguita on line sul sito dell’Unità. E questo, almeno a parer mio, è un problema. Cerco di spiegarmi meglio: la direzione, il confronto, sono momenti ovviamente importanti, però il dibattito interno del Pd avviene trasmettendolo in diretta streaming e quindi parlando all’esterno. A volte ho come la sensazione che ci siamo infilati in quello che alcuni chiamerebbero un cul de sac: gli iscritti ci chiedono di smetterla con le interviste e le polemiche sui giornali e noi, per smussare le polemiche, ne discutiamo in diretta. I nostri iscritti (a volte gli stessi che ci […]

Cosa dicevamo il
20 gennaio 2008
cosa dicevamo

Veltroni contro i velociraptor

Quale dovesse essere la posizione ufficiale sul Pd è stato evidente ieri all’ora di pranzo, quando mi ha telefonato il pregiato direttore della pregiata qui presente fanzine e – dopo rapidi convenevoli di buona educazione – mi ha chiesto di scrivere qualcosa sul solipsismo veltroniano. Alla mia obiezione: “Direttore, non è che sia il mio genere” (che voleva dire: “Fuori c’è il sole, amerei passare svagata le prossime ore”), lui ha risposto che invece proprio sì: “Sei tu quella che si occupa di costume” (che voleva dire: “Abbi pazienza, davvero io non so più cosa dire”). Il punto è che Walter è abituato a confrontarsi con storie di ampio respiro e per sé immagina […]