Sciacalli

Nel pieno dello scandalo sulle inesistenti armi di distruzione di massa in Iraq, sui dossier gonfiati, sulle false prove presentate all’Onu (su cui peraltro è recentemente tornato Colin Powell, sostenendo di essere stato ingannato dalla Cia) accadde una cosa che in Italia accade di rado: fior di opinionisti si scusarono, o si ricredettero, o si autocriticarono pubblicamente per i loro precedenti interventi a sostegno della guerra. Dopo le elezioni irachene il vento è cambiato e fior di editorialisti hanno cominciato ad ammettere con una certa insistenza gli errori degli altri – che è sempre più facile – chiedendo pubbliche abiure e gridando all’indirizzo di Romano Prodi, come il convitato di pietra di fronte a Don Giovanni: “Pentiti, scellerato!”.
Nel momento in cui Bush viene in Europa a stringere la mano a Chirac e Schroeder, chiamando amico persino Zapatero, in Italia i suoi sostenitori vengono avanti con argomenti e toni molto diversi dai suoi. Ora, poiché l’autorevolezza dei protagonisti del dibattito esclude l’ipotesi che sia per l’avvicinarsi delle elezioni (italiane), perché mai questa veemente polemica, mentre persino Donald Rumsfeld abbandona le battute su vecchia e nuova Europa e adopera ben più dolci espressioni nel rivolgersi agli alleati? Si dice che le elezioni irachene abbiano segnato definitivamente il trionfo della strategia americana e il fiasco dell’Europa franco-tedesca. Continuiamo a non capire: gli sciiti e i curdi sono andati a votare come avevano da tempo annunciato, i sunniti no (e lo avevano anche loro annunciato da tempo e spesso sanguinosamente, purtroppo). Non ci pare che attualmente l’Iraq sia un paradiso. Tutti speriamo che lo diventi e certamente l’Europa e la sinistra di questa speranza devono farsi carico. Nel frattempo, però, sarebbe bene che altri non facessero carico all’Europa e alla sinistra di una guerra civile e dei pericoli di un’instabilità nella regione (e non solo nella regione) che altri hanno innescato e a cui altri, non noi, hanno spesso prematuramente inneggiato. Siccome però sciacalli non siamo, noi ci auguriamo comunque che almeno questa sia quella buona e che i sostenitori italiani di Bush non debbano ricredersi un’altra volta. Esito che ci sembra assai più probabile se, proprio come ora, Bush continuerà a fare esattamente il contrario di quello che sostengono i suoi sostenitori.

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