Ritorno dall’esilio

Exilia suona bene come nome per una metal band. Ma sin dal primo incontro, nel ’98, tra la vocalist Masha e il chitarrista Elioalien, il gruppo dovrà farsi strada tra diffidenze e problemi efficacemente sintetizzati in una dichiarazione del batterista A.Ge: “Conosciamo molto bene la situazione in Italia, tutto si riduce a un rapporto clientelare fatto di amicizie più o meno influenti”. Nulla di nuovo sotto il sole nostrano. Sta di fatto che ai gruppi (e anche agli appassionati di) metal tra Bolzano e Palermo si riconosce appena una ristretta dimensione di “nicchia”. Per non parlare di quell’equivoco per cui la musica “italiana” è rappresentata dal Festival di Sanremo.
Ben lontani dall’Ariston, gli Exilia esordiscono nel ‘99 con il singolo “Free To Live”, cui segue il full-lenght “Right Side Up” (’00). Il cd ottiene un discreto successo – più di 10 mila copie vendute a oggi in Italia – e buone recensioni. Completata la line-up con il bassista Random e il batterista A.Ge (formazione modificata solo nell’aprile scorso con l’ingresso del nuovo batterista Ale), inizia una lunga tournée che dal nord Italia li porta in Svizzera, Olanda e Germania; qui, nel 2002, vincono il premio “Mtv Newcomers”. Fino all’uscita dell’ep “Underdog” (’04), l’attività della band si concentra sulle esibizioni live, acquisendo fama e credibilità in tutta Europa, fino alla Russia. Suonano con nomi di tutto rispetto, tra cui Guano Apes, In Extremo, Ill Nino, Therapy?, fino all’annunciato tour 2004 insieme ai Rammstein. “Underdog” è l’apripista del secondo cd in studio, “Unleashed” (’04): la band fa il punto dell’esperienza accumulata, realizzando un’opera convinta ed energica, la cui immediatezza mette in disparte il ripetuto uso dello schema “stop-and-go”. Spesso, erroneamente, paragonati ai Guano Apes, gli Exilia concentrano le loro influenze – dai Led Zeppelin ai Korn – in un NuMetal non rivoluzionario ma promettente, accompagnato da testi non banali redatti dalla cantante Masha, la cui voce potente trascina il sound del gruppo. Una capacità e duplicità vocale che rende non improprio un paragone con la leader dei Crisis, Karin: per la grinta e la duttilità interpretativa. In effetti, un tasso più alto di durezza musicale potrebbe giovare al gruppo che sembra in grado di sconfinare dagli attuali territori. “Day In Hell” e l’urlo finale di “When I’m Wrong” promettono bene. Intanto, di ritorno dall’esilio europeo faranno tappa in Italia tra giugno e luglio; date di spicco il Gods Of Metal a Bologna il 12 giugno e il Summer Day In Hell Festival a Roma il 15 luglio.

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