Giapponesi

Dopo aver vinto le elezioni nel 2001 in nome delle riforme liberali, trovatosi nell’impossibilità di realizzarle per le aspre divisioni all’interno della sua maggioranza, non ha esitato a sciogliere le camere e a indire nuove elezioni, rischiando il posto pur di portare a termine il suo programma. Le ha vinte trionfalmente, ora potrà fare ciò che ha promesso ai suoi elettori, ma ha già dichiarato che lascerà l’incarico nel 2006. Salvo il primo e l’ultimo punto, purtroppo, non si ravvisano altre somiglianze tra il premier giapponese e quello italiano.

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