Capelli lunghi e palleggiare

Che la guardi a fare la pallavolo femminile, che non c’è nemmeno la Piccinini in squadra? Beh, innanzitutto è un bello sport, poi il campionato europeo femminile si è disputato due settimane dopo quello maschile, che si è concluso con la vittoria dell’Italia, e hai visto mai che si fa il bis. Si dice anche, e non è una battuta, che per apprezzare la pallavolo si debba guardare come la giocano le donne. Il fatto è, a dirla semplice, che le ragazze pestano un po’ meno dei maschi, e quindi il ritmo è di quel poco inferiore da permettere di seguire meglio il gioco, i movimenti in campo, le scelte. Infine c’è una questione generazionale: se siete cresciuti negli anni ottanta, o anche nei novanta, a pane e cartoni giapponesi, la pallavolo è lo sport femminile per antonomasia, ma questo è un altro discorso.
Così va a finire che questi europei di Croazia cominci a seguirli, e scopri delle cose. Scopri che le ragazze dell’Italia sono davvero convinte dei propri mezzi, magari manca un po’ di continuità, ma quando Eleonora “Leo” Lo Bianco, la palleggiatrice, riesce ad avere ricezioni pulite e a distribuire il gioco sono guai per tutte le avversarie. Scopri che in zona due, cioè quella sottorete a destra, dovrebbero mettere una piastrella col nome di Simona Gioli, tante sono le veloci indietro che la centrale azzurra ha piazzato da lì. Scopri che c’è una diciottenne, Serena Ortolani, che a guardarla sembra davvero un cartone animato giapponese, e che fa cose incoscienti e bellissime come solo le diciottenni, tipo entrare in campo e mettere a terra quattro palloni pesantissimi nel tie break dell’ultima partita del girone contro la Russia. Succede che in semifinale e in finale nel sestetto titolare c’è lei, la diciottenne terribile, e a sedersi in panchina ci va Simona Rinieri, il capitano.
La finale è contro la Polonia, squadra quadrata e campione in carica. Le cose si mettono male, e l’allenatore fa quello che si fa quando si mette male: in caso di emergenza richiama il capitano. Rinieri entra, ci prova, mettendoci l’esperienza, la grinta, quello che serve, ma che non sempre basta.
Finisce con una medaglia d’argento, che mica è poco.
Finisce che guardare queste ragazze giocare è divertente davvero.
Finisce che quasi non te ne accorgi che Leo Lo Bianco coi capelli lunghi e la coda è proprio carina.

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