Centristi

La politica italiana a volte somiglia a Beautiful. No, non c’entra Rutelli, ci riferiamo ai tempi. Se avete mai provato a guardare Beautiful per una settimana – certo che avete provato, non fate quella faccia – sapete di cosa parliamo: ogni giorno sembra succedere di tutto: rivolgimenti, colpi di scena, se vi distraete un attimo faticate a seguire. Se invece guardate una puntata ogni tre mesi vi accorgete che in realtà sono sempre lì: Ridge, Brooke, una donna gravida, una paternità incerta – di solito Ridge sembra il padre e poi si scopre che è qualcun altro – Sally Spectra sull’orlo del fallimento. Un po’ come l’Italia negli ultimi dieci anni: Prodi e Berlusconi, Berlusconi e Prodi, sempre le solite questioni sul tappeto.
La recente saga tra CdL e Udc con la legge proporzionale ha molto della soap opera: Follini e i suoi che tirano fuori la ghigliottina proporzionale per schiantare il Cavaliere, questi che barcolla, poi diventa più proporzionalista dei proporzionali e li frega con la loro stessa arma, e adesso le dimissioni del segretario dell’Udc. Bene, questo è esattamente il momento di non farsi sviare dal cliffhanger, ma di spegnere la tv o cambiare canale senza eccessive preoccupazioni per la trama (o per le sorti di Marco Follini). Anche se sembra finita, se vi dicono che sono morti, prima o poi tornano sempre, proprio come Sheila.

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