Per il bene della coalizione

Non c’è nessuna ragione per tornare indietro dalla lista dell’Ulivo e dalla strada che porta al partito democratico”. Ora, anche noi – come Franco Marini – siamo persuasi che non occorra dividere. Anche perché allo spirito unitario ci crediamo sul serio. Solo una precisazione però: è sicuro Marini che non si possa (mai) tornare indietro? Quando la Cdl sparigliò le carte approvando la proporzionale, cosa fece la Margherita? Salutò tutti e “per il bene della coalizione” dichiarò di voler proseguire in solitaria (perché così si prendono più voti). Poi ci furono le primarie e Marini, che cominciò a sentirsi giustamente solo, riprese sottobraccio i vecchi compagni di viaggio e si rimise a procedere nella direzione giusta. E stavolta decise – lui e Rutelli – di correre a rotta di collo: il partito democratico subito o – almeno – quanto prima. Cioè: che tutte le squadre si tolgano i fazzoletti e formino un unico battaglione di eguali. Qua si pensa che convenga rimanere uniti, ma che serva ogni tanto fermarsi a riprendere fiato. Se non altro per contare le munizioni che ciascuna brigata ha nei camion. Perché – “per il bene della coalizione” – tutti devono arrivare allo scontro col nemico con le armi funzionanti. Sia chi porta in dote le fionde che chi mette a disposizione della causa comune i carri armati.

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