Grandi dilemmi

Michele Salvati giudica velleitario pensare, in Italia, a un partito socialdemocratico tout court. Tra le altre cose parla – se non ricordo male – di sensibilità cattoliche da rispettare. La conventio ad excludendum, che ha vietato per lunghi anni il governo del paese al Pci e che aveva una giustificazione principalmente internazionale, rientra dalla finestra sebbene quel Pci non ci sia più e quella motivazione si sia dissolta. L’Italia non ha mai avuto una sinistra normale e pare destinata a non poterla avere. Parimenti il direttore di Repubblica Ezio Mauro scrive, nell’editoriale sull’affare Storace, che il nostro paese non ha mai conosciuto la “moderna cultura conservatrice d’impianto europeo”. E’ tutto vero e noi qua ci chiediamo una cosa: come mai, fatte salve o rimosse le ragioni ostative (guerra fredda, fascismo, Chiesa cattolica, mancanza di una borghesia vera), siamo destinati a tenerci un sistema politico vecchio che ha prodotto uno dei debiti pubblici più alti del mondo e una società sostanzialmente ingessata? Insomma, dopo decenni di Democrazia cristiana, ce li meritiamo davvero Casini e Rutelli?

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