Il destino dell’elettore democratico

Abbiamo un nuovo presidente. Dopo una lunga campagna elettorale, densa di momenti difficili, perfino drammatici, conosciamo finalmente il nome del vincitore. A lasciare è un presidente dal forte carisma e dalle grandissime doti di comunicatore. Un uomo decisamente fuori dagli schemi, che difficilmente dimenticheremo. Un presidente che era senza dubbio anche il nostro presidente. Nelle stesse ore in cui in Italia si decidevano i destini del nuovo governo, infatti, in America si concludeva – non senza un po’ di malinconia – l’indimenticabile presidenza Bartlet. Stiamo parlando di West Wing, naturalmente. Ed è inutile aggiungere che la faccenda ci ha commosso molto più dei tristi risultati italiani al fotofinish, benché lunedì notte ci saremmo commossi volentieri perfino per uno strapuntino in dote al senato. Ma sulla fine dell’era Berlusconiana non possiamo ancora giurarci, mentre sulla fine dell’era Bartlet, purtroppo, non c’è alcun dubbio. Non solo perché con questa ultima stagione il telefilm chiuderà per sempre i battenti, ma perchè con la morte di John Spencer (lo scorso dicembre) e quindi l’inevitabile uscita di scena del suo personaggio Leo McGarry (ex capo dello staff), si chiude anche simbolicamente la parabola dell’amministrazione Bartlet. E qui ognuno ci può vedere i parallelismi che preferisce. Di sicuro quel che non potevamo prevedere è che la finzione della serie tv e la (cattiva) sorte dell’elettore italiano si intrecciassero in maniera così bizzarra. Appena poche ore prima che le differenze dei seggi tra l’Unione e la Casa delle Libertà cominciassero a ridursi al lumicino, il democratico Santos (interpretato da Jimmy Smits) si batteva fino all’ultimo seggio del Nevada contro il repubblicano Vinick (lo splendido Alan Alda) con un copione che ricalcava in maniera assai fedele la prima, contestatissima elezione di George W. Bush. E se si voleva far intendere che il destino dell’elettore di sinistra è di patire fino all’ultimo voto, possiamo tranquillamente affermare che il messaggio è arrivato forte e chiaro anche da questa parte dell’oceano.

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