Salvati

Avendo passato buona parte dei nostri due anni di vita a polemizzare con chi del partito democratico o riformista che dir si voglia non intendeva nemmeno discutere, l’improvvisa moltiplicazione dei suoi sostenitori ci ha colto un po’ alla sprovvista. Soprattutto quando tra i nuovi arrivati, per mostrarsi signorili, si è cominciato ad attribuire a Michele Salvati la primogenitura dell’iniziativa. A loro beneficio e con spirito di amicizia, ci sentiamo pertanto in dovere di ricordare che nel suo famoso appello per il partito democratico pubblicato sul Foglio il professor Salvati invitava i riformisti dei Ds a promuovere una scissione e ad abbandonare il loro partito al correntone guidato da Cofferati, per confluire con la Margherita nel nuovo partito democratico, lasciando dall’altra parte che Rosy Bindi e tanti altri esponenti dei Dl si unissero alle truppe della sinistra radicale trionfante. Se disgraziatamente qualcuno gli avesse dato retta, il risultato sarebbe stato un nuovo micro-partito democratico tra il cinque e il dieci per cento da un lato, dall’altro la consegna dei Ds tutti interi all’egemonia degli antiberlusconiani di professione. Fortunatamente, siccome a nessuno piace suicidarsi, nessuno seguì il consiglio. I riformisti, invece di fuggire dai rispettivi partiti per farsene uno tutto loro dal quale non contare nulla, diedero battaglia nella Margherita (dove le resistenze al partito democratico non vennero certo dall’ala sinistra) e soprattutto nei Ds, dove il correntone venne messo in minoranza, tanto che oggi l’intero partito sta nella lista dell’Ulivo (e domani, si spera, nel nuovo partito). Quello che proponeva Salvati era dunque esattamente il contrario di quello che si è fatto. Quello che proponeva Salvati era il suicidio dei riformisti. La proposta di Salvati partiva dall’assunto che a sinistra avesse ormai vinto Cofferati e che ai riformisti non restasse altra scelta che la fuga o la resa, sommersi dalla piena del correntone ds. Meglio sarebbe stato titolare l’articolo semplicemente: i sommersi e Salvati. Avrebbe reso più chiaramente l’idea ed evitato tanti inutili equivoci.

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