La spaccatura del “paese reale”

E’ un paese spaccato a metà. Non si stancano più di ripeterlo. Ma a noi viene da chiederci dove sia la novità. Bastava guardare l’ultima puntata del Grande Fratello per capire che in fondo è sempre stato così. Da quando iniziarono a contrapporsi la bagnina di Iseo, ragazza insopportabile ma vittima di un oltraggioso tradimento, al guerriero Taricone, colpevole di averla sedotta e abbandonata, l’Italia non ha mai smesso di pronunciarsi su questioni fondamentali come queste, ritrovandosi immancabilmente divisa in due. Due filosofie a confronto, due diverse concezioni della vita e del modo in cui va interpretata. In confronto i contrasti tra centrosinistra e centrodestra sono impercettibili. Quest’anno poi la finale del Grande Fratello ha riproposto questa contrapposizione in maniera ancora più chiara: Augusto contro Filippo. Uno freddo e imperturbabile, sempre impegnato a riflette, a valutare le situazioni, a soppesare le sue azioni e quelle dei compagni. L’altro estroverso e simpatico, pienamente consapevole di quanto la spontaneità paghi. Mai preoccupato di mettere in mostra i suoi sentimenti, nel bene o nel male: nella parte dell’innamorato come in quella del traditore. Come sarebbe andata a finire, purtroppo, l’abbiamo cominciato a intuire presto. E’ bastato infatti vedere che Fabiano era arrivato solo terzo, per capire quale delle due fazioni era in minoranza. Va detto che Augusto partiva avvantaggiato. Lui che, rapito da bambino dall’anonima sarda, aveva deciso di rinchiudersi di nuovo di sua spontanea volontà. La sua scelta sembrava non avere molto senso, e invece un senso ce l’aveva: dal suo angolo da “grillo parlante” Augusto deve averlo intuito. Il nostro è un paese che si appassiona, soprattutto alle sfortune degli altri (se non bastasse Porta a Porta, a dimostrarlo c’è tutto il palinsesto pomeridiano), ed è anche un paese che spesso sente il bisogno di “riscoprirsi” migliore. Questa era l’occasione per restituire ad Augusto almeno una piccolissima parte di quel che gli era stato tolto da bambino. Lui gliene ha dato la possibilità e lo spettatore non se l’è fatta sfuggire. A completare il quadretto adesso arriva anche la notizia che la vita di Augusto De Megni diventerà presto una fiction. Figuriamoci se ce la risparmiavano, ora che hanno anche il lieto fine.

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