Vivere di ribellione

Ribellione? È una parola che non avrei voluto sentirti dire – osservò Ivan in tono penetrante – Si può forse vivere di ribellione? Perché io voglio vivere! Ora dimmi francamente una cosa, mi appello a te, e tu rispondimi. Immagina di essere tu a costruire l’edificio del destino umano, con lo scopo ultimo di far felici gli uomini, di dare loro, alla fine, pace o tranquillità; ma immagina anche che per arrivare a questo sia necessario e inevitabile far soffrire un solo piccolo essere, per esempio quella bambina che si batteva il petto col minuscolo pugno, e sulle sue lacrime invendicate fondare appunto questo edificio: accetteresti di essere l’architetto, a queste condizioni? Dimmelo, e non mentire!
No, non accetterei – rispose piano Alëša.
(Fëdor Dostoevskij, I fratelli Karamazov)

a cura di Massimo Adinolfi

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