La nuova Sodoma della letteratura

Non molto tempo fa, in un libro dedicato alla figura dell’autore, Carla Benedetti domandava: “Se l’autore è davvero morto, che cosa è mai questa figura che continua a vagare, come un revenant, nel vecchio continente letterario”? Non si capisce come mai la critica letteraria, da Roland Barthes a Michel Foucault, abbia decretato da tempo, senza neanche fare gli scongiuri, la morte dell’autore, ma nel contempo, come uno zombie, la figura dell’autore domini la comunicazione letteraria contemporanea. Non c’è bisogno di fare molti esempi: gli autori rilasciano interviste, firmano autografi, vanno in tv, occhieggiano dalle quarte di copertina dei loro libri. Il loro nome, adeguatamente pubblicizzato, è un ingrediente fondamentale nella strategia del marketing letterario. […]

Summa metallis

Nihil verum nisi mors”. Con questa vivace epigrafe, salutano i Celtic Frost sul loro sito. Il paradigma della tranquillità bucolica, si dirà: ma una difficile infanzia e un tenore di vita non da cartolina fanno di Tom Gabriel Fischer (o T.G.Warrior, secondo le ere e gli umori) un cittadino non modello, ovvero non rispondente ai quieti canoni dei Cantoni svizzeri. Quando, nel 1982, raduna il bassista Steve Warrior e il batterista Bruce Day per formare gli Hellhammer, Tom ha già aspirazioni chiare: la New Wave Of British Heavy Metal è per lui riferimento basilare e punto di partenza; il sound di gruppi ammirati come Venom e Raven, obiettivo da raggiungere e surclassare. Bruciata la […]

Unresolved telefilm

Non sappiamo quando tutto è cominciato. Probabilmente eravamo dalle parti di Rossella O’Hara e Rhett Butler. Ma da quando hanno capito che a garantire il successo di una serie televisiva (ma potremmo dire di un film o di un libro) bastava prendere due protagonisti e incastrarli a vita in una passione reciproca mai consumata, non hanno più smesso. Gli americani, per dire, la chiamano “unresolved sexual tension” e ormai la mettono pure nel caffè. Mulder e Scully di X-Files sono solo l’esempio più conosciuto, ma presto su Rai Due tornerà la serie che con quel trucco ha abusato maggiormente della pazienza del telespettatore. Stiamo parlando di Jag, che ha vissuto impunemente per dieci anni […]

La sfiga di Youri

Nessuno tocchi Youri. Sono mesi che sentiamo ripetere la litania del calcio di una volta, dei valori, di andare oltre il denaro e i troppi interessi che gravitano intorno al mondo del calcio, e adesso che ne troviamo uno, vivaddio, che al cuore e alla passione non sa comandare, vorreste alzare il ditino e dirgli che non si fa? La storia è questa. Youri Djorkaeff, trentotto anni, ex nazionale di Francia (82 presenze), quattro stagioni e una coppa Uefa all’Inter negli anni Novanta, due anni fa decide di chiudere la carriera in America, con i New York Red Bulls (già Metrostars), dove gioca tuttora. Per quanto la cosa possa sembrare assurda ad un europeo, […]

Sorpresi

Per i lettori cui fossero sfuggiti il trafiletto in quarantaseiesima pagina o la breve in trentottesima pubblicati sui grandi quotidiani nei giorni scorsi, riportiamo la seguente nota dell’Ansa: “Bologna, 30 giugno – L’attività di audit svolta dalla società Deloitte Financial Advisory service non ha messo in risalto aspetti di rilievo sulla situazione patrimoniale della Compagnia al 31 dicembre 2005. Lo ha confermato il presidente del Gruppo Unipol Pierluigi Stefanini il quale nella conferenza stampa tenuta con il nuovo ad Carlo Salvatori ha ribadito «che non sono emersi addebiti per la gestione Consorte-Sacchetti»”.

L’ascesa della raunch culture

Il guaio è che siamo un paese di artisti – santi, poeti, navigatori ed eroi, recita l’epigrafe – e per gli artisti la reputazione viene prima di tutto. Da giorni, sulle copertine dei settimanali, assistiamo alla sfilata di ragazze che rivendicano le solide fondamenta della propria arte, respingendo con sdegno l’insinuazione che i successi professionali siano conseguenza della concessione di favori sessuali. Se fossimo un paese di imprenditori le cose andrebbero diversamente. Se fossimo un paese con le tre i, come tanto sarebbe piaciuto all’ex premier farci diventare, una ragazza si sarebbe potuta issare sulle copertine dei mensili patinati non malgrado, ma in forza delle proprie prestazioni sessuali. Negli Stati Uniti Tera Patrick – […]

World Cup e passato che non passa

La coppa del mondo è un teatro dei paradossi. A chi piace veramente? Gli adepti dello spettacolo, quelli che, per ingenuità o marketing, impiegano come metro di giudizio il numero dei goal per giudicare la qualità calcistica, non saranno certo soddisfatti di come vanno le cose. Ma anche i competenti, quelli che hanno sempre cordialmente odiato il calcio-champagne, storcono giustamente il naso…

Borrelli, Sport und Zeit

Sta accadendo qualcosa di grosso nel pensiero occidentale: una rivoluzione epocale nella concezione del tempo. Sto parlando, naturalmente, di quel che avviene nella giustizia sportiva. Quella che sta mettendo a processo Moggi & soci. Quella che ha escluso Ivan Basso dal Tour de France. Il metodo della giustizia sportiva, infatti, dischiude una precomprensione della temporalità sulla quale nessuno, a quanto ne so, ha finora riflettuto abbastanza…

Quattro amici al bar

I dopopartita televisivi dei campionati di calcio sono uno spaccato dell’Italia. Prendete Notti mondiali, condotto da Marco Mazzocchi, che è una specie di bar sport, nel senso molto nobile del termine. Dossena, Tardelli e Signori che scherzano in studio danno l’idea di quelli che hanno appena bevuto un Crodino e c’hanno i rimasugli di noccioline nei denti, Collovati fa la figura dell’azzimato che fatica a stare al passo coi compagni di bancone, Galeazzi è il vecchio avventore testimone di mille bevute, Mazzola c’ha la faccia di chi scappa dal laccio di moglie e medico curante. Tra i tavoli intanto passa l’ammiccante Licia Nunez, la mozzafiato miss della festa del raviolo. In un contesto così, […]

Liberare l’Italia

In politica ciò che è inutile spesso è anche dannoso. L’inutilità di avere due partiti riformisti come Ds e Margherita è ben rappresentata dallo spettacolo di questi giorni: mentre il ministro Bersani, appoggiato con forza da entrambi i partiti, con i provvedimenti sulle liberalizzazioni dà finalmente il segno del cambiamento nell’Italia delle corporazioni, le forze della sinistra radicale si dilaniano sulle parole, in una battaglia grottesca sui rispettivi gradi di coerenza pacifista dinanzi al prossimo voto sulla missione in Afghanistan. Dall’economia alla politica internazionale, non si vede quali diversi blocchi sociali, quali diverse necessità storiche sarebbero rappresentate da Ds e Margherita. Allo stesso modo, riesce difficile immaginare quali profonde differenze di valori, idee e […]