Se Valentino Rossi pedalasse

Se Valentino Rossi pedalasse in bicicletta, invece di stare in sella a una moto, sarebbe uno straordinario velocista. Uno sprinter come Oscar Freire, noto per essere letale fino all’ultimo metro. Diversamente da altri finisseur, che vincono con la squadra, partendo con il “treno” dei propri compagni – Cipollini, o più recentemente Petacchi, per dirne due – Freire è uno che resta coperto tra gli avversari e li batte all’ultima pedalata, quando questi sono convinti di avere già vinto. Memorabile fu la Milano-Sanremo del 2004, con Zabel già esultante battuto sul traguardo dal velocista spagnolo. Allo stesso modo Valentino Rossi è spietato nell’ultimo giro, impareggiabile nell’infilata all’ultima curva. Non si contano le gare vinte dal pesarese con un sorpasso mozzafiato negli ultimi metri, dopo una battaglia di staccate con il rivale di turno. Gli avversari ormai lo conoscono e, se non sono riusciti ad accumulare un vantaggio durante la corsa, soffrono psicologicamente il duello con Rossi negli ultimi giri. Si dice che l’unico pilota che affronti il finale di gara ad armi pari con Rossi sia Loris Capirossi, della Ducati. Si dice che uno che ne patisce terribilmente la pressione sia l’altra guida della Ducati, Sete Gibernau.
Domenica, nel gran premio d’Australia, è successo per l’ennesima volta. Mentre Marco Melandri vinceva per distacco, seguito dalla Suzuki di Vermeulen, Rossi all’ultima curva infilava proprio Gibernau, salendo così sul podio del gran premio, ma soprattutto mettendo un avversario tra se stesso e il leader del mondiale Nicky Hayden, recuperando cinque punti preziosi per una rincorsa che sembrava impensabile solo un mese fa. A tre gran premi dalla fine la classifica vede sempre Hayden in testa, ma Rossi è risalito fino al secondo posto, staccato di ventuno punti.
I primi quattro piloti sono ora raccolti in trentadue punti, e la matematica offre ancora delle possibilità anche al quinto della classifica, Capirossi, staccato di quarantacinque lunghezze. Al vincitore di ogni gran premio vanno infatti venticinque punti, al secondo venti e così via. Nicky Hayden e la sua Honda hanno fino ad ora costruito la propria leadership sulla regolarità dei piazzamenti, ma con pochi guizzi (è l’unico pilota a essere andato sempre a punti, ma ha vinto solo due gare), e la regolarità potrebbe non bastare in un finale di stagione in cui ogni corsa è completamente diversa dalla precedente. Melandri, vincitore in Australia, era stato in grande difficoltà la settimana precedente in Malesia, nella gara vinta da Rossi – non occorre dirlo, all’ultima curva – davanti a Capirossi che, secondo a Brno, in Australia non è andato oltre il sesto posto. Nelle ultime tre gare Valentino Rossi ha fatto 61 punti, Hayden solo 31. Se continua questo trend, il pilota americano potrebbe avere una brutta sorpresa all’ultima corsa.
Perché anche per il campionato vale la stessa regola della singola gara: se non vuoi problemi devi staccare il finisseur prima dell’arrivo, altrimenti potrebbe infilarti. Che si pedali o meno non ha importanza, sei sempre su due ruote.

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