Quelli che i bamboccioni

Io ero rimasto al punto in cui la parola “bamboccioni”, uno di quei termini che nel lessico nazionale se ne escono all’improvviso dalla crisalide per vivere la loro effimera stagione, significava più o meno una cosa come “uomo o donna già verso/oltre la trentina, di scarso talento e ancor più scarsa intraprendenza che, incapace di trovare una prospettiva autonoma di vita, preferisce rimanere sotto l’ala protettrice dei genitori”…

Postideologici, postpolitici, posticci

Poche posizioni sono sembrate così indiscusse nel dibattito pubblico italiano dell’ultimo quindicennio come la tesi che la politica dovesse liberarsi di ogni residuo elemento ideologico. Il merito principale dell’ultimo libro di Natalino Irti (“La tenaglia. In difesa dell’ideologia politica”) è rappresentato dalla sfrontatezza intellettuale con la quale questo luogo comune viene messo in discussione. Una sfrontatezza che solo la vera cultura può consentirsi…

Il trionfo della perversione

“Questo paese è impazzito”, così era sbottato l’ex-presidente del Consiglio, se non ricordo male, qualche mese prima della caduta del governo. Per certi versi non aveva torto, come abbiamo potuto constatare, anche se forse si potrebbe calibrare meglio quell’impressione. Non si tratta infatti di vera follia, cioè di psicosi. Come vorrei provare a suggerire in poche parole, quasi per scherzo, ma con un pizzico di serietà…

Bagnasco e il problema della discontinuità

Com’è a tutti noto, tra rifiuti, salari e immigrazione, il cardinale Angelo Bagnasco, aprendo i lavori dell’assemblea generale della Cei, ha trovato anche il tempo di parlare di eugenetica. Rimproverando il ministro Turco per le nuove linee guida alla legge sulla procreazione assistita (che a differenza delle precedenti aprono alla diagnosi preimpianto) ha osservato che questo provvedimento “comporta oggettivamente il rischio di promuovere…

Pinker, Ratzinger e la dignità del relativo

Su New Republic è apparso in questi giorni un importante articolo dal titolo inequivocabile: “The Stupidity of Dignity”. L’autore, Stephen Pinker, insegna psicologia a Harvard ed è uno dei più ascoltati scienziati cognitivisti contemporanei, noto al pubblico italiano per alcuni libri di grande successo, come “L’istinto del linguaggio” o, più di recente, “Tabula rasa”. Oratore brillante, è anche autore di una produzione pubblicistica…

Gentile Gian Antonio Stella…

Sono un insegnante di 48 anni, insegno Filosofia e Storia al Liceo Scientifico di Mercato S. Severino (SA). Nel 1991 lavoravo a Treviglio, da insegnante precario con nomina annuale, ed era un periodo molto duro per me, perché la mattina ero a scuola e il pomeriggio dovevo studiare per la prova orale del concorso ordinario, bandito l’anno precedente. Avevo appena il tempo di pranzare al volo e mi rimettevo a studiare…

Squadristi

Il problema non è Marco Travaglio, né quello che ha detto su Raitre, ospite di Fabio Fazio, a proposito di Renato Schifani. Il problema non si chiama né Travaglio, né Fazio, né Schifani. Il problema si chiama Antonio Di Pietro, che sul suo blog ha espresso a Travaglio piena e convinta solidarietà. E lo ha fatto con una dichiarazione che dimostra una concezione del diritto, della libertà di stampa, della politica e della sintassi del tutto incompatibile con qualsiasi partito democratico, figurarsi con il Partito democratico. Il problema, insomma, non è che l’Italia dei valori non abbia accettato di entrare nel gruppo parlamentare del Pd e poi di fondersi con il Pd, come Walter […]

La shadow victory

Alla shadow victory, giustamente, segue uno shadow cabinet. A una campagna elettorale in cui il partito è stato ridotto all’ombra del candidato premier, segue una segreteria nominata direttamente dall’ombra di un leader politico: un segretario fantasma che presenta il nuovo organigramma in conferenza stampa, senza nemmeno fingere di sottoporlo prima alla direzione, già convocata per questa settimana…

L’analisi del vuoto

La discussione “ampia e approfondita” che il Partito democratico, dopo la sconfitta, ha finalmente deciso di avviare, dovrebbe partire da una premessa. Questa: sostenere che il risultato delle politiche è stato un successo o un mezzo successo, come continua a fare Walter Veltroni, non aiuta. Di sicuro non ha aiutato nel ballottaggio di Roma, dove un diverso atteggiamento forse non sarebbe stato sufficiente per vincere…

Promemoria per discussioni approfondite

In un’intervista di oggi all’Unità – che lo definisce “fedelissimo del segretario” – Giorgio Tonini dice che Walter Veltroni ha fatto benissimo a proporre un congresso, perché “dobbiamo evitare un pericolo mortale: una lunga fase di mugugni e mezze recriminazioni, sassi lanciati e mani nascoste”. Pienamente d’accordo con lui, sottoponiamo il seguente articolo a quella “discussione ampia e approfondita”…