Lobbisti

Greed is bad.

D’accordo, il caso dell’ex leader dei liberaldemocratici britannici (ed ex vicepremier) Nick Clegg, che se ne va a lavorare come “ambasciatore” per Facebook, non è paragonabile a quello dell’ex cancelliere tedesco Gerhard Schröder, passato in un attimo dai manifesti sulla terza via con Tony Blair alle mappe dei gasdotti con Gazprom. Si tratta evidentemente di casi molto diversi. Va anche rilevato, tuttavia, che il compito di chi

Probabilità

I giochi sono fatti.

Cerchiamo di essere razionali. Su questa storia della prova di forza con l’Europa e con i mercati, la logica ci dice che le possibilità sono solo due. La prima è che sia effettivamente plausibile rilanciare la crescita e ripagare tutti i debiti mandando le persone in pensione prima, abbassando le tasse e dando pure un bel sussidio ai disoccupati, e che a scoprire questa formula magica dell’economia politica, capace da sola di far stravincere tutte le successive elezioni a qualsiasi capo di governo

Dibba e i suoi modelli

In marcia.

Leggendo le prove letterarie di Alessandro Di Battista ci capita sempre più spesso di pensare ad Álvaro Cunhal, segretario del Partito comunista e leader della resistenza portoghese, più volte incarcerato dal regime di Salazar, protagonista di una leggendaria evasione dall’isola-prigione Forte de Peniche, che dopo essere rientrato in patria da eroe, con la rivoluzione dei garofani, pubblicò diversi romanzi sotto pseudonimo. Un vezzo di cui non disse nulla fino al giorno delle sue dimissioni

Amici

Arcobaleno.

A seguito delle recenti dichiarazioni del ministro per la Famiglia, Lorenzo Fontana, riceviamo e volentieri pubblichiamo la seguente precisazione della comunità lgbt: «Conoscenti».

Post Pd ergo propter Pd

Matteo Renzi.

In un episodio di West Wing, durante una riunione nella sala ovale, si finisce a parlare del senso dell’umorismo del presidente Bartlet. La portavoce C.J. sostiene che una sua battuta abbia contribuito a fargli perdere il Texas, sia nelle primarie che nelle elezioni presidenziali. Bartlet le risponde che sulla sua lapide ci sarà scritto: «Post hoc ergo propter hoc». Dopo un momento di imbarazzo sulla traduzione, Bartlet le spiega che la frase

La maggioranza autoritaria

Sicurezza.

Una maggioranza in questo paese esiste già. È una maggioranza ecumenica prima che politica: come la grande chiesa che passa da Che Guevara e arriva fino a Madre Teresa. È una maggioranza formata da tutti quelli che pensano che legalità significhi autoritarismo, che i diritti e le garanzie siano un ostacolo e che per sconfiggere il crimine serva aumentare le pene, i poteri di polizia, riempire le carceri. È composta da quelli che si sono spellati le mani a una convention

Governo condominiale

Palazzo Chigi.

Quando il Movimento 5 Stelle propone indifferentemente alla Lega e al Partito democratico un contratto alla tedesca per il governo del paese, in cui «scriviamo nero su bianco, punto per punto, quello che vogliamo fare», non fa altro che mettere in pratica l’idea attorno a cui ruota tutto il movimento. Lega o Partito democratico pari sono, destra e sinistra non esistono più, sono categorie superate nella visione pragmatica di una politica che non si pone più l’obiettivo di cambiare la società

Costi della politica

Soldi.

Davide Casaleggio calcola i voti al centesimo. Letteralmente. Nel suo lungo articolo per il Washington Post, in cui racconta agli americani il successo del Movimento 5 Stelle, ha spiegato che i modelli organizzativi dei partiti politici sono obsoleti e anti-economici. Per il Movimento 5 Stelle – scrive Casaleggio – ogni voto è costato circa 9 centesimi, mentre per i partiti tradizionali un voto è costato sugli 8 dollari e 50. Al di là del disorientamento

Il Conte di Montenusco

Montecristo.

Sul Corriere della sera di oggi Paolo Mieli traccia l’impietoso ritratto di un’intellighenzia di sinistra folgorata dal grillismo sulla via di Palazzo Chigi. Giusto quelli, sia detto per inciso, che l’elettore cinquestelle medio definirebbe, e non sempre a torto, radical chic. Il florilegio di dichiarazioni è indubbiamente significativo per quantità e (si fa per dire) qualità, tanto da spingere l’ex direttore del Corriere a parlare di un fenomeno unico in Europa, e forse nel mondo, di fronte a una tale caterva di filosofi

Il governo della Marmotta

marmotta

A leggere commenti e interviste di questi giorni, sembra che piano piano si stia facendo strada un’idea geniale, che potremmo riassumere così: per uscire dallo stallo occorrono nuove elezioni, ma affinché le elezioni possano dare un risultato diverso, occorre prima cambiare la legge elettorale. Tuttavia, affinché la nuova legge elettorale possa dare un vincitore in grado di governare, occorre prima cambiare la Costituzione, superando il bicameralismo perfetto. Dunque, prima delle elezioni