Negazionismi

Il senatore cinquestelle che rilanciava le peggiori teorie sul complotto mondiale dei banchieri, le manovre dei Rothschild, le trame di Soros e persino i protocolli dei Savi di Sion – nel caso ve ne foste dimenticati – è sempre lì al suo posto. Pronto per la commissione banche, immaginiamo. Fa comunque molto piacere sapere che per Luigi Di Maio «la memoria è fondamentale».

La Tav dei cachi

La decisione del governo sulla Tav è chiara: partono gli avvisi, ma non i bandi, anche se a voler essere proprio pignoli partiranno anche quelli – per la buona ragione che sono la stessa identica cosa – ma con riserva, diciamo pure con l’elastico, che poi sarebbe la famosa clausola di dissolvenza. Dunque partiranno, ma pronti a fermarsi subito dopo essere partiti, e magari anche a tornare indietro. Proprio così: in dissolvenza. Come al cinema, quando si avvicinano i titoli di coda.

Un’esplosione di cambiamento

Dopo Pier Luigi Bersani, prosegue sul Fatto quotidiano la serie delle interviste ai massimi esperti nel campo delle scissioni, suddivisioni e manipolazioni subatomiche della sinistra. Oggi è la volta di Roberto Speranza, che dal 2017 a oggi, con Bersani, e sempre in nome dell’unità della sinistra – anzi, di più: del centrosinistra – ha promosso esperimenti di avanguardia come, nell’ordine:

Lobbisti

D’accordo, il caso dell’ex leader dei liberaldemocratici britannici (ed ex vicepremier) Nick Clegg, che se ne va a lavorare come “ambasciatore” per Facebook, non è paragonabile a quello dell’ex cancelliere tedesco Gerhard Schröder, passato in un attimo dai manifesti sulla terza via con Tony Blair alle mappe dei gasdotti con Gazprom. Si tratta evidentemente di casi molto diversi. Va anche rilevato, tuttavia, che il compito di chi

Probabilità

Cerchiamo di essere razionali. Su questa storia della prova di forza con l’Europa e con i mercati, la logica ci dice che le possibilità sono solo due. La prima è che sia effettivamente plausibile rilanciare la crescita e ripagare tutti i debiti mandando le persone in pensione prima, abbassando le tasse e dando pure un bel sussidio ai disoccupati, e che a scoprire questa formula magica dell’economia politica, capace da sola di far stravincere tutte le successive elezioni a qualsiasi capo di governo

Dibba e i suoi modelli

Leggendo le prove letterarie di Alessandro Di Battista ci capita sempre più spesso di pensare ad Álvaro Cunhal, segretario del Partito comunista e leader della resistenza portoghese, più volte incarcerato dal regime di Salazar, protagonista di una leggendaria evasione dall’isola-prigione Forte de Peniche, che dopo essere rientrato in patria da eroe, con la rivoluzione dei garofani, pubblicò diversi romanzi sotto pseudonimo. Un vezzo di cui non disse nulla fino al giorno delle sue dimissioni

Amici

A seguito delle recenti dichiarazioni del ministro per la Famiglia, Lorenzo Fontana, riceviamo e volentieri pubblichiamo la seguente precisazione della comunità lgbt: «Conoscenti».

Post Pd ergo propter Pd

In un episodio di West Wing, durante una riunione nella sala ovale, si finisce a parlare del senso dell’umorismo del presidente Bartlet. La portavoce C.J. sostiene che una sua battuta abbia contribuito a fargli perdere il Texas, sia nelle primarie che nelle elezioni presidenziali. Bartlet le risponde che sulla sua lapide ci sarà scritto: «Post hoc ergo propter hoc». Dopo un momento di imbarazzo sulla traduzione, Bartlet le spiega che la frase

La maggioranza autoritaria

Una maggioranza in questo paese esiste già. È una maggioranza ecumenica prima che politica: come la grande chiesa che passa da Che Guevara e arriva fino a Madre Teresa. È una maggioranza formata da tutti quelli che pensano che legalità significhi autoritarismo, che i diritti e le garanzie siano un ostacolo e che per sconfiggere il crimine serva aumentare le pene, i poteri di polizia, riempire le carceri. È composta da quelli che si sono spellati le mani a una convention

Governo condominiale

Quando il Movimento 5 Stelle propone indifferentemente alla Lega e al Partito democratico un contratto alla tedesca per il governo del paese, in cui «scriviamo nero su bianco, punto per punto, quello che vogliamo fare», non fa altro che mettere in pratica l’idea attorno a cui ruota tutto il movimento. Lega o Partito democratico pari sono, destra e sinistra non esistono più, sono categorie superate nella visione pragmatica di una politica che non si pone più l’obiettivo di cambiare la società