Foto di Mary Harrsch

Attendiamo sfiduciati

È andata così: il caso Savoini è ormai uscito persino dalle ultime pagine dei giornali e della mozione di sfiducia a Salvini si riparlerà, forse, a settembre, se qualcuno ancora se ne ricorderà. Per difendere le proprie postazioni e impedire ogni bilanciamento dei poteri, è emersa, per l’ennesima volta, la vera maggioranza parlamentare che regge questo governo, e va dal Movimento 5 stelle all’intero centrodestra. Se non altro, il voto dei grillini per impedire che il parlamento possa chiedere conto al ministro di uno scandalo internazionale come il caso Savoini dovrebbe chiudere ogni discussione sulle presunte differenze tra loro e i leghisti, figuriamoci poi sulle possibilità di dialogo con il Pd. Tanto più che fior di analisti e commentatori, tra i sostenitori di queste tesi, avevano tenuto per giorni lezioni di scienza politica e tattica parlamentare, spiegandoci che presentare subito la mozione contro il ministro dell’Interno sarebbe stato un gravissimo errore, che in tal modo non si sarebbe fatto altro che ricompattare la maggioranza, che di fatto sarebbe stato addirittura un favore a Salvini. Ancora una volta – e non è, purtroppo, né la prima né la seconda – tanti sforzi congiunti per sventare il presunto complotto renziano e difendere la democrazia si sono dimostrati assai vantaggiosi per la destra, e molto meno per la democrazia. Convinti come siamo che non sia mai troppo tardi per riconoscere un errore, e soprattutto per smettere di ripeterlo, ci piacerebbe dunque sapere quale sia oggi il parere dei raffinati strateghi delle scorse settimane, e cosa prevederebbero, adesso, i loro piani. Lo chiediamo così, senza intento polemico, con spirito costruttivo e amichevole, per metterci una pietra sopra.

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