Saggi

Per le riforme istituzionali, a poche settimane dalla conclusione dei lavori della commissione di saggi costituita ad hoc da Napolitano, il governo ha deciso di costituire, pensate un po’, una commissione di saggi, che sarà seguita dal già saggio Quagliariello, stavolta però in qualità di ministro per le Riforme, il quale peraltro ha già annunciato che non mancherà nemmeno una consultazione dei cittadini via internet, non sappiamo se per saggiarne le reazioni o solamente per non privarsi del contributo della saggezza popolare. Certo è che la suddetta commissione di saggi consegnerà i risultati del suo operato alla convenzione per le riforme nel frattempo costituita, immaginiamo non da fessi, la quale a sua volta, dopo avere debitamente discusso e approfondito il frutto di tanta saggezza, consegnerà il suo lavoro al Parlamento, che nella sua sovranità deciderà se mettere ai voti il testo in blocco o se invece ridiscuterlo articolo per articolo. Al termine di questo lungo cammino, che rasenta le vette del più intenso misticismo orientale, il prodotto sarà certo di una saggezza infinita. La procedura continua a sembrarci, tuttavia, non solo poco saggia, ma anche poco seria.

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