Quando i Cinquestelle volevano abolire i taxi

Alla base dei grandi movimenti politici della storia moderna c’è spesso un libro, dal Manifesto del partito comunista di Karl Marx e Friedrich Engels a Veni, vidi, web di Gianroberto Casaleggio (con prefazione di Fedez). Dire che Casaleggio fosse l’ispiratore del Movimento 5 Stelle sarebbe però riduttivo. Non ne era solo l’ispiratore, ne era legalmente il co-proprietario del simbolo. Lo stesso «movimento di cittadini» fu fondato il 4 ottobre 2009 negli uffici della Casaleggio Associati Srl in via Cardinal Morone a Milano. E risalendo ancora nel tempo scopriamo che Maurizio Benzi, ex dipendente Webegg e attuale responsabile marketing della Casaleggio Associati, il 10 giugno 2005, fonda il primo meetup, chiamato «Milano», degli amici di Beppe Grillo in Italia.

Insomma, niente di strano. Così come non c’è nulla di strano nel fatto che il libro di riferimento per il Movimento 5 Stelle sia un libro di Gianroberto Casaleggio, pubblicato dalle Edizioni Adagio, che è la casa editrice digitale della Casaleggio Associati Srl. Nel libro si prospetta in modo, diciamo, fantasioso un futuro in cui la rete deciderà tutto, in cui ci saranno simpatici campi di rieducazione (in cui scommettiamo che si leggeranno moltissimi libri stampati dalle edizioni Adagio) e a un certo punto si legge: «Petrolio e carbone sono proibiti insieme alla circolazione di macchine private. I mezzi pubblici sono gratuiti. L’emissione di Co2 è punita con la reclusione fino a 30 anni. Taxi, tabaccai, macellerie e librerie sono scomparsi. La più grande impresa del mondo produce biciclette e monopattini. Le spiagge sono libere…».

Ebbene sì: taxi spariti, sorpassati dalle applicazioni e dalla potenza della rete. È quindi del tutto coerente con questo impianto ideologico l’emendamento presentato al Ddl concorrenza l’anno scorso da due senatori del M5S (Girotto e Castaldi), che regolamentava l’utilizzo della app Uber. Emendamento ritirato poi in fretta e furia da Vito Crimi, non appena alcuni solerti tassisti che avevano da poco manifestato il proprio sostegno alla candidata sindaco di Roma Virginia Raggi hanno sottolineato la loro contrarietà all’emendamento. Virginia Raggi che ieri non ha mancato di manifestare la propria solidarietà alla protesta e allo sciopero condotto fuori da ogni regola, guidato da frange violente e fasciste, perché sempre contro le riforme calate dall’alto. La legalità evidentemente è passata di moda, proprio come la passione per le nuove tecnologie ammazza-taxi, ammazza-librerie e ammazza-macellerie (chissà poi perché pure le macellerie: ci sarà un’app anche per preparare le polpette?). E tutto questo, si noti, con la benedizione del coraggiosissimo Grillo, molto bravo a lanciare anatemi sul web, un pochino più carente sulla coerenza delle battaglie ideali. Ma in fondo anche questa, per i cinquestelle, è una forma di coerenza, inscritta da sempre in quello che è il loro vero simbolo e la loro unica bandiera: Srl.

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