Non dimentichiamo l’Europa

Lettera di risposta al nostro appello

 

Rispondo con entusiasmo all’appello dei giovani deputati del Pd, ahimé a distanza siccome sono trapiantato a Bruxelles da diversi anni e non potrò essere a Tarquinia. Più che della mia esperienza personale, mi preme qui sottolineare il ruolo fondamentale che l’Italia ha giocato negli ultimi anni (e può ancora giocare in futuro) nelle battaglie contro l’austerità in Europa. Questo sguardo all’indietro è necessario in vista delle elezioni del 2018. Il mio appello, che si rivolge ai giovani in generale più che ai giovani deputati, invita a non buttare al vento le cose buone fatte nella presente legislatura, ma anzi a rilanciare l’azione di stimolo alla domanda e all’occupazione con un’ulteriore cambio di ritmo, che può essere promosso solo da un governo a forte guida Pd.

Guardiamo al ruolo, forse limitato ma essenziale e praticamente in solitudine, che l’Italia ha svolto negli ultimi anni contro la linea dell’austerità dettata da alcuni paesi europei. È stato spiegato molto bene al Lingotto lo scorso marzo. L’azione del governo in Europa è stata possibile perché, quando negli ultimi tre anni il primo ministro parlava con la Merkel sulla flessibilità dei conti e sull’austerità, aveva in tasca più di 11 milioni di voti che il Pd aveva ottenuto alle Europee 2014. Questa è la chiave. Il consenso è la base di ogni rivendicazione importante per la nostra generazione.

Un ampio consenso può permette non solo di bilanciare la visione economica portata avanti dai conservatori europei negli ultimi anni, ma di cambiarla. Parliamone il 16 e il 17 settembre. La questione europea è un punto fondamentale. Se guardiamo al futuro della nostra generazione partiamo da Bruxelles, perché, diciamolo una volta per tutte, forte e chiaro: l’Europa non è una entità lontana e staccata dalla quotidianità delle persone, l’Europa è politica interna ed il vero cambiamento passa per forza da Bruxelles. Le normative europee sono all’origine dell’60% della legislazione nazionale. La sfida europea è importantissima, non solo dal punto di vista economico per battere l’austerità ed investire sulla nostra e sulle generazioni future, ma anche per assicurare un’iniezione di politica nelle scelte tecnocratiche che sono state fatte in passato.

Alcune proposte sono già sul tavolo, come l’elezione diretta del Presidente della Commissione europea, le primarie transnazionali per scegliere il candidato alla Commissione del Partito Socialista Europeo, liste transnazionali per le prossime elezioni europee. Insomma, l’Europa come luogo di battaglia politica. Parliamone!

Ilja

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