referendum

Un’occasione per dire No all’antipolitica

Ci sono molte argomentazioni per sostenere il Sì al referendum costituzionale, nessuna delle quali sincera. Non è vero che si risparmino tutti i soldi che dicono i sostenitori del Sì. Non è vero che il parlamento ne uscirebbe più efficiente (questo, per essere onesti, non hanno il coraggio di affermarlo nemmeno tutti i sostenitori del Sì, che infatti in gran parte promettono svariati aggiustamenti successivi). Non è vero che abbiamo il più alto numero di parlamentari d’Europa, dell’Occidente o del mondo, come dicono i sostenitori del Sì e purtroppo, da molti anni, gran parte della stampa italiana.

Ecco una buona ragione per votare No: mettere un freno a questo modo di avvelenare il dibattito e condurre la lotta politica attraverso balle, manipolazioni e demonizzazioni. E dire finalmente No a una deriva populista che in Italia è cominciata ben prima della fondazione del Movimento 5 stelle e che ha diffuso per troppi anni l’idea che le istituzioni democratiche, il parlamento, la politica stessa siano un costo, uno spreco, una spesa inutile. E questo, di tutti gli errori che una comunità nazionale può compiere, è certamente uno dei più pericolosi e dei più difficilmente reversibili. Perché la democrazia rappresentativa, fondata sulla centralità del parlamento, non consente certo di evitare tutti gli errori che le vengono addebitati – lentezza, corruzione, inefficienza – ma è l’unico sistema che consenta di correggerli.

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