• referendum

    Un’occasione per dire No all’antipolitica

    Ci sono molte argomentazioni per sostenere il Sì al referendum costituzionale, nessuna delle quali sincera. Non è vero che si risparmino tutti i soldi che dicono i sostenitori del Sì. Non è vero che il parlamento ne uscirebbe più efficiente (questo, per essere onesti, non hanno il coraggio di affermarlo nemmeno tutti i sostenitori del Sì, che infatti in gran parte promettono svariati aggiustamenti successivi). Non è vero che abbiamo il più alto numero di parlamentari d’Europa, dell’Occidente o del mondo, come dicono i sostenitori del Sì e purtroppo, da molti anni, gran parte della stampa italiana. Ecco una buona ragione per votare No: mettere un freno a questo modo di avvelenare il dibattito […]

  • Cambiando discorso

    Scuola di formazione CAMBIANDO DISCORSO Quattro dialoghi per non farsi trovare impreparati dagli eventi Dal 12 giugno al 3 luglio, ogni venerdì alle 18.00 in diretta sulla piattaforma Zoom ℹ️ Per ottenere la chiave d’accesso e partecipare scrivi a seminari@leftwing.it  VENERDÌ 12 GIUGNO Ore 18.00 ▶ La stagnazione secolare. Perché l’occidente ha smesso di crescere e cosa fare per invertire la rotta GUARDA IL VIDEO 🎥 Con: Ronny Mazzocchi (Economista), Fabio Menghini (Docente universitario) VENERDÌ 19 GIUGNO Ore 18.00 ▶ CRISPR: se la rivoluzione la fanno i biologi. Perché l’editing genomico è entrato nelle nostre vite e come le cambierà GUARDA IL VIDEO 🎥 Con: Anna Meldolesi (Biologa e giornalista scientifica), Massimo Adinolfi (Filosofo) VENERDÌ 26 GIUGNO Ore […]

  • Cambiare per ripartire davvero

    Nessun operatore culturale dovrà essere lasciato solo durante questa drammatica crisi. Sono le parole importanti con le quali il ministro Franceschini ha annunciato un pacchetto di misure di sostegno per il settore. E ha fatto non bene, ma benissimo perché la crisi è davvero grave e profonda soprattutto per un mondo che non sa ancora quando davvero potrà tornare alla normalità. E quindi quelle misure di protezione servono e servono subito. Però, se vogliamo essere sinceri e dirci tutta la verità, le difficoltà che in questi giorni diventano drammatiche c’erano tutte anche prima dell’arrivo del virus. Che, in questo come in altri settori, sta fungendo da amplificatore di problemi e malfunzionamenti preesistenti e stratificati da […]

  • Riaperture alla belga

    Mentre in Italia da giorni impazza la polemica sul ruolo delle task force governative e sulla mancanza di un piano per la riapertura del Paese, in Belgio è finalmente arrivato il momento della chiarezza. Ieri sera, dopo giorni in cui i giornali pubblicavano stralci di documenti trafugati dai palazzi del potere, si è svolta infatti l’attesissima conferenza stampa del governo e dei governi regionali sul calendario di uscita dal lockdown. Presenti il primo ministro, i presidenti delle tre regioni – Fiandre, Vallonia e Bruxelles-Capitale – e ministri con portafogli vari e competenze eventuali. Con una certa solennità ai cittadini belgi è stato spiegato – un po’ in francese e un po’ in fiammingo – […]

  • Il trionfo della tecno-scienza

    Il rapporto tra scienza e politica è una significativa chiave di lettura della crisi scaturita dalla pandemia di Covid-19 che consente di riflettere, quanto meno, su due questioni di rilievo. Una prima questione si può formulare in termini molto netti: chiudere tutto è stata una decisione molto più semplice (sebbene non priva di difficoltà) di quanto sembra essere la scelta sui tempi e sulle modalità della riapertura. Il sapere scientifico ai più alti livelli, infatti, di fronte all’esplosione della pandemia, e consapevole del carattere provvisorio di qualsiasi valutazione basata sui dati contingenti, si è fatto ispirare dal principio di precauzione, mostrandosi, dunque, pressoché monolitico agli occhi del decisore politico. Di fronte a un’indicazione così […]

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Cosa dicevamo il
12 Ottobre 2007
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Veltroni e la sindrome Verdone

Ci piace definirla: la sindrome Verdone. Ne è afflitto Walter Veltroni. Consiste più o meno in questo, e scuserete la digressione cinematografica. Carlo Verdone è un bravo attore e un discreto regista. Ha costruito il suo successo negli anni Ottanta con una serie di deliziose e brillanti commedie nelle quali lui, caratterizzazioni a parte, ha rivestito di fatto sempre il medesimo ruolo: un pacioccone ingenuotto mezzo romantico mezzo bamboccione, si direbbe oggi, che può travestirsi da playboy (“Borotalco”), da prete impostore (“Acqua e sapone”), da teppista motociclista (“Troppo forte”), ma alla fine dei giochi è sempre lo stesso personaggio, tenero come un agnello e buono come un pezzo di pane. Proprio in “Troppo forte” […]