• Grande Fratello.

    Doppio confessionale per vicepremier in crisi

    Scemo, bugiardo. Io con lui non parlo più. Siamo stati ottimisti, chi pensava che questa maggioranza avrebbe fatto del governo del paese un’assemblea d’istituto permanente si sbagliava: siamo diventati il cortile di una scuola elementare. La prima vera crisi politica del governo grillo-leghista è una regressione infantile, con i due vicepresidenti del Consiglio che si accusano vicendevolmente di essere bugiardi, fessi, incapaci. Il corto-circuito è nato sulla pace fiscale, quel punto vitale del programma della Lega che, finché è stato chiamato «pace fiscale» era difeso da tutti. Ma non appena lo hanno chiamato con il suo nome – condono – i topi hanno iniziato a fuggire dalla nave, negando di averlo mai conosciuto. L’annuncio di Di Maio […]

  • Game Over.

    Il gioco di Baricco è un futuro al presente

    Non vi sarà sfuggito che qualche giorno fa è uscito il nuovo libro di Alessandro Baricco: che facciate parte del vasto gruppo di eternamente infastiditi dalla sua sola e semplice esistenza in vita o siate perdutamente innamorati della più bella coppia di avambracci della letteratura italiana (per quel che conta: io faccio parte della seconda categoria, arrivando alla perversione di non perdermi nemmeno una delle sue lectures e di apprezzare tutta la sua produzione, in particolare quella saggistica) difficilmente non vi siete imbattuti in una qualche forma di promozione di The Game – un banner, una manchette, un’intervista a Vanity Fair, un passaggio radiofonico da Massimo Giannini. Non che ci sia da stupirsene, Baricco […]

  • Sonnambuli.

    I sonnambuli

    Bisogna ammettere che la copertina dell’ultimo numero dell’Atlantic fa una certa impressione, con quel gigantesco titolo: «La democrazia sta morendo?», e una sfilza di articoli a descrivere i diversi stadi della sua lenta agonia, in America e in Europa. Curiosamente, tra tante analisi e approfondimenti sulle ragioni del possibile tramonto dell’Occidente liberaldemocratico, l’autorevole rivista non dedica una riga alle responsabilità di Renzi e del Pd. Una mancanza tanto più singolare se si pensa che in Italia, osservatorio privilegiato di questo fenomeno globale, non c’è autorevole scienziato della politica, costituzionalista, scrittore o regista che ancora oggi non metta al primissimo posto, tra le cause scatenanti, proprio il Partito democratico: la sua insipienza al governo prima […]

  • Giustizia.

    Su Riace non basta il principio di legalità

    L’arresto del sindaco di Riace, Domenico Lucano, ci pone di fronte a un caso di violazione di legge consapevole e disinteressata, sul piano personale. Lo scopo, non sempre esplicito sebbene chiaramente desumibile da comportamenti concludenti, appare quello di testimoniare la necessità e la possibilità di realizzare coerentemente i principi costituzionali dell’ordinamento, a partire da quelli a tutela dei diritti umani. Si tratta di un atto di coscienza di rilevanza pubblica che, come ha scritto John Rawls quando si è cimentato con la definizione di disobbedienza civile, si rivolge al “senso di giustizia della maggioranza della comunità”. Un atto politico, perché sebbene possa essere ispirato da convinzioni morali o religiose non fa appello a tali […]

  • Sedie vuote.

    La casa vuota della sinistra

    Cara Left Wing, sarà che quando si ha la sensazione di vivere tempi grami si cede più facilmente alla tentazione di saperne di più delle disgrazie altrui, sta di fatto che sono diventato un fan del genere letterario “instant book dalla Casa Bianca” – Michael Wolff prima e Bob Woodward poi – in attesa di qualcuno che attenda almeno il termine del primo (ma temo non ultimo) mandato di Trump per scrivere qualcosa che esca dal perimetro “rivista da sala di aspetto del dentista/libro di Travaglio scritto un po’ meglio di quanto farebbe Travaglio stesso”, magari inserendolo in un contesto storico più approfondito. Non voglio però darti l’idea che queste letture siano state tempo […]

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Cosa dicevamo il
10 luglio 2006
cosa dicevamo

Il trionfo del neo-difensivismo italiano

Italia mondiale per la quarta volta. Difficile discettare e fare accademia, quando ci si sente nel mainstream della storia (e il Mondiale ha questo potere, ancora oggi). Torniamo col pensiero a Gianni Brera che ventiquattro anni fa, all’indomani del terzo successo, così si rivolse alla squadra: “Hai strabiliato solo coloro che non te ne ritenevano degna, non certo coloro che sanno strologare a tempo e luogo sul mistero agonistico del calcio”. Oggi le sue parole conservano tutto il loro significato. Allora egli inneggiò a “san catenaccio”, elogiando l’arte del difendersi con il coltello tra i denti. Finita l’era della marcatura a uomo, il termine è decaduto. Persino i nostri calciatori e il nostro tecnico […]