Il trionfo del neo-difensivismo italiano

cosa dicevamo

Italia mondiale per la quarta volta. Difficile discettare e fare accademia, quando ci si sente nel mainstream della storia (e il Mondiale ha questo potere, ancora oggi). Torniamo col pensiero a Gianni Brera che ventiquattro anni fa, all’indomani del terzo successo, così si rivolse alla squadra: “Hai strabiliato solo coloro che non te ne ritenevano degna, non certo coloro che sanno strologare a tempo e luogo sul mistero agonistico del calcio”. Oggi le sue parole conservano tutto il loro significato. Allora egli inneggiò a “san catenaccio”, elogiando l’arte del difendersi con il coltello tra i denti. Finita l’era della marcatura a uomo, il termine è decaduto. Persino i nostri calciatori e il nostro tecnico […]

World Cup e passato che non passa

La coppa del mondo è un teatro dei paradossi. A chi piace veramente? Gli adepti dello spettacolo, quelli che, per ingenuità o marketing, impiegano come metro di giudizio il numero dei goal per giudicare la qualità calcistica, non saranno certo soddisfatti di come vanno le cose. Ma anche i competenti, quelli che hanno sempre cordialmente odiato il calcio-champagne, storcono giustamente il naso…

Mito e realtà del football globale

L’importante è mettersi d’accordo sulle aspettative. Chi rumina pallone sa che la coppa del mondo non è la rassegna delle squadre più forti del mondo. Al massimo, oggi, è la vetrina delle individualità tecniche e di pochi lampi collettivi. Non era così una volta, ma questo è il segno dei tempi, futile abbandonarsi ai rimpianti. Per chi non se ne fosse accorto, tutto è accaduto nella rivoluzione passiva degli anni ’80-’90…