Foto di Eva Rinaldi

Vogliamo il terzo Legally Blonde

Cara Reese Whiterspoon, per niente al mondo mi perderei il terzo Legally Blonde. Alla fine del secondo film l’avvocato Elle Woods, paladina dei diritti dei chihuahua, guidava verso l’avvenire la sua cabriolet rosa confetto – addobbata a nozze, non bastasse – e guardava con una qual concupiscenza la Casa Bianca nei paraggi. Era il 2003, e tutto doveva ancora succedere. Per appassionare le ragazzine al femminismo bisognava vestire la protagonista da Barbie Campidoglio, e insistere sui fondamentali: non importa cosa sembri, conta dove vuoi arrivare. All’epoca, dici, soffrivi della «sindrome di Puffetta»… continua a leggere

(Gioia)

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