Tutte le bufale sul presidente

Giovanni Leone.

Antelope Cobbler è un nome in codice. Sembra uscito da una storia di spionaggio degli anni ’70, e infatti è così. Quando nel 1976 esplode in Italia il caso Lockheed, scoprendo un giro di corruzione del colosso militare americano che coinvolgeva politici, funzionari militari e affaristi, Antelope Cobbler era il nome con cui era indicato il principale referente italiano dell’operazione. La Lockheed consegnò alla commissione d’inchiesta il cifrario per la decrittazione dei messaggi in codice e si scoprì che Antelope Cobbler significava “Primo ministro – Italia”. Secondo la ricostruzione, gli aerei Hercules dell’azienda americana erano stati venduti tra il 1968 e il 1970, e presidenti del consiglio italiani in quel periodo erano stati tre democristiani: Aldo Moro, Giovanni […]

Il diritto della paura

Paura.

La sicurezza in Italia non sta affatto peggiorando. Anzi, è migliorata. I dati sulla criminalità pubblicati dal Corriere della Sera e commentati da Milena Gabanelli, che indicano una diminuzione dei principali reati in Italia, si inseriscono in una tendenza di costante attenuazione iniziata almeno dal 2014 ma che per alcuni di questi reati, come l’omicidio, può essere fatta risalire all’inizio degli anni Novanta. Dopo una campagna elettorale dominata dalla questione sicurezza, in cui ha vinto l’American Gothic di trasmissioni come Dalla vostra parte, con coppie di anziani con il forcone e titoli sulla paura e le città fuori controllo, si potrebbe essere tentati di chiedersi se questi dati avrebbero potuto cambiare qualcosa. Il problema, […]

Kelsen e Schmitt

Biblioteca

Un elogio della sovranità Biagio de Giovanni lo ha già scritto, qualche anno fa, per difendere un concetto centrale nella vicenda moderna. Con questo suo ultimo, densissimo lavoro – Kelsen e Schmitt. Oltre il Novecento (Editoriale Scientifica, pp. 307) – il filosofo napoletano torna a misurarsi con questo nodo decisivo della storia europea ed occidentale, muovendo dai due pensatori del Novecento che a quel nodo sono più legati, l’uno per scioglierlo, l’altro per stringerlo: Hans Kelsen e Carl Schmitt, massimi protagonisti del pensiero giuridico-politico del secolo scorso. Austriaco uno, tedesco l’altro; di origine ebraica il primo, costretto a emigrare all’estero con l’avvento del nazismo. Al quale aveva aderito invece il secondo, divenendo anzi presidente […]

Vademecum per l’opposizione

Montecitorio.

È un periodo difficile per gli elettori della sinistra, e specialmente per quelli che, come me, hanno cominciato a interessarsi di politica all’inizio degli anni Novanta. C’è poco da fare: avere avuto quindici anni allora, in un partito che era stato per quarant’anni all’opposizione e solo in quel momento cominciava a intravedere una via d’uscita, comporta un imprinting. Significa avere ascoltato e ripetuto fino allo sfinimento, sin dal primo giorno della propria militanza, un lungo catechismo che cominciava sempre con l’imperativo di non chiudersi in una ridotta minoritaria, proseguiva con l’ammonimento a non cedere a un infantilismo estremista (una delle poche citazioni di Lenin che avrebbero avuto ancora corso per qualche tempo) e si […]

La debolezza di Trump

Trump.

C’è un legame tra il brusco allontanamento del segretario di Stato, Rex Tillerson, e l’esito dell’elezione suppletiva per un seggio della Camera tenutasi in Pennsylvania e conclusasi con la sorprendente vittoria del candidato democratico, Conor Lamb. Ed è rappresentato dal fatto che entrambi evidenziano la palpabile debolezza di Trump e del partito repubblicano. Una debolezza tanto acuta quanto rilevante in prospettiva del voto del novembre prossimo, con il quale si rinnoverà l’intera camera dei deputati e poco più di un terzo del Senato. Trump procede all’ennesima sostituzione di un importante membro del gabinetto, in un tourbillon di scandali, licenziamenti e dimissioni che non ha precedenti nella storia recente… continua a leggere (Il Giornale di Brescia)

Se la sinistra si immola alla causa dei vincitori

4456529122_c324d10537_z

Numeri alla mano, un governo Di Maio, appoggiato dal partito democratico, è possibile. Al Senato lo è per soli tre voti. Se però si sommassero anche i quattro voti di Liberi e Uguali, il margine sarebbe un po’ più ampio. Ci sarebbero poi i voti dei senatori a vita e quelli delle circoscrizioni all’estero, ancora da assegnare. Numericamente, dunque, si può fare. Ed è per questo che è cominciato il lavoro per rendere una soluzione, solo teoricamente possibile, anche politicamente praticabile. Non è un lavoro semplice: prima ancora di arrivare alle questioni programmatiche, bisogna che vengano accantonate tutte le polemiche di questi anni sui ribaltoni e sugli inciuci, e sui governi che devono nascere […]

Le elezioni non sono un concorso di bellezza

6795322844_b73d206eef_z

Semplice e pratico tutorial su come si vota – non il 4 marzo: sempre – a uso degli elettori più confusi ed emotivi, ma soprattutto, lo confesso subito, di quella parte dell’elettorato con cui più spesso mi capita di interagire, a cena, al bar o sui social network. Punto uno: le elezioni politiche, in un Paese democratico, non sono un concorso di bellezza, non sono Miss Italia, e non sono nemmeno Sanremo. La domanda non è quale delle forze politiche in gara corrisponda meglio alla vostra idea di forza politica ideale, o quale dei loro programmi vi venga voglia di cantare sotto la doccia. Non si tratta dei vostri gusti, delle vostre passioni o dei […]

Diego Fusaro al Liceo Tasso: una lezione paradossale

14337668834_4920e288c2_z

La cosa migliore è che una scuola, che voglia avvicinare i ragazzi al dibattito pubblico, promuovere il confronto delle idee, favorire la crescita culturale, inviti tutti e faccia sentire tutte le voci. Persino le più torbide. Bene sarebbe però che facesse le proprie scelte con un occhio anche a quello che succede nel mondo dei libri e delle riviste scientifiche, e non solo sugli schermi televisivi. Ad ogni modo: il Liceo Tasso di Salerno ha fatto sicuramente benissimo a invitare nientepopodimeno che Diego Fusaro a parlare di Marx: chi meglio di lui? Non è lui che quasi dieci anni fa ha fatto squillare il “Bentornato, Marx!” con un libro che ha venduto migliaia di […]

Il cinema contro Woody Allen

5107632307_0fbd97d574_z

È l’inizio del 2018. Da Amazon arrivano voci che A Rainy Day in New York, ilnuovo film di Woody Allen, non verrà distribuito, anzi: sono disposti a pagare una cospicua penale pur di liberarsi del contratto per altri tre film. Dopo 25 anni, l’industria sembra infine determinata a sacrificare Woody Allen in nome di un principio più alla moda della presunzione d’innocenza. È avvilente, ma non inaspettato. È la fine del 1992… continua a leggere (Gioia)

Gli inciuci di una volta

Manovre.

La prima volta in cui mi sono sentito dire che il partito non poteva chiederci di votare un democristiano simile, che così si svendeva la storia della sinistra e si consegnava l’Italia a Berlusconi, era il 1994 e il democristiano in questione non si chiamava Pier Ferdinando Casini, bensì Bartolo Ciccardini. Rispettabile uomo politico, più volte sottosegretario negli anni ottanta, che fino a quel momento non avevo mai sentito nominare. A dirmi così – forse anche perché, essendo io allora minorenne, non aveva bisogno di convincermi a votarlo lo stesso – era il segretario della sezione in cui mi ero appena iscritto. Il partito non si chiamava ancora Pd, ma quasi: Pds (certi acronimi […]