Harvey Weinstein, l’orco è nudo

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In principio fu un articolo sul New York Times. Circostanziava l’inclinazione di Harvey Weinstein, il più influente produttore di Hollywood – fondatore di Miramax, e poi della Weinstein Co. – a molestare le attrici e poi pagarle, per farle stare zitte. Peraltro poco: quando contro hai un omone con diritto di vita o di morte sulla tua reputazione, il denaro è pegno del suo potere, più che la garanzia del tuo silenzio. Weinstein di quel potere ha assunto la forma: «Un uomo straordinariamente affascinante e tuttavia un pozzo torbido di insicurezze, in cui l’amore e l’odio per se stesso combattono come due demoni identici per forza, acume e determinazione», dice Peter Biskind in un libro che si intitola Down and […]

The summer of Trump

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Con il disastro provocato in Texas dall’uragano Harvey si chiude un’estate assai difficile per Donald Trump. Che si trova a fronteggiare molteplici dossier di politica estera, a partire ovviamente da quello nordcoreano. E che è in chiara difficoltà anche sul piano interno, come evidenziato da alcuni eclatanti fallimenti (su tutti il tentativo di affondare la riforma sanitaria di Obama), dall’impressionante turnover dentro l’amministrazione e da tassi d’impopolarità che non hanno precedenti nella storia recente del paese. Secondo l’ultima rilevazione Gallup, solo il 35% degli americani approva oggi l’operato di Trump, quasi trenta punti percentuali in meno rispetto alla media dei presidenti statunitensi del dopoguerra durante il loro primo anno in carica… continua a leggere […]

Il parricidio degli orfani

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Per i comunisti italiani il parricidio è stato a lungo poco più che una lontana astrazione. Un concetto filosofico, come il parricidio compiuto da Marx nei confronti del suo maestro Hegel, o storico-ideologico, come quello compiuto da Lenin con il «rinnegato Kautsky» all’epoca della Seconda Internazionale. Il fatto è che ai tempi del Pci i grandi padri della sinistra invecchiavano e morivano sul palco, di morte naturale, circondati dall’affetto o quanto meno dal reverenziale timore dei loro compagni, senza che a nessuno venisse neanche in mente di contestarne il ruolo (almeno in pubblico). Ai tempi della Seconda Repubblica non fanno neanche in tempo a diventare padri, perché li fanno fuori prima… continua a leggere […]

La razionalità di Trump e Kim

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A dispetto delle apparenze, e della retorica binaria e grossolana dispiegata da entrambi, sono due soggetti razionali, fin troppo razionali, quelli che oggi si fronteggiano a Washington e Pyongyang. Ed è proprio la iper-razionalità di Donald Trump e Kim Jong-un a rendere l’attuale crisi così pericolosa. Tre sono gli obiettivi che entrambe le parti si propongono di raggiungere con le loro minacce e il loro lessico esplosivo. Nel caso di Kim, si tratta in primo luogo di affermare la credibilità del deterrente nucleare di cui la Corea del Nord oggi dispone. Un deterrente, questo, probabilmente più sofisticato e ampio di quanto non si credesse, ma la cui efficacia ultima dipende, appunto, dall’asserita prontezza a farne […]

Le sette vite del Cavaliere

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Silvio che adotta tre cuccioli abbandonati. Silvio che beve una spremuta d’arancia da MacDonald. Silvio che sotto Pasqua si schiera in difesa degli agnellini, ne tiene uno in braccio, lo accarezza con sguardo mansueto e lo battezza Fiocco di Neve. Silvio che va a sorpresa al compleanno del figlio Piersilvio – cena in famiglia e foto su «Chi». Silvio che apre le porte di Villa Certosa per il compleanno della fidanzata Francesca Pascale – torta Disney di cinque piani e foto su tutti i giornali. Diciamo la verità: questo 2017, tra un’elezione in Europa e una in Italia, ci ha restituito un Berlusconi in grandissimo spolvero. Capace di parlare a tutti: ai proprietari di […]

Lasciti obamiani

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Mancano i numeri, al partito repubblicano, per far passare al Senato quella controriforma che avrebbe stravolto e smantellato Obamacare, il modello di sanità adottato con Obama. Per anni, i repubblicani avevano promesso di demolire quello che nella loro retorica era presentato come uno degli emblemi dell’obamismo: di un governo invasivo che estendeva senza remore il ruolo della mano pubblica e del potere federale. Alla prova dei fatti, però, questa promessa si è rivelata vuota e irrealistica. Due sono i percorsi che ora si prospettano. Il primo è fare poco o nulla, alimentando quell’incertezza che ha indotto molti gruppi assicurativi a uscire dai mercati locali, rendendo più difficile l’obiettivo primario di Obamacare di creare un […]

Spingendo la notte più in là

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Con l’argomento che la corruzione è un male endemico del nostro Paese, come le mafie, il Senato si appresta oggi a votare modifiche al codice antimafia che estendono gli strumenti a disposizione nella lotta contro la criminalità organizzata al contrasto dei reati di corruzione. In particolare, il Senato della Repubblica sta dando il suo voto a un provvedimento che estende agli indiziati di reati contro la pubblica amministrazione misure di prevenzione personali e patrimoniali. Si tratta di misure che di fatto anticipano il giudizio di colpevolezza sulla base di un quadro meramente indiziario: misure palesemente emergenziali, com’è del resto emergenziale tutta la legislazione antimafia e la cultura che l’accompagna, di cui un giorno si […]

Un po’ di Xanax e passa tutto

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Era l’inizio degli Anni 90, i giornali americani la chiamavano bye-bye blues, addio tristezza: il Prozac era una capsula bianca e verde che esercitava un certo fascino su noi ragazzine che frequentavamo solo teppisti di buona famiglia, e l’eroina non era mai stata un rischio perché non avremmo saputo dove trovare uno spacciatore (e meno male: eravamo così ignare di tutto che come minimo ci avrebbero venduto qualcosa che ci ammazzava), e non avremmo mai preso in considerazione la cocaina (ritenuta volgarissima). Nel 1994 Elizabeth Wurtzel scrisse un memoir, Prozac nation, che celebrò la capsula bianca e verde come desiderio cool di quegli anni. Non solo fa dimagrire, leggevamo: cancella retroattivamente l’infanzia infelice; già allora credevamo a qualunque stronzata leggessimo […]

Il partito dei cavalieri bianchi

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Con il titolo: «Io servo lo Stato, non il governo», «Repubblica» ha pubblicato ieri, nelle pagine interne, un’intervista al Capo della Polizia Franco Gabrielli che avrebbe meritato la prima pagina. Gliela diamo noi oggi. Non potendo citarla per esteso, ci limitiamo a riproporne un brano su cui vale la pena soffermarsi, il seguente: «il livello di disonestà intellettuale utilizzato nella vicenda Consip per sostenere che in questo Paese esistono pochi cavalieri bianchi le cui mani vengono legate da vertici di Polizia corrivi con la Politica e le sue convenienze, servi di un progetto eversivo che avrebbe dovuto cambiare prima la Costituzione e poi mettere in un angolo la magistratura, è pari solo allo sconforto […]

Una sfida alla sindrome dei capponi

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Questa legge elettorale s’ha da fare. Nella prima direzione dopo l’elezione a segretario, Matteo Renzi non ha vestito i panni di Don Rodrigo, ma neppure quelli di Don Abbondio. Non ha fatto la faccia feroce, ma non ha neppure mostrato particolari timidezze. E ha subito messo in chiaro: basta logoramento interno: si vota, e ci si attiene alle decisioni assunte a maggioranza. Quanto al matrimonio con Forza Italia e i Cinquestelle è ora – almeno per quanto riguarda il Pd, che lo ha già promosso col voto – molto prossimo ad essere celebrato. C’è anche una data: il 7 luglio. O la nuova legge viene approvata entro quel termine, o non si potrà più […]