Se la libertà torna di sinistra

Catene.

Innalzamento delle pene, irrigidimento delle condizioni di detenzione, inasprimento delle norme che riguardano l’imputabilità, la determinazione e l’esecuzione della pena per i minorenni. Più intercettazioni, più carceri, meno riti alternativi. E poi ancora: agenti sotto copertura, provocatori, delatori. Dal cupo elenco contenuto nel contratto di governo al mesto riassunto che ne ha fornito in aula il suo grigio esecutore, non si può dire che la nuova maggioranza non abbia saputo esprimere una precisa idea di società: l’idea di una società sotto assedio, minacciata da nemici interni ed esterni, dove l’immigrazione è un «business» e il volontariato è «finta solidarietà», dove l’unica libertà di cui si parla è quella di difendere la propria proprietà a […]

«Non importa, tanto sta morendo»

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«Non importa, tanto sta comunque morendo». Così un funzionario della Casa Bianca ha liquidato l’annunciata opposizione del senatore John McCain alla nomina a direttore della Cia di Gina Hasper, il cui passato controverso – fu a capo di un centro di detenzione Cia in Tailandia dove si usavano strumenti “aggressivi” (waterboarding, privazione del sonno, ecc) d’interrogazione di sospetti terroristi – e l’indisponibilità a condannarli pienamente nella recente audizione al Senato hanno indotto McCain ad annunciare la sua opposizione. Entusiasta sostenitore delle guerre americane del XXI secolo, McCain – che, pilota in Vietnam, fu imprigionato e torturato per 6 anni – ha assunto posizioni molto severe nei confronti di quella “notte della ragione” che ha […]

Un regalo ai ricchi da 25 miliardi

Tanti auguri.

È giunto il momento di chiamare le cose con il loro nome: la flat tax è una misura tecnicamente eversiva del “contratto sociale” edificato nei decenni di democrazia repubblicana. Un contratto, del tutto analogo a quello in vigore in tutti i paesi avanzati europei, che ha come suoi due pilastri, inscindibilmente connessi tra loro, il welfare universalistico e la progressività delle imposte. I numeri non devono ingannare: i contribuenti sopra i 75.000 euro sono “appena” 917.000, cioè il 2,25% del totale, ma il loro contributo alla “cassa comune” dello Stato è sostanziale, e dalle aliquote più alte sui loro redditi proviene più di un quarto di tutte le entrate Irpef. In sostanza, lo smisurato beneficio […]

Tutte le bufale sul presidente

Giovanni Leone.

Antelope Cobbler è un nome in codice. Sembra uscito da una storia di spionaggio degli anni ’70, e infatti è così. Quando nel 1976 esplode in Italia il caso Lockheed, scoprendo un giro di corruzione del colosso militare americano che coinvolgeva politici, funzionari militari e affaristi, Antelope Cobbler era il nome con cui era indicato il principale referente italiano dell’operazione. La Lockheed consegnò alla commissione d’inchiesta il cifrario per la decrittazione dei messaggi in codice e si scoprì che Antelope Cobbler significava “Primo ministro – Italia”. Secondo la ricostruzione, gli aerei Hercules dell’azienda americana erano stati venduti tra il 1968 e il 1970, e presidenti del consiglio italiani in quel periodo erano stati tre democristiani: Aldo Moro, Giovanni […]

Il diritto della paura

Paura.

La sicurezza in Italia non sta affatto peggiorando. Anzi, è migliorata. I dati sulla criminalità pubblicati dal Corriere della Sera e commentati da Milena Gabanelli, che indicano una diminuzione dei principali reati in Italia, si inseriscono in una tendenza di costante attenuazione iniziata almeno dal 2014 ma che per alcuni di questi reati, come l’omicidio, può essere fatta risalire all’inizio degli anni Novanta. Dopo una campagna elettorale dominata dalla questione sicurezza, in cui ha vinto l’American Gothic di trasmissioni come Dalla vostra parte, con coppie di anziani con il forcone e titoli sulla paura e le città fuori controllo, si potrebbe essere tentati di chiedersi se questi dati avrebbero potuto cambiare qualcosa. Il problema, […]

Kelsen e Schmitt

Biblioteca

Un elogio della sovranità Biagio de Giovanni lo ha già scritto, qualche anno fa, per difendere un concetto centrale nella vicenda moderna. Con questo suo ultimo, densissimo lavoro – Kelsen e Schmitt. Oltre il Novecento (Editoriale Scientifica, pp. 307) – il filosofo napoletano torna a misurarsi con questo nodo decisivo della storia europea ed occidentale, muovendo dai due pensatori del Novecento che a quel nodo sono più legati, l’uno per scioglierlo, l’altro per stringerlo: Hans Kelsen e Carl Schmitt, massimi protagonisti del pensiero giuridico-politico del secolo scorso. Austriaco uno, tedesco l’altro; di origine ebraica il primo, costretto a emigrare all’estero con l’avvento del nazismo. Al quale aveva aderito invece il secondo, divenendo anzi presidente […]

Vademecum per l’opposizione

Montecitorio.

È un periodo difficile per gli elettori della sinistra, e specialmente per quelli che, come me, hanno cominciato a interessarsi di politica all’inizio degli anni Novanta. C’è poco da fare: avere avuto quindici anni allora, in un partito che era stato per quarant’anni all’opposizione e solo in quel momento cominciava a intravedere una via d’uscita, comporta un imprinting. Significa avere ascoltato e ripetuto fino allo sfinimento, sin dal primo giorno della propria militanza, un lungo catechismo che cominciava sempre con l’imperativo di non chiudersi in una ridotta minoritaria, proseguiva con l’ammonimento a non cedere a un infantilismo estremista (una delle poche citazioni di Lenin che avrebbero avuto ancora corso per qualche tempo) e si […]

La debolezza di Trump

Trump.

C’è un legame tra il brusco allontanamento del segretario di Stato, Rex Tillerson, e l’esito dell’elezione suppletiva per un seggio della Camera tenutasi in Pennsylvania e conclusasi con la sorprendente vittoria del candidato democratico, Conor Lamb. Ed è rappresentato dal fatto che entrambi evidenziano la palpabile debolezza di Trump e del partito repubblicano. Una debolezza tanto acuta quanto rilevante in prospettiva del voto del novembre prossimo, con il quale si rinnoverà l’intera camera dei deputati e poco più di un terzo del Senato. Trump procede all’ennesima sostituzione di un importante membro del gabinetto, in un tourbillon di scandali, licenziamenti e dimissioni che non ha precedenti nella storia recente… continua a leggere (Il Giornale di Brescia)

Se la sinistra si immola alla causa dei vincitori

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Numeri alla mano, un governo Di Maio, appoggiato dal partito democratico, è possibile. Al Senato lo è per soli tre voti. Se però si sommassero anche i quattro voti di Liberi e Uguali, il margine sarebbe un po’ più ampio. Ci sarebbero poi i voti dei senatori a vita e quelli delle circoscrizioni all’estero, ancora da assegnare. Numericamente, dunque, si può fare. Ed è per questo che è cominciato il lavoro per rendere una soluzione, solo teoricamente possibile, anche politicamente praticabile. Non è un lavoro semplice: prima ancora di arrivare alle questioni programmatiche, bisogna che vengano accantonate tutte le polemiche di questi anni sui ribaltoni e sugli inciuci, e sui governi che devono nascere […]

Le elezioni non sono un concorso di bellezza

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Semplice e pratico tutorial su come si vota – non il 4 marzo: sempre – a uso degli elettori più confusi ed emotivi, ma soprattutto, lo confesso subito, di quella parte dell’elettorato con cui più spesso mi capita di interagire, a cena, al bar o sui social network. Punto uno: le elezioni politiche, in un Paese democratico, non sono un concorso di bellezza, non sono Miss Italia, e non sono nemmeno Sanremo. La domanda non è quale delle forze politiche in gara corrisponda meglio alla vostra idea di forza politica ideale, o quale dei loro programmi vi venga voglia di cantare sotto la doccia. Non si tratta dei vostri gusti, delle vostre passioni o dei […]