Vademecum per l’opposizione

È un periodo difficile per gli elettori della sinistra, e specialmente per quelli che, come me, hanno cominciato a interessarsi di politica all’inizio degli anni Novanta. C’è poco da fare: avere avuto quindici anni allora, in un partito che era stato per quarant’anni all’opposizione e solo in quel momento cominciava a intravedere una via d’uscita, comporta un imprinting. Significa avere ascoltato e ripetuto fino allo sfinimento, sin dal primo giorno della propria militanza, un lungo catechismo che cominciava sempre con l’imperativo di non chiudersi in una ridotta minoritaria, proseguiva con l’ammonimento a non cedere a un infantilismo estremista (una delle poche citazioni di Lenin che avrebbero avuto ancora corso per qualche tempo) e si […]

La debolezza di Trump

C’è un legame tra il brusco allontanamento del segretario di Stato, Rex Tillerson, e l’esito dell’elezione suppletiva per un seggio della Camera tenutasi in Pennsylvania e conclusasi con la sorprendente vittoria del candidato democratico, Conor Lamb. Ed è rappresentato dal fatto che entrambi evidenziano la palpabile debolezza di Trump e del partito repubblicano. Una debolezza tanto acuta quanto rilevante in prospettiva del voto del novembre prossimo, con il quale si rinnoverà l’intera camera dei deputati e poco più di un terzo del Senato. Trump procede all’ennesima sostituzione di un importante membro del gabinetto, in un tourbillon di scandali, licenziamenti e dimissioni che non ha precedenti nella storia recente… continua a leggere (Il Giornale di Brescia)

Se la sinistra si immola alla causa dei vincitori

Numeri alla mano, un governo Di Maio, appoggiato dal partito democratico, è possibile. Al Senato lo è per soli tre voti. Se però si sommassero anche i quattro voti di Liberi e Uguali, il margine sarebbe un po’ più ampio. Ci sarebbero poi i voti dei senatori a vita e quelli delle circoscrizioni all’estero, ancora da assegnare. Numericamente, dunque, si può fare. Ed è per questo che è cominciato il lavoro per rendere una soluzione, solo teoricamente possibile, anche politicamente praticabile. Non è un lavoro semplice: prima ancora di arrivare alle questioni programmatiche, bisogna che vengano accantonate tutte le polemiche di questi anni sui ribaltoni e sugli inciuci, e sui governi che devono nascere […]

Le elezioni non sono un concorso di bellezza

Semplice e pratico tutorial su come si vota – non il 4 marzo: sempre – a uso degli elettori più confusi ed emotivi, ma soprattutto, lo confesso subito, di quella parte dell’elettorato con cui più spesso mi capita di interagire, a cena, al bar o sui social network. Punto uno: le elezioni politiche, in un Paese democratico, non sono un concorso di bellezza, non sono Miss Italia, e non sono nemmeno Sanremo. La domanda non è quale delle forze politiche in gara corrisponda meglio alla vostra idea di forza politica ideale, o quale dei loro programmi vi venga voglia di cantare sotto la doccia. Non si tratta dei vostri gusti, delle vostre passioni o dei […]

Diego Fusaro al Liceo Tasso: una lezione paradossale

La cosa migliore è che una scuola, che voglia avvicinare i ragazzi al dibattito pubblico, promuovere il confronto delle idee, favorire la crescita culturale, inviti tutti e faccia sentire tutte le voci. Persino le più torbide. Bene sarebbe però che facesse le proprie scelte con un occhio anche a quello che succede nel mondo dei libri e delle riviste scientifiche, e non solo sugli schermi televisivi. Ad ogni modo: il Liceo Tasso di Salerno ha fatto sicuramente benissimo a invitare nientepopodimeno che Diego Fusaro a parlare di Marx: chi meglio di lui? Non è lui che quasi dieci anni fa ha fatto squillare il “Bentornato, Marx!” con un libro che ha venduto migliaia di […]

Il cinema contro Woody Allen

È l’inizio del 2018. Da Amazon arrivano voci che A Rainy Day in New York, ilnuovo film di Woody Allen, non verrà distribuito, anzi: sono disposti a pagare una cospicua penale pur di liberarsi del contratto per altri tre film. Dopo 25 anni, l’industria sembra infine determinata a sacrificare Woody Allen in nome di un principio più alla moda della presunzione d’innocenza. È avvilente, ma non inaspettato. È la fine del 1992… continua a leggere (Gioia)

Gli inciuci di una volta

La prima volta in cui mi sono sentito dire che il partito non poteva chiederci di votare un democristiano simile, che così si svendeva la storia della sinistra e si consegnava l’Italia a Berlusconi, era il 1994 e il democristiano in questione non si chiamava Pier Ferdinando Casini, bensì Bartolo Ciccardini. Rispettabile uomo politico, più volte sottosegretario negli anni ottanta, che fino a quel momento non avevo mai sentito nominare. A dirmi così – forse anche perché, essendo io allora minorenne, non aveva bisogno di convincermi a votarlo lo stesso – era il segretario della sezione in cui mi ero appena iscritto. Il partito non si chiamava ancora Pd, ma quasi: Pds (certi acronimi […]

Gli intellettuali che sparano nel mucchio

Difficile scrivere un editoriale più sconsolato di quello che ha scritto ieri Ernesto Galli della Loggia. Prendendo spunto dalla formazione delle liste, così come i giornali in questi giorni le hanno raccontate, l’editorialista principe del Corriere della Sera si chiede retoricamente cosa mai abbiamo fatto per meritarci un simile spettacolo. L’interrogativo è retorico perché l’articolo fornisce la risposta: queste liste ce le meritiamo, il Paese se le merita, visto che non è affatto meglio dei suoi rappresentanti, salvo forse una sparuta minoranza, e visto anche che non c’è ragione alcuna perché la classe politica sia migliore della società che la elegge… continua a leggere (Il Mattino, 1 febbraio 2018)

Intellettuali folgorati dai populisti

Lo scollamento fra il sistema politico e il Paese sta tutto in un numero, che campeggiava ieri sulla prima pagina del Corriere della Sera, in cima all’editoriale di Galli della Loggia. Il 58% degli italiani non si riconosce nei partiti che hanno governato il Paese durante tutto il corso della seconda Repubblica, di destra o di sinistra che fossero. Ora, quel numero è falso. O perlomeno: è frutto di una somma, di per sé discutibile, fra il tasso di affluenza previsto (non si sa da chi) alle elezioni politiche del prossimo anno, e le dimensioni del voto per i Cinquestelle (la cui stima viene affidata ai sondaggi, abbondantemente arrotondati per eccesso). Ci sono, in vero, […]

Harvey Weinstein, l’orco è nudo

In principio fu un articolo sul New York Times. Circostanziava l’inclinazione di Harvey Weinstein, il più influente produttore di Hollywood – fondatore di Miramax, e poi della Weinstein Co. – a molestare le attrici e poi pagarle, per farle stare zitte. Peraltro poco: quando contro hai un omone con diritto di vita o di morte sulla tua reputazione, il denaro è pegno del suo potere, più che la garanzia del tuo silenzio. Weinstein di quel potere ha assunto la forma: «Un uomo straordinariamente affascinante e tuttavia un pozzo torbido di insicurezze, in cui l’amore e l’odio per se stesso combattono come due demoni identici per forza, acume e determinazione», dice Peter Biskind in un libro che si intitola Down and […]