Harvey Weinstein, l’orco è nudo

In principio fu un articolo sul New York Times. Circostanziava l’inclinazione di Harvey Weinstein, il più influente produttore di Hollywood – fondatore di Miramax, e poi della Weinstein Co. – a molestare le attrici e poi pagarle, per farle stare zitte. Peraltro poco: quando contro hai un omone con diritto di vita o di morte sulla tua reputazione, il denaro è pegno del suo potere, più che la garanzia del tuo silenzio. Weinstein di quel potere ha assunto la forma: «Un uomo straordinariamente affascinante e tuttavia un pozzo torbido di insicurezze, in cui l’amore e l’odio per se stesso combattono come due demoni identici per forza, acume e determinazione», dice Peter Biskind in un libro che si intitola Down and Dirty Pictures. Weinstein è anche un’altra cosa: un maschio ripugnante. Ma abita lo stesso universo di Woody Allen e di Roman Polanski, di Bill Cosby e di Donald Trump: era fin qui inaudito che la ripugnanza avesse conseguenze… continua a leggere

(Gioia)