Credit: Foto di Antonio Marín Segovia

I nuovi catastrofisti

La tensione con la Commissione europea, che parla addirittura di un «rischio commissariamento», e le durissime dichiarazioni del solitamente compassato ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, che parla di un attacco alla «sovranità economica italiana», sono solo l’ultimo passo di una danza cominciata il 5 dicembre, all’indomani del referendum costituzionale. All’indomani del referendum costituzionale, infatti, l’Italia si è svegliata di colpo più debole, più sola e più esposta a ogni genere di offensiva: dal tentativo di scalata francese a Mediaset (e non solo) alle minacciose reprimende del commissario europeo Pierre Moscovici persino sulle spese per i terremotati. Dare la colpa di tutto questo agli elettori che hanno votato No sarebbe ovviamente ridicolo, antidemocratico e autolesionista. La prima sovranità da difendere è quella che appartiene al popolo, che la esercita nelle forme democratiche previste dalla Costituzione e che pertanto, quando parla attraverso il voto, ha sempre ragione… continua a leggere

(l’Unità)

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