Caro Matteo, non fare il marito-modello

Caro Matteo, lascia che cominci da una sera d’una ventina d’anni fa. Un tizio con cui lavoravo parlava sempre di quant’era infelice il suo matrimonio, lasciando capire che presto sarebbe finito (stanno ancora insieme, ovviamente: le coppie che durano dicono sempre d’essere infelicissime, credo sia una forma di scaramanzia). Allora ero quasi giovane, e credevo che le vite degli altri fossero come sembravano. Una sera mi ritrovai a cena con la signora. Il marito non c’era. Lei mi spiegò con grande serenità che, se la sera finiva presto in ufficio, restava comunque lì a portarsi avanti col lavoro del giorno dopo, o coinvolgeva in un aperitivo qualche amica, pur di non tornare a casa presto e vedere marito e figli più del tempo necessario… continua a leggere

(Tempi)

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