Non appena il dato sull’affluenza al referendum di Mirafiori è stato comunicato, si è diffusa l’idea che una partecipazione così alta, attorno al 94 per cento, avrebbe ridotto il peso degli estremisti e consegnato una vittoria schiacciante al fronte moderato. Il risultato finale è stato una vittoria del Sì con il 54 per cento, molto inferiore alle attese. Dunque, delle due l’una: o era sbagliata l’idea che l’alta affluenza avrebbe avvantaggiato i moderati, e noi pensiamo di no, oppure c’era qualcosa che non andava…
Iscritto19 Settembre 2012
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A volte qualcuno ci domanda: ma perché vi occupate tanto del Partito democratico? Consapevoli di quanto la risposta possa apparire persino provocatoria, replichiamo che ce ne occupiamo tanto, anche criticamente, perché pensiamo sia l’unica cosa seria di cui occuparsi. Dalle sorti del Pd, infatti, non dipendono soltanto le sorti del centrosinistra e dell’opposizione. Come unico partito degno di questo nome ancora in circolazione, tra tanti partiti monopersonali e monouso, dal suo destino dipende…
“La Fiom dobbiamo trasferirla in Cina, almeno lì ha un senso perché ci sono tutti i lavoratori comunisti cinesi sfruttati”. Dichiarazione di…
Ci voleva il presidente della Repubblica, l’unico che dallo scontro attorno alla Fiat avrebbe avuto tutte le ragioni per chiamarsi fuori. “Credo che nessuno possa negare che esiste un problema di bassa produttività nel lavoro – ha dichiarato ieri Giorgio Napolitano – però non è una questione legata esclusivamente al rendimento lavorativo delle maestranze. La produttività dipende in larga misura anche dalla innovazione tecnologica, dalle scelte di organizzazione del lavoro…”. Parole chiare e inconfutabili…
Francesco Giavazzi, economista celebre in tutto il mondo per aver salutato il fallimento di Lehman Brothers come “una buona giornata per il capitalismo” e “una vittoria del mercato”, anche oggi torna a spiegare ai lettori del Corriere della sera che la riforma Gelmini è una buona riforma…
Tra i vari pettegolezzi wikileaked ce n‘è uno in cui il governatore della Banca d’Inghilterra esprime critiche sull’attuale primo ministro e sul cancelliere dello scacchiere. Dal giorno dopo, in Inghilterra…
Non è un caso che in questi vent’anni, dal crollo della Prima Repubblica a oggi, il “modello americano” sia divenuto il vangelo delle nostre classi dirigenti in ogni campo: politico, economico, istituzionale. Il caso irlandese, per esempio, è soltanto l’ultima conferma del parossismo ideologico che ha caratterizzato il nostro dibattito pubblico sul piano della politica economica: quanti autorevoli editorialisti e professori di liberismo ci hanno portato l’Irlanda a esempio, prima della crisi…
Sul Sole 24 Ore Luigi Zingales, uno di quei “liberisti di sinistra” che rappresentano forse la più curiosa peculiarità del nostro dibattito pubblico, si stupisce del fatto che Sarah Palin lo citi più volte nel suo nuovo libro come “l’economista che ha fatto di più per difendere il libero mercato durante la crisi”…
“Tremonti è il più bravo ministro dell’Economia che c’è oggi in Europa: ha saputo tenere le redini ben salde, ha scontentato tutti, anche i ministri”. Lo dice Roberto Maroni…
Gianfranco Fini ha chiesto le dimissioni di Silvio Berlusconi e l’apertura formale di una crisi di governo, minacciando in caso contrario il ritiro di ministri, viceministri e sottosegretari di Futuro e Libertà. Da vari esponenti dell’opposizione, tuttavia, sono venute reazioni critiche, espresse per lo più con tono di sufficienza, come a dire: beh, tutto qui? Non si capisce che altro avrebbe dovuto dire Fini, per farli contenti. Più che chiedere le dimissioni del presidente del Consiglio, che doveva fare…
Nel magro dibattito sul concorso notarile prima sospeso e poi annullato è spiccata una dichiarazione di Ignazio La Russa: “Ho scoperto che mio figlio è andato a fare il concorso di notaio senza neanche dirmelo. Mi sono anche arrabbiato con lui”. E si capisce: chi avrebbe mai pensato che il ragazzo fosse così sfacciato da studiare per tanti anni di nascosto dai genitori? Detto questo, salvo augurarsi per la sicurezza di tutti che il nostro vigile ministro della Difesa dedichi alle forze armate un’attenzione maggiore di quella che mostra in famiglia, nessun problema. A stupire è il seguito…
La crisi del Pd è ormai un gioco di società, che presto o tardi qualcuno penserà a commercializzare: hai vinto le primarie con milioni di voti, esci dal congresso e vai alla casella della campagna elettorale. Imprevisto: il direttore di Repubblica scrive che al Pd serve un Papa straniero, stai fermo un giro. Imprevisto: il sindaco di Firenze dice che vai rottamato, pesca un’altra carta. Imprevisto: l’ex segretario del Pd dichiara che hai perso la bussola e fonda un nuovo movimento, torna alla casella di partenza…

