Vita da mediano di George Gregan

La carriera di George Gregan, trentadue anni, mediano di mischia australiano, ha certamente avuto momenti migliori. La sua Australia infatti ha disputato un Tri Nations deludente la scorsa estate e sabato, nel primo test match della stagione autunnale, che vede le grandi nazionali dell’emisfero australe in tournée qui al nord, è stata piegata dalla Francia per 26-16. Tutto ciò mentre gli arcirivali neozelandesi passeggiavano sul Galles a Cardiff (41-5 il finale per gli ospiti). Tuttavia, scendendo in campo a Marsiglia, Gregan ha stabilito un record: si trattava della sua centosedicesima partita con la nazionale, il che fa di lui il giocatore con più presenze nella storia del rugby internazionale. L’inglese Jason Leonard, ora ritirato, […]

Moralisti

Nel giorno della manifestazione pro-Israele, organizzata dal Foglio dopo le inquietanti affermazioni del presidente iraniano, il Sole24ore titolava così: “Rischio commesse per l’Italia”. Titolo che faceva uno strano effetto, dopo le lunghe lezioni sull’etica del capitalismo impartite durante la scalata Rcs (come il quotidiano di Giuliano Ferrara non ha mancato di notare). E anche noi, leggendolo, ci siamo chiesti se per caso non avessimo perso un passaggio fondamentale. E se alla fine Ricucci non avesse scalato Confindustria.

Il sogno di una Norimberga italiana

Le dichiarazioni di D’Alema su Mussolini contenute nel libro di Bruno Vespa hanno innescato una discussione non priva di assurdità. A sollevare scandalo è stato il passaggio in cui il presidente ds ha definito “inaccettabile” l’uccisione del dittatore. In verità, letto per intero il passo in questione non sembra oltrepassare i confini di un’osservazione di buon senso: “La sua uccisione fa parte di quegli episodi che possono accadere nella ferocia della guerra civile, ma che non possiamo considerare accettabili. Quello scontro feroce conobbe atti di barbarie da una parte e dall’altra, e quindi anche l’esecuzione della Petacci va collocata in quel clima. Oggi, a due persone che ne parlano in poltrona, appare incomprensibile”. L’ultima […]

La nuova musica ribelle

Il disco che sta suonando a Bologna è una musica già sentita. Dopo le bombe a Cofferati, le vestali della disobbedienza hanno tirato fuori la solita domanda dell’uomo qualunque antagonista: cui prodest? “E’ un attentato sospetto – hanno detto – contro di noi”. Insomma, fanno capire con il loro atteggiamento cospiratorio, mafioso e cialtrone, che le bombe – chissà – le potrebbe aver messe lo stesso sindaco. O la “pula”. O la Cia che “ci spia e non vuole più andare via”. Ma via! Se ci sono delle prove che si mettano in piazza o si taccia per carità di patria. E c’è anche un altro rewind: il polveroso mondo dell’intellighenzia in giacca di […]

Gli ultimi fuochi di Parigi

Le grandi metropoli occidentali da decenni procedono alla progressiva espulsione di masse crescenti di persone, confinandole ai margini, per risvegliarsi oggi dinanzi ai roghi di Parigi e scoprirsene assediate. Queste nuove masse di diseredati, disorganizzate e deideologizzate – preda di un furore spontaneo infiammabile a ogni genere di predicazione perché sostanzialmente impolitico – agiscono secondo il più elementare principio di reazione identitaria. Al primo grave incidente con la polizia e alle irresponsabili dichiarazioni di guerra del ministro degli Interni francese, Nicolas Sarkozy, sono scese in strada e hanno cominciato ad appiccare il fuoco. Non contengono avanguardie consapevoli né cellule organizzate, non si riconoscono in alcun profeta e non avanzano rivendicazioni, non sono un movimento […]

Resuscitare Taylor

In principio fu Bobby Ewing. La storia è nota: lui uscì dalla doccia e fu tutto come prima, dei due anni precedenti in cui il fratello buono di J.R. era stato morto nessuna traccia, spariti. Pamela, la moglie di Bobby, si era sognata tutto, e milioni di spettatori di Dallas con lei. Erano gli anni ottanta, il pubblico era ancora innocente e la madre di tutti i problemi di sceneggiatura – come resuscitare un morto – si poteva risolvere facendo finta di niente: avete sognato, buttate nel cestino le ultime due stagioni e riprendete i vecchi appunti, che si ricomincia. Oggi non funzionerebbe mai, siamo spettatori più consapevoli. Sappiamo che se non si trova […]

Il filosofo e il dibattito su Mussolini

Capita purtroppo al filosofo di non discutere quasi mai della cosa, ma delle condizioni alle quali si può discutere della cosa. E non sempre queste condizioni ci sono. In verità, di condizioni ragiona anche lo storico. Panorama ha anticipato il giudizio di Massimo D’Alema, raccolto da Bruno Vespa nel suo ultimo libro, sull’uccisione di Mussolini: inaccettabile, “un processo sarebbe stato più giusto, […] avrebbe consentito anche di ricostruire un pezzo della storia italiana”. Gli storici che hanno preso la parola non hanno mancato allora di ricordare condizioni e circostanze della fucilazione: la guerra, la repubblica di Salò, il tentativo di fuga, la concorde decisione di tutto il Cln… Il filosofo però non è soddisfatto. […]

Rinuncia del sentimento

Come ho detto sovente, la filosofia non richiede da parte mia alcun sacrificio, perché io non mi nego la possibilità di dire alcunché, ma semplicemente rinuncio a certe combinazioni di parole in quanto sono prive di significato. Ma in un altro senso la filosofia esige la rinuncia, ma una rinuncia del sentimento, non dell’intelletto. Forse è questo che rende la cosa così dura per molte persone. È altrettanto difficile astenersi dall’uso di un’espressione quanto lo è trattenere le lacrime o trattenere le risa. (Ludwig Wittgenstein, The Big Typescript) a cura di Massimo Adinolfi

La sposa cadavere

La sposa cadavere: istruzioni per l’uso. Apprestarsi alla visione sorridenti, se possibile innamorati, senz’altro a lume di candela e con i sensi ammorbiditi da una cena di zucche e vino rosso. Ripetere ogni anno, di preferenza la notte di Ognissanti. Come il fratello maggiore “Nightmare Before Christmas”, il nuovo film in (mirabolante) stop-motion di Tim Burton pretende un posto tra le tradizioni familiari in caso di feste comandate. L’assenza di qualsivoglia snodo di trama meno che lineare permette una fruizione sistematica e ripetuta; una colonna sonora più coinvolgente ne avrebbe forse consentito una visione corale, invece è spettacolo che merita un angolo intimo, un abbraccio a fine serata. È un film buio di scheletri […]

Il protocollo dei savi Elkann

Il traffico iraniano fa rimpiangere le scene più raccapriccianti della Salerno – Reggio Calabria. Nelle grandi autostrade di scorrimento a doppia carreggiata è possibile vedere di tutto: automobili che corrono contromano in corsia di emergenza…