La beffa del liberismo-populismo bancario

Del dibattito sul sistema bancario italiano sviluppatosi a seguito della crisi di quattro piccole banche locali ci sono due cose positive. La prima è che tutti si sono improvvisamente accorti che in questi ultimi anni l’Unione europea non è stata affatto ferma a contemplare il vuoto e ha prodotto una mole spaventosa di legislazione, fino a ieri pressoché sconosciuta ai più ma ora diventata argomento di discussione pure sui giornali di provincia. Mai avremmo pensato che acronimi come Mifid, BRRD e CRR sarebbero diventati pop. La seconda cosa positiva è che – altrettanto improvvisamente – si è scoperto che il principio “basta soldi alle banche” che negli ultimi anni tanti consensi ha portato al populismo italiano […]

Trumpismi

Il miliardario americano Donald Trump, candidato alle primarie del partito repubblicano, è di nuovo sulle prime pagine dei giornali. Dopo aver proposto la deportazione degli immigrati illegali presenti nel paese – circa 11 milioni, provenienti per lo più dal Messico e dall’America Latina – ora Trump chiede che si blocchi l’ingresso negli Usa di tutti i musulmani. Una misura indispensabile, sostiene Trump, dopo gli attacchi terroristici di Parigi e San Bernardino, in “attesa di comprendere meglio la natura del problema e la terribile minaccia che esso pone alla sicurezza del paese”. Quella di Trump è un’ennesima boutade. La sua proposta è impraticabile, incostituzionale e illegale… continua a leggere (Il Messaggero)

Salvini non è Le Pen ma la sua caricatura

Cosa vuol dire, per l’Italia, la vittoria alle elezioni regionale del Front National di Marine Le Pen? Una possibile risposta è: nulla. Non siamo in Francia, non ci sono stati da noi attentati come quelli di Parigi e le dimensioni dell’immigrazione da paesi extra-europei – che rimane il principale motivo di identificazione dell’elettorato del Front – è in Francia molto più massiccia che da noi. Una simile risposta è, però, perlomeno frettolosa: una qualunque cartina che mostrasse la diffusione nei paesi europei, da venti anni a questa parte, di partiti politici populisti e di estrema destra non potrebbe non dimostrare che il fenomeno non riguarda solo la Francia, ma comprende  paesi dell’ex blocco sovietico, […]

Il Giubileo della misericordia e il nuovo disordine mondiale

Nel giorno numero mille dalla sua elezione, Papa Francesco apre il Giubileo, che rappresenta, assieme al Sinodo dei vescovi del 2014-2015, uno dei momenti forti del pontificato: un anno dedicato alla parola chiave scelta da Jorge Mario Bergoglio, “misericordia”. Si annuncia come un Giubileo in buona parte diverso dal Grande Giubileo del 2000 di Giovanni Paolo II. In primo luogo, la chiesa di Francesco sta andando incontro a un radicale “aggiornamento” aperto al futuro, molto più che verso un piano di oculate “riforme”: un aggiornamento di roncalliana memoria e di sapore conciliare. La scelta dell’apertura del Giubileo il giorno 8 dicembre, a cinquanta anni esatti dalla conclusione del concilio Vaticano II, non è casuale… continua a […]

Si potrebbe fare tutti la guerra mondiale

Il dibattito aperto dagli attentati di Parigi non è cominciato nel modo più incoraggiante, tra quelli che riscoprivano Oriana Fallaci e quelli che piangevano solo per i morti di Beirut, con la destra che evocava lo scontro di civiltà e la sinistra radicale che elencava qualunque altro massacro compiuto in Medio Oriente fino a oggi, e di cui fino a ieri non si era minimamente curata, con lo stesso tono con cui dopo l’11 settembre cominciò a ripetere che bisognava ricordare pure l’11 settembre cileno del ’73. E con fior di scrittori, giornalisti e intellettuali di tutti gli orientamenti a profetizzare l’esplosione della terza, quarta o quinta guerra mondiale, per vedere di nascosto l’effetto […]

Dal ’68 al Nirvana, Carrère e la carica dei guru fai-da-te

Non capita tutti i giorni di ritrovarsi tra le mani un saggio filosofico scritto dal personaggio di un romanzo. Succede con Le cose come sono (Adelphi), opera di Hervé Clerc, che i lettori di Emmanuel Carrère avevano lasciato a discutere con lui di spiritualità e filosofia nel suo ultimo libro, Il Regno. Se anche voi vi eravate domandati quanto ci fosse di vero e quanto di inventato in quel singolare romanzo autobiografico, il libro di Clerc dimostra che almeno uno dei personaggi – quello che lo rappresenta – è esattamente così come ce lo presenta Carrère: semplice, diretto, positivo (caratteristiche, lo confessiamo, che a suo tempo ce lo avevano fatto considerare come l’invenzione meno […]

La dottrina Hillary

Se eletta, Hillary Clinton non sarebbe solo la prima donna alla Casa Bianca (e, per pochi mesi, il secondo presidente per anzianità, dopo Ronald Reagan), ma anche il primo segretario di Stato che conquista la presidenza dai tempi di James Buchanan (1857 – 1861, non un luminoso precedente, peraltro). Qualsiasi previsione sulla politica estera di un’ipotetica “amministrazione Hillary” cozza contro una triplice difficoltà. La prima è che a dispetto delle energie spese dagli studiosi nell’analisi e comparazione delle grandi strategie passate, la storia delle relazioni internazionali (e con essa quella della politica estera degli Stati Uniti) è spesso il prodotto d’imprevisti, contingenze, errori, casualità… continua a leggere (Aspenia online)

Houellebecq e l’imbecillità “degli altri”

Una «spaccatura abissale» si è venuta a creare tra «i cittadini e coloro che dovrebbero rappresentarli»: dovrebbero, perché di fatto non li rappresentano, anche se non è affatto chiaro, temo, il significato della rappresentanza democratica a chi scrive queste cose. Chi scrive è Michel Houellebecq, che sulle pagine del Corriere di ieri ha affibbiato la patente di imbecillità all’intera classe politica francese, a cominciare da quel «ritardato congenito» che risponde al nome di François Hollande, Monsieur le Président. Houellebecq se lo può permettere, non solo perché è uno dei più grandi, e uno dei più discussi, scrittori francesi contemporanei, ma anche perché ha dato quest’anno alle stampe un romanzo, Sottomissione, in cui descrive una Francia ormai politicamente, intellettualmente […]

La forza di una città violata

Parigi non è in alcun modo la città assediata descritta da taluni media. Non lo è per scelta, natura e necessità: perché non può esserlo; perché non può permetterselo. È, quello sì, una città ferita, addolorata, arrabbiata e consapevole – immensamente consapevole – della propria ineluttabile vulnerabilità. Più di tutto, è una città unita e solidale. Sono processi difficili da descrivere, che in una certa misura sembrano accomunare la Parigi di oggi alla New York del post 11 settembre 2001, anche se nella seconda il dispiegamento dell’apparato securitario fu da subito più esteso e, soprattutto, visibile. Città violate, Parigi oggi e New York quattordici anni orsono; e città che reagiscono con dignità, sobrietà, finanche […]

Rassegna letteraria dal metrò di New York

Gli attentati di Parigi hanno dato a tutti i cittadini europei la sensazione che la guerra li abbia improvvisamente raggiunti, che il nemico abbia occupato le strade, il ristorante, il teatro o il cinema sotto casa. È la sensazione che i newyorchesi, e probabilmente tutti gli americani, devono aver provato dopo l’11 settembre del 2001. Dunque, forse, proprio questo è il momento più giusto per raccontare una storia di vita newyorchese che a prima vista non c’entra nulla con tutto quello che abbiamo appena detto: la storia di un sito internet e di una giovane fotografa, tedesca, residente in America da quattordici anni e a New York dal 2013. Poco dopo essersi trasferita, Uli […]