La fase due di Francesco

Papa Francesco saluta

Il viaggio di Papa Francesco in America del Sud del luglio 2015 è importante per due motivi in particolare. Il primo motivo: questo viaggio in America Latina è il primo che Francesco ha scelto di fare nel continente da cui proviene. Il viaggio in Brasile del luglio 2013 fu il compimento di una promessa fatta dal suo predecessore Benedetto XVI e l’occasione era “istituzionale”, la giornata mondiale della gioventù. In questo viaggio in Ecuador, Bolivia, Paraguay, Papa Francesco continua a disegnare la mappa ideale del pontificato, che finora lo ha portato alle periferie del mondo – e del mondo cattolico… continua a leggere (L’Huffington Post)

Il monocolore della responsabilità

«L’assoluta autonomia» del Presidente De Luca si traduce, con la nomina della nuova Giunta campana, in una «grande apertura alla società civile». Tra l’una e l’altra non ci sono i partiti. Vincenzo De Luca non li ama, probabilmente ricambiato. Chiunque conosca la sua storia di sindaco della città di Salerno sa che il suo largo consenso popolare non è mai stato mediato dai partiti politici. La legittimazione gli viene direttamente dal voto popolare, che non a caso raccoglie esibendo il meno possibile il simbolo del partito di appartenenza… continua a leggere (Il Mattino)

La versione del premier

Siccome le elezioni regionali non sono andate come si immaginava che sarebbero andate, in Direzione ieri sera erano in molti che attendevano Renzi al varco. Ma come dovevano andare, le elezioni, perché la Direzione nazionale del Pd festeggiasse a champagne? Davvero qualcuno pensava che il Pd veleggiasse ancora, bello e felice, intorno al 40 per cento, o che il Pd avrebbe fatto cappotto? Davvero si pensava che non ci sarebbe stato un calo in elezioni di mid-term, finita cioè la luna di miele dei primi mesi di governo e con tutte le querimonie della minoranza interna? E le amministrazioni regionali godevano forse di così ampio credito e fiducia, da non lasciar temere un calo […]

La montagna malmostosa

Ogni epoca ha i suoi esuli in patria. Profeti inascoltati di un tempo che tarda a venire o nostalgici inconsolabili di una stagione ormai tramontata, comunque di cattivo umore. La loro costante malmostosità è la migliore dimostrazione della verità di un vecchio aforisma: “Non si può fare il broncio ai propri tempi senza riportarne danno”. O se preferite ‒ e se è concesso passare in una riga da Robert Musil a Matteo Renzi ‒ del fatto che c’è un sacco di gente che “farebbe il broncio anche all’arcobaleno”. Di sicuro, soprattutto sul web, ce n’è parecchia che ha seri problemi con la prospettiva, e che il più delle volte, scambiando il passato con il […]

Il Freedom Act di Obama

L’approvazione del nuovo Freedom Act da parte del Senato statunitense è stato salutato da molti come un momento di svolta, che chiuderebbe la lunga fase apertasi con gli attentati dell’11 settembre 2001 e con la legislazione per certi aspetti “d’emergenza” che ne seguì. La legge emenda e modifica il vecchio Patriot Act. E lo fa su una delle questioni più spinose e controverse: la possibilità per le agenzie d’intelligence statunitensi di ottenere dalle compagnie telefoniche i metadati delle comunicazioni dei loro utenti. Già dichiarata incostituzionale da un tribunale d’appello federale, questa attività viene ora drasticamente circoscritta e limitata: spetterà alle compagnie telefoniche stivare i metadati; le autorità federali dovranno fare richieste precise e circostanziate, […]

Nel Pd qualcosa si muove

Qualcosa, nel Pd, si sta muovendo. Alcuni movimenti sono forse scomposti, altri più prudenti e accorti, ma qualcosa si muove. E, forse, nella direzione di lunedì prossimo si comincerà a capire anche verso dove. Sotto il titolo di movimenti prudenti, misurati nei toni e nelle parole, possono essere incluse le dichiarazioni del ministro Orlando, o l’intervista resa a questo giornale dal Presidente del Pd Orfini: per entrambi, c’è da mettere mano, cioè da rimettere in sesto, il partito, e l’unica obiezione che gli si può muovere è che forse è più facile dirlo che farlo. Ma che lo si debba fare, nessuno, nemmeno Renzi ne dubita. E se anche qualche dubbio vi fosse, i movimenti scomposti […]

Da Macbeth al Nazareno

Il fatto che all’indomani dell’elezione del nuovo capo dello stato lo scontro sulle riforme abbia ripreso indisturbato, accompagnato persino dalla polemica postuma sul patto del Nazareno, potrebbe dare l’impressione che in fondo, a sinistra, non sia cambiato niente.

I cattolici e l’Isis

Per quanti seguono quel che sta accadendo nella chiesa, è tempo di sentimenti contrastanti di questi tempi: all’entusiasmo per papa Francesco si contrappongono notizie e immagini che pensavamo avessero il loro posto negli incubi e non nella realtà.

Com’è piccolo il teorema meridionale

Il «teorema meridionale» esiste: lo ha descritto su queste colonne Giancarlo Viesti. Esiste anzitutto in quanto la convinzione che la questione meridionale sia la questione dei meridionali

Il complottismo degli smanettoni

Un ingenuo potrebbe pensare che una cospirazione mondiale ordita da una rete terroristica informale diffusa su tutto